Docenti precari non pagati, Bottino: «Scattano controlli in mille scuole»

l direttore scolastico: «Ma non ho la polizia giudiziaria»

Interrogazione del Pd al ministro Gelmini sulle parificate
e un esposto alla Procura di Salerno contro i diplomifici

NAPOLI — Un'interrogazione del gruppo parlamentare del Pd al ministro Gelmini ed un esposto alla Procura di Salerno: prende corpo la vicenda dei precari della scuola al lavoro nei cosiddetti «diplomifici» in cambio dei soli contributi. Sulle denunce della trasmissione Rai Presa Diretta la Cgil Campania e la responsabile locale del Pd per la Scuola, l'assessore provinciale Angela Cortese, chiamano in causa direttamente l'Ispettorato del Lavoro e l'Ufficio scolastico regionale. E quest'ultimo, col direttore Alberto Bottino, annuncia «controlli a tappeto» sulle scuole parificate — circa mille — compulsando a sua volta l'Ispettorato: «Faccia la sua parte». I deputati del Pd dalla responsabile per la scuola Ghizzoni a Bachelet della Commissione cultura hanno chiesto alla Gelmini di intervenire, con ispezioni su larga scala, «su abusi di istituti privati o paritari e assunzioni di docenti precari a costo zero in cambio di punteggi in graduatoria», dati «i riferimenti circostanziati e supportati da testimonianze della trasmissione Rai su vere e proprie "fabbriche di diplomi" ».

In questi istituti la «sottomissione» dei docenti precari è «totale», aggiunge il segretario della Flc Cgil Campania, Giuseppe Vassallo: «Essendo scuole che possono assumere a chiamata nominale non meraviglia affatto che questi lavoratori siano sfruttati e che nessuno denunci. Anzi, la domanda è paradossalmente concorrenziale, lo strumento dell'assunzione in cambio di punti e abilitazioni è talmente efficace che c'è una sottomissione totale. Il sindacato ha raccolto pochissime testimonianze con dichiarazione scritta di questi lavoratori, e sempre da parte di precari truffati anche nello sfruttamento: per contributi versati in quantità inferiore rispetto al monte ore di lavoro prestato o per buste paga false. Andrebbe chiarito qual'è il ruolo dell'amministrazione: queste scuole sono autorizzate, legalmente riconosciute, dall'ufficio scolastico regionale, che manda i propri ispettori per verificarne l'idoneità. E le verifiche comprendono anche i rapporti di lavoro. O queste scuole sono brave ad eluderli o c'è bisogno di controlli». Eppure secondo l'assessore Cortese, ex presidente del Comitato nazionale precari, «non occorrono le denunce dei docenti, basterebbero le visite dell'Ispettorato del Lavoro o dell'Ufficio scolastico regionale. Queste realtà le ho combattute in sindacato — dice — e sono cresciute. Ma oggi più di ieri ci sono strumenti per contrastarle e soprattutto ora che si stanno tagliando gli organici scolastici e il mercato del privato, una vera giungla dove i precari sottostanno a qualsiasi ricatto, ne guadagna in potere».

Il direttore scolastico regionale Bottino comincia dalle paritarie: «queste scuole sono sotto la nostra vigilanza — ammette —. Fino all'anno scorso prima di autorizzarle inviavamo l'ispettore. Quest'anno la norma è cambiata, l'autorizzazione la si da subito e quando inizia l'anno scolastico si verificano qualità, presenze e contratti. Quindi rivisitiamo queste scuole almeno ogni tre anni. Ma dopo la trasmissione Rai ho ordinato un piano di controlli su mille scuole parificate statali, delle quali 200 superiori. Va detto però che il nostro ispettore non ha i mezzi per verificare quel che è stato denunciato in trasmissione. Il docente precario si presta, purtroppo, a questo gioco. E noi non abbiamo né mezzi coercitivi, né possiamo fare verifiche all'Inps come invece potrebbe l'Ispettorato del lavoro, le cui capacità vanno ben oltre le nostre. Insomma, non ho la polizia giudiziaria. E mi auguro che, mentre faremo questi controlli a tappeto, anche l'Ispettorato faccia il suo lavoro».

Corriere della Sera Luca Marconi
17 febbraio 2009