Il mio senso di colpa

Gli dicevo fai il bravo, gli dicevo di essere obbediente, gli dicevo di non fare i capricci a scuola.

Gli dicevo tante cose che, a un certo punto, hanno cominciato a stonare, poi a stridere fino a comporre un rumore assordante che non mi abbandona mai. Come potrò mai perdonarmi per non aver ascoltato le sue preghiere di rimanere a casa, di non portarlo a scuola. Chi mi guarirà da questo profondo senso di colpa per non aver capito, immaginato, creduto. E’ come quando una persona a te cara ha un incidente e tu continui a ripeterti:”Se avesse tardato a uscire solo cinque minuti, non sarebbe mai successo”. Solo che per me quei cinque minuti di ritardo sono stati dei mesi, mesi che costeranno anni di cure, mesi in cui dovrò solo avere la forza di sperare che mio figlio guarisca, torni ad essere normale.

Così, di giorno vivo. Di notte non riesco a perdonarmi, e smetto.

                                                                Una mamma di Rignano Flaminio