MINORI: APPROVATO DISEGNO DI LEGGE DI RATIFICA DELLA CONVENZIONE DI LANZAROTE CONTRO ABUSI

cameretta-2

Il governo vara ddl contro abusi e violenze su minori
Il provvedimento prevede un inasprimento delle pene

Il governo ha approvato il ddl che ratifica la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale.Il provvedimento, presentato dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prevede un innalzamento delle pene per chi abusa dei minori. Tra le novità si stabilisce anche la confisca dei patrimoni delle organizzazioni criminali le cui risorse potrebbero, per il ministro Carfagna, essere devolute ad attività rivolte ai minori abusati.La Carfagna ha precisato che la legislazione italiana in materia è già «all'avanguardia» e che il ddl di ratifica della convenzione, firmata a Lanzarote, recepisce solo le disposizioni che non si ritrovano nel nostro ordinamento. Il ministro per le pari opportunità ha inoltre annunciato che sta per essere ricostituito il coordinamento (cosiddetto Ciclope) fra amministrazioni contro gli abusi e gli sfruttamenti minorili.

 Abusi su minori, pene più severe, raddoppiati tempi prescrizione, banca dati Dna)

ROMA - Pene più severe per chi recluta i minori per farli prostituire o li sfrutta in tal senso (da 6 a 12 anni di carcere e fino a 150 mila euro di multa), ma anche per chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni (da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa). Termini di prescrizione raddoppiati per gli abusi sessuali commessi a danno di minorenni. E ancora, un'autorità nazionale (il ministero dell'Interno) per la raccolta di "dati biologici" (il dna) di chi è condannato per reati sessuali. Sono questi i contenuti del disegno di legge approvato oggi "all'unanimità", come spiega il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, dal Consiglio dei ministri. Il ddl ratifica la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale e prevede "modifiche al codice penale e al codice di procedura penale", in direzione, sottolinea Carfagna, di una "maggiore tutela dei minori". è prevista anche una eliminazione di parte delle attenuanti per abusi commessi a danno di minori.

In particolare il ddl, all'articolo 3, prevede l'istituzione di una Autorità nazionale (il ministero dell'Interno) che dovrà conservare "il dna e i dati biologici di chi è condannato per reati sessuali, in modo da agevolare le indagini", illustra Carfagna. Quanto al codice penale, vengono raddoppiati i termini di prescrizione per i reati di abuso sessuale commessi a danno dei minori di 14 anni.

Viene configurata, poi, una nuova forma di associazione a delinquere, quella finalizzata alla commissione di reati quali la prostituzione di minore, la pornografia minorile, la detenzione di materiale pedopornografico, la pedopornografia diffusa via Internet, la violenza sessuale (in tutti questi casi la detenzione va da 4 a 8 anni), la corruzione di minorenne, la violenza sessuale di gruppo (la detenzione va da 2 a 6 anni).

Chi recluta o induce alla prostituzione un minore o lo sfrutta a fini sessuali rischia da 6 a 12 anni di carcere e una multa da 15mila a 150mila euro. Chi compie atti sessuali a pagamento con un minorenne tra i 14 ed i 18 anni rischia da 6 mesi a 4 anni di reclusione e fino a 6mila euro di multa. Le pene sono aumentate da un terzo e fino alla metà se il minore ha meno di 16 anni. E non si ci si può appellare al fatto di non conoscere l'età della persona offesa.

Pugno duro anche con chi usa un minorenne per produrre materiale pornografico: da 6 a 12 anni di reclusione e fino a 240mila euro di multa. Chi assiste a spettacoli porno con minori rischia invece fino a 3 anni e fino a 6mila euro di multa. Si aggravano poi le pene per chi approfitta la condizione di "necessità" del minore per indurlo alla prostituzione. Anche i minori, in base alle nuove disposizioni, possono essere sentiti come testimoni durante l'incidente probatorio.

Ansa 13 febbraio 2009