Eluana, la procura dispone l'autopsia.Il padre va a Udine: «Sto un po' meglio»


L'incarico è stato conferito all'anatomopatologo Carlo Moreschi. Il pg di Trieste: «Decesso nella routine»

Beppino Englaro ha in mano un mazzo di 17 rose per la figlia Eluana nel 17/o anniversario dell'incidente, in un'immagine d'archivio del 18 gennaio 2009 (Ansa)
UDINE - È piombato il silenzio sulla casa di cura «La Quiete» di Udine, dove lunedì è morta Eluana Englaro. Martedì mattina le forze dell'ordine hanno transennato la strada davanti all'ingresso della casa di riposo, dove è atteso in giornata l'arrivo di Beppino Englaro, il padre della donna che da 17 anni era in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 1992 e probabilmente anche quello della madre di Eluana, Sati. Raggiunto al telefono, Beppino ha pronunciato pochissime parole. «Sto un po' meglio, grazie» ha detto, ma non ha voluto aggiungere altro. Dinanzi all'ingresso della casa di cura - fino a lunedì affollato di manifestanti a sostegno della battaglia della famiglia Englaro o, sul fronte opposto, facenti parte dei comitati "pro-vita" - restano solo candele accese, cartelli e palloncini bianchi in memoria di Eluana. Dopo la veglia di preghiera, protrattasi fino a notte fonda, l'ingresso della casa di cura è ora praticamente sgombro, presidiato solo da polizia e carabinieri. Beppino Englaro, che non era al capezzale della figlia al momento del decesso, arriverà da Lecco e in Friuli avrà la scorta.

AUTOPSIA - Intanto il procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Eluana, deceduta al quarto giorno senza alimentazione. L'incarico è stato conferito all'anatomopatologo Carlo Moreschi, che - da quanto si è saputo in ambienti del Palazzo di giustizia di Udine - al momento non ha deciso il luogo dove si svolgerà l'esame autoptico. Il corpo di Eluana si trova tuttora nella casa di riposo «La Quiete» dove è morta lunedì. Moreschi è stato il consulente della procura che nei giorni scorsi ha seguito l'attuazione del protocollo per l'interruzione della nutrizione di Eluana; sempre su incarico del pm Biancardi ha verificato la corrispondenza fra quanto avveniva nella casa di riposo friulana e quanto previsto dal decreto della Corte di Appello di Milano che autorizzava la sospensione di alimentazione e idratazione.

10 febbraio 2009