Scuola, Bra: Professore "esasperato" investe due studenti. Quali risposte ai malesseri della scuola?


Un professore di religione dell’Istituto tecnico commerciale di Bra, in provincia di Cuneo, ha investito due studenti con la sua auto. Forse era stato provocato dagli studenti. Un'alunna,  Un giorno disse a un compagno, "Hai il demonio negli occhi"

di Roberta Lerici

Riguardo questo fatto di cronaca molto grave, vorrei sottolineare come il mestiere dell'insegnante sia particolarmente usurante e come, a volte, i disturbi che ne derivano possano sfociare in gesti gravissimi.  Anche l'alunno che ha accoltellato il professore, dimostra di soffrire di un grave disagio, ma pare che nessuno se ne fosse accorto. Questo mi porta a ribadire che oggi la scuola ha bisogno di figure di supporto, come gli psicologi, che la aiutino a gestire una comunità in grave crisi. La scuola non si è adeguata allo sviluppo della società, così come non si è adeguata al tipo di sviluppo che hanno i bambini di oggi.

Il successo di singole esperienze educative,è quindi dovuto alle capacità del singolo individuo, ma non è supportato da un'organizzazione che preveda la partecipazione alla vita scolastica di figure terze, in grado di decifrare e intervenire nelle varie situazioni di malessere che possono di volta in volta venirsi a creare.  Spesso non c'è comunicazione fra gli insegnanti, a partire dalle scuole medie. Alle elementari, infatti, fino a che si è lavorato con il "modulo", lo scambio fra gli insegnanti di una classe è stata parte integrante dell'esperienza educativa. Alle scuole medie, invece, questo lavoro di squadra non esiste più e sono in tanti a raccontare di collegi docenti in cui i professori litigano tra loro e non conoscono gli alunni, perchè cambiano scuola troppo spesso.La cosa grave è che a molti di loro non interessa neppure conoscerli, gli alunni, tanto l'anno dopo andranno via. Non c'è progetto, non ci sono linee guida e i malesseri delle medie si trasferiscono alle scuole superiori dove, essendo i ragazzi più grandi, accadono gli episodi di bullismo e violenza più gravi. Ma se tutto questo non viene compreso dalle istituzioni, la situazione non potrà fare altro che peggiorare. Gli insegnanti saranno sempre più soli, senza mezzi idonei a svolgere i loro programmi (in alcune scuole non ci sono neppure i gessetti) e nell'impossibilità di comunicare il loro disagio ad alcuno. I genitori si sentiranno sempre più esclusi, visto che è il ministero stesso a non considerarli parte integrante della scuola, e i ragazzi si sentiranno liberi di agire come più gli aggrada, visto che della loro educazione non si occupa nessuno. Se si credeva che ripristinare il voto in condotta avrebbe risolto il problema, non si è capita la reale natura del problema. Il malessere della scuola è evidente, e l'episodio accaduto a Bra ne è la prova. Un professore definito "persona mite" che investe i suoi alunni, non è diverso da un alunno di 13 anni definito "tranquillo" che accoltella un professore. Dov'erano tutti gli altri, cioè familiari, colleghi, presidi, mentre per qualcuno si consumava un dramma interiore?

 Ecco gli articoli:

Vede il gruppo e accelera: due ragazzi in ospedale
ERICA ASSELLE
VALTER MANZONE
BRA (CUNEO)
Ore 9,30. Il professore di religione entra in auto nel cortile della scuola. Una manciata di metri più in là c’è un gruppo di studenti. Sembrano ciondolare, tranquilli, diretti in palestra. Ex allievi. Ragazzotti che gli hanno reso la vita impossibile. Pigia sull’acceleratore. Ne colpisce uno, ne raggiunge un secondo. Lo inchioda nel vano di una porta. Nel cortile si scatena il finimondo. Urla, richieste di aiuto. Imprecazioni. Lui ingrana la retromarcia e se ne va.

«Mite» insegnante
Arrivano ambulanze, vigili urbani, carabinieri. Dalle aule scendono preside, professori, altri studenti. I ragazzi se la cavano con poco: 5 giorni di prognosi per escoriazioni alle gambe. Lui, il «mite» insegnante di religione, dovrà rispondere di lesioni plurime aggravate dolose e omesso soccorso. Per ora dovrà rinunciare all’auto (gli è stata sequestrata) e difficilmente potrà tornare a far lezione in classe. Dell’episodio non parla. Non l’ha fatto ieri mattina quando il preside l’ha chiamato sul cellulare e lui è subito rientrato a scuola. Non lo ha fatto con i vigili urbani e i carabinieri che lo hanno convocato. In silenzio è rimasto anche con i genitori dei due ragazzi che, rassicurati dai medici, si sono ripresentati a scuola. Dovrà farlo con l’avvocato che tutti gli hanno consigliato di ingaggiare al più presto perché tenti di difendersi, di dare una spiegazione che alleggerisca quanto ha fatto. «È stato un flash. Nessuno ha capito che l’auto non si sarebbe fermata». Motivo dell’aggressione? «Non era più nostro prof. Ma è vero che l’anno scorso ci siamo andati giù pesanti. Nulla di offensivo o grave. Chiasso, baccano. Nessuna attenzione durante le lezioni. Sistematicamente finiva con un richiamo, l’intervento del preside o una nota sul registro. Ma giuro. Nessuna cattiveria. Mai. Roba che si fa quando le lezioni sono noiose e il prof non ci sa fare». Perché proprio ieri? «Giuro. Non abbiamo fatto niente per provocarlo. Stavamo andando in palestra. Con noi c’era l’insegnante di ginnastica. Nemmeno abbiamo capito che fosse l’auto del professore di religione. E’ stato un attimo. Neppure il tempo per scappare che ne aveva già colpiti due».

