EX Sindaco leghista condannato per stupro di gruppo su ragazza rumena

 

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                Quando la realtà supera la fantasia

di Roberta Lerici

Roberto Manenti, ex sindaco leghista di Rovato,  uno dei “duri e puri” della lotta all'immigrazione, nemico autoproclamato delle “prostitute di strada”, è stato condannato a sei anni e 8 mesi di carcere per violenza sessuale di gruppo. Tutto parte da una prostituta rumena 19enne che, riuscita a sfuggire ai suoi aguzzini, li aveva denunciati. Dopo un po' di tempo, però, la ragazza vede su un giornale la foto di Manenti candidato a sindaco di Rovato e nell'esponente della lega riconosce "l'uomo importante" che i suoi sfruttatori l'avevano costretta ad incontrare almeno tre volte. In quelle occasioni, loro l'avrebbero tenuta ferma, mentre Manenti la stuprava. Era il 1999. 

A quanto si apprende, Manenti è stato espulso dalla Lega proprio quell'anno. Nel 2002, si è poi ripresentato alle elezioni con la lista "Padroni di Casa Nostra" e nel 2007 ha fondato un suo movimento, "Rinascita Sociale", e si è presentato alle elezioni comunali con la lista "Rovato delle Liberta', appoggiata da AN-UDC-FORZA ITLIA-LEGA NORD.Qualora la lista avesse vinto, Manenti sarebbe diventato "Assessore alla sicurezza". Di seguito, la lettera agli elettori che Manenti ha indirizzato dal suo sito internet per le elezioni 2007 , un articolo sulla condanna e la sua reazione. Tutto molto edificante