Napoli, pedofilia: Forse altri bambini vittime dell'orco. La famiglia scacciata dal rione

 di Roberta Lerici

Mi auguro che i servizi sociali saranno vicini alla disgraziata famiglia dell'uomo che ha violentato il bambino a Napoli. Il rione accusa la moglie di aver taciuto e ora si teme che anche gli altri bambini che vivevano nel basso insieme a lui e ad altri  3 adulti, abbiano subito abusi. La famiglia era già all'attenzione dei servizi sociali per lo stato di indigenza in cui versava, e ora ci si interroga su Pasquale, il nipotino acquisito dell'indagato che viveva con loro. Un bambino sempre muto, a cui la scuola aveva assegnato un'insegnante di sostegno. Giocava sempre con Donato, il bimbo violentato.Ieri si è scoperto che Pasquale è un bambino già in fuga da Caivano, il paese di provenienza, in cui si verificò la prima storia di abusi contestata a quel nonno acquisito (a carico della sorellina). Pasquale era entrato alla scuola elementare "Gabelli", al plesso Casanova, con una diagnosi preoccupante: «Disturbo dell´apprendimento con sintomatologia inibitoria grave. In approfondimento psicologico».

 

Cosa avranno approfondito gli psicologi su quel bambino di otto anni? E come mai non si è cercata immediatamente l'origine di quei malesseri, vista la storia familiare del bambino?E come mai i precedenti del nonno non gli hanno impedito di vivere a contatto con dei bambini? Si parla tanto di giustizia, di garantismo, di mostri sbattuti in prima pagina prima del tempo, ma non si parla mai di interventi da attuare per prevenire questi eventi e tutelare davvero i bambini. Oggi penso che la tutela dei minori si fatta essenzialmente di proclami che non servono a nulla. Anche ieri sera, quando Lilly Gruber ha chiesto a due esponenti politici cosa si dovrebbe fare per prevenire la violenza sui bambini, l'esponente del PDLe quello del PD, non hanno risposto. Eppure,  ci sarebbero state moltissime cose da dire ed esempi pratici da fare. Evidentemente, nessuna delle due conosceva abbastanza la materia da poterne parlare nei dettagli.

Ecco la storia dell'orco di Napoli:(IN FONDO, AGGIORNALMENTO 28 FEBBRAIO)

 

 

Il rione scaccia la famiglia dell´orco in fuga

Pasquale,bimbo sempre muto
Conchita Sannino
Fuggiti anche la convivente e altri due bambini che forse hanno subito violenza. I magistrati valutano se sottrarre i ragazzini ai parenti
 