Cambio di sezione
Da tutti considerato un mite, almeno fino a ieri, corporatura minuta e modi a tratti cerberi, il professore di religione all’inizio dell’anno era stato cambiato di sezione. Non c’era intesa con i ragazzi della IV, lo sapevano tutti, dal preside in giù. Un ex allieva: «Vero. Noi abbiamo sempre fatto casino nelle sue ore, ma lui ci metteva del suo. Un giorno è sbottato e ha urlato: “Hai il demonio negli occhi”. Che vuoi fare... uno così mica lo prendi sul serio. Meglio lasciarlo perdere e pensare ad altro». Un compagno: «Più che religione sembrava dovesse insegnare matematica con quella sua severità d'altri tempi». «Forse è solo un professore che fatica a relazionarsi con le nuove generazioni e il loro modo di essere», tenta di minimizzare il preside Ezio Delfino. Oggi gli toccherà incontrare i legali del provveditorato per decidere che fare: se sospenderlo dal servizio, se costituirsi parte civile o che altro. Anche perché i genitori non ci stanno: se i ragazzi sono indisciplinati vengano puniti con i voti in condotta. Ma rischiare di essere investiti da un professore è davvero troppo. Anche perché questo non è uno di quegli istituti a rischio. Mai episodi di bullismo o violenza degni di nota. Anzi. Il preside: «Sono arrivato solo a settembre ma ho ereditato un istituto in cui i rapporti tra docenti e allievi sono sempre stati sereni. Niente che facesse sospettare una situazione così». I colleghi preferiscono il silenzio. È toccato ai carabinieri nel tardo pomeriggio dopo l’interrogatorio di rito, accompagnare a casa il prof. «È semplicemente sconvolto».

La Stampa 20 febbraio 2009

DOCENTE DERISO INVESTE CON AUTO ALLIEVI, DENUNCIATO
 (AGI) - Cuneo, 20 feb. - Verranno presi provvedimenti per il professore di religione che, ieri mattina, ha investito con la propria utilitaria due studenti nel cortile di una scuola superiore a Bra, in provincia di Cuneo: nel pomeriggio di oggi l'Istituto tecnico commerciale 'Guala' ha comunicato che 'sono avviate le procedure previste dalla normativa vigente', con effetti che si aggiungeranno alla denuncia per lesioni personali aggravate dolose e omissione di soccorso.
  Nell'episodio, avvenuto ieri intorno alle 10, due studenti (che avevano avuto quel professore nello scorso anno scolastico) hanno riportato contusioni, ma il bilancio avrebbe potuto essere ben peggiore: il professore a bordo della propria utilitaria li ha investiti, per poi allontanarsi senza prestare soccorso. Gli allievi di una classe quarta stavano raggiungendo la palestra per l'ora di educazione fisica, quando l'auto si e' diretta sul gruppo e ha investito prima uno e poi l'altro.
  L'uomo si e' poi allontanato, ma piu' tardi e' ritornato: intanto, nella confusione e nella paura, sono stati allertati i soccorsi e sono giunte sul posto le forze dell'ordine. I due ragazzi investiti sono stati portati in ospedale, hanno riportato contusioni guaribili in pochi giorni. Sono state attivate indagini e sono stati sentiti insegnanti e studenti della scuola, che hanno riferito di una situazione di insubordinazione e provocazioni continue nei confronti del professore di religione, sbeffeggiato e deriso dagli allievi.
  All'origine del gesto, secondo forze dell'ordine e responsabili della scuola, potrebbe esserci proprio l'esasperazione, forse un raptus per il clima in cui era stato costretto a svolgere il proprio lavoro, tra disinteresse e baccano in aula.

L’ipotesi è quella di un gesto volontario dell’insegnante forse provocato dagli studenti. Dei due giovani uno è rimasto ferito alle gambe l’altro ha riportato contusioni non gravi. Il docente è stato deferito, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica
 
Cuneo, 20 febbraio 2009 - Un professore di religione dell’Istituto tecnico commerciale Ernesto Guala di Bra, in provincia di Cuneo, ha investito due studenti con la sua auto. I giovani, insieme ad alcuni compagni, si stavano recando in palestra per l’ora di educazione fisica. Da una prima ricostruzione il docente è entrato a bordo della sua auto nel cortile della scuola urtando prima un allievo e poi un altro per poi allontanarsi. Dei due giovani uno è rimasto ferito alle gambe l’altro ha riportato contusioni non gravi.

Sul posto sono sopraggiunte due pattuglie del pronto intervento della polizia municipale di Bra guidata dal dottor Mauro Saba, in collaborazione con i carabinieri di Bra diretti dal comandante Pasquale Iovinella che hanno ricostruito i fatti. L’ipotesi è quella di un gesto volontario dell’insegnante forse provocato dagli studenti in modo esasperante. Il docente è stato deferito, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Alba per lesioni personali aggravate dolose ed omissione di soccorso.

Quotidiano Nazionale 20 febbraio 2009

Autore Roberta Lerici 20 febbraio 2009

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