«E ora, gli altri bambini? Vivevano con l´orco. Qualcuno indagherà per sapere?». Il rione che poche ore fa li ha cacciati via, ora si interroga. Tra rigurgiti d´odio e sensi di colpa. Il giorno dopo la cattura di Pasquale Modestino, 53enne operaio del Comune accusato di aver «picchiato e stuprato» il dodicenne Donato, quel basso dove il violentatore viveva con altri tre adulti e tre bimbi, alle spalle di piazza Poderico, è sprangato. E la polizia sarà costretta da oggi a cercare quei tre ragazzini portati via dalla famiglia in fuga. Per approfondire, accertare ulteriori, eventuali abusi.
Non è facile trovare il vero domicilio di Modestino. Bisogna bypassare due finte residenze: una conduce nei vicoli di San Severo a Capodimonte, dove vive un ignaro genitore dell´uomo; un´altra porta a Scampia, dove però risiedono la prima moglie di Modestino con alcuni dei suoi cinque figli. Solo alla fine arrivi proprio all´epicentro della tragedia: stradina a ridosso di via Cairoli, civico 2, un basso ristrutturato, una porta scura e un finestrino. Sul marciapiedi è rimasto lo stenditoio carico di indumenti. Lì dentro, in quei quaranta metri quadri con soppalco, vivevano in otto: l´"orco" con la convivente Maria, il figlio sordomuto di quest´ultima con sua moglie, i loro due bambini di 5 e 2 anni; e poi Pasquale, 8 anni, oltre - saltuariamente - a suo padre, garagista.
Proprio Pasquale, il nipotino acquisito dell´indagato, è il ragazzetto di otto anni che era solito giocare a pallone con Donato. Ed è il nome che il pedofilo avrebbe usato per adescare la vittima. «Ehi, io sono il nonno di Pasquale, vieni, fidati di me». Ieri si scopre che Pasquale è un bambino già in fuga da Caivano, il paese di provenienza, in cui si verificò la prima storia di abusi contestata a quel nonno acquisito (a carico della sorellina). Pasquale era entrato alla scuola elementare "Gabelli", al plesso Casanova, con una diagnosi preoccupante: «Disturbo dell´apprendimento con sintomatologia inibitoria grave. In approfondimento psicologico». Accanto a lui, c´era sempre un´insegnante di sostegno. È un caso? Una patologia dovuta alla "banale" mancanza dei genitori e non al contesto in cui viveva? Unica certezza: da 48 ore quel bimbo è «scomparso» insieme ai familiari. In aula non si sono visti né lui, né il cuginetto.
Il rione la racconta così. Maria, convivente del Modestino, 50 anni, volto terrorizzato, ha cercato di resistere per otto ore all´assalto di urla, pugni e calci sferrati contro la porta del basso. «"Sporca, le abbiamo gridato- inveisce Anna, sandali aperti, lunga coda di capelli neri - tu non ti sei accorta mai di nulla? Lei piangeva: diceva di no. Per difendersi dalla nostra rabbia si stringeva in braccio una delle nipotine di 2 anni. "Sapevi che quel zozzo era già stato denunciato per una violenza su un´altra tua nipote e facevi stare altri bambini con voi?" Eravamo inferociti. E se ne sono andati». Erano tutti d´accordo. Carmela, Rosa, Tina, Lucia. Parlano anche gli uomini: Luciano, operaio della Napoli Servizi; anche Enzo, un detenuto agli arresti domiciliari che vive in un basso lì accanto con moglie e figli, e tuttavia esce per «prendere un po´ d´aria» ed esaminare il caso del giorno. «Io un delinquente lo posso coprire, fare finta di non vedere. Ma un zozzoso (pedofilo) no», sentenzia Enzo. Perché il delinquente sì? «Sono ai domiciliari anche io. Truffa. Ma non ai danni delle persone - alza le mani, con garbo -. Solo ai danni dello Stato. Otto cause in corso e due condanne». E aggiunge: «Mo´ che fine fanno gli altri bambini?».
Figli innocenti della città degli inferi. Tre storie drammaticamente esemplari del degrado che lo Stato non vede. O non sa risolvere. Tre vite su cui indagare. Su cui potrebbero essere state inferte violenze. Oppure no. Un dubbio che appare legittimo, anche più che fondato, alla luce della tragedia esplosa. Un´ipotesi concreta di lavoro che la squadra Mobile sta approfondendo, mentre il Tribunale per i minori di Napoli riceverà in queste ore ulteriori atti in base ai quali valutare la possibilità di sottrarre quei ragazzini a quel nucleo familiare. Quei tre fanciulli sono stati risparmiati dai demoni che infestavano la vita di quel nonno accusato per due volte di pedofilia, oppure no? Un dubbio che stavolta nessuno può permettersi di lasciare cadere.
Offre interrogativi inquietanti la storia del più grande di loro: Pasquale, bambino di terza elementare. Ma discontinuo, solitario, claustrofobico. Basta lasciarsi alle spalle quei bassi, quelle storie di indigenza e degrado che il welfare di Stato non conosce, ed entrare nell´istituto "Gabelli" guidato dal preside Matteo Cioffi. Ieri, a snocciolare ricordi e dettagli inquietanti sono la dirigente vicario Paola Pastorino, e le docenti Paola Ferradino e Patrizia Briglione. Appaiono affrante: «Non immaginavamo il degrado che avvolgeva quella famiglia: sua nonna, affidataria del bambino, sembrava una nonna attenta». Pasquale, aggiungono, «è un bimbo in preda all´ansia, parla pochissimo, è timoroso, fa fatica a studiare cose semplici». Spesso si assentava, per settimane: ed erano loro, le maestre, non gli assistenti sociali, a bussare a quella porta. L´anno scorso avevano fatto una colletta in tutto l´istituto: la sua famiglia era stata sfrattata da un altro basso, non potevano pagare il fitto. «La prima lingua per lui è il napoletano, la lingua straniera l´italiano, ma come tanti», ricordano le maestre. E solo pochi giorni fa, ricorda la dirigente, «la nonna era tornata per dire che Pasquale voleva il nulla osta per tornare a vivere a Caivano con altri familiari. Non voleva più stare con loro. Io ho dato l´autorizzazione, ma dopo due giorni Pasquale è tornato di nuovo da noi, in classe».
L´ultima cosa che sanno di lui, è che «sembrava tranquillo a Carnevale: abbiamo fatto la festa in classe. Era vestito da carabiniere, in una tasca la merendina, in un´altra i coriandoli». Ma ora è di nuovo un bambino in fuga. In una lista di esistenze ferite che non accenna a finire.
(LA REPUBBLICA 27 febbraio 2009)

 

AGGIORNAMENTO 28 FEBBRAIO:

Pedofilia: Napoli, otto bimbi trasferiti in casa-famiglia
(ANSA) - NAPOLI, 28 FEB- Sono stati trasferiti in case famiglia 8 minori imparentati con Pasquale Modestino, l'uomo fermato per lo stupro di un ragazzino a Napoli. Il provvedimento e' stato deciso in seguito alle attivita' di controllo svolte, negli ultimi giorni, dagli agenti dell'ufficio minori della Squadra mobile della Questura di Napoli, insieme al personale dei servizi sociali del Comune di Napoli e dell'ufficio minori della polizia municipale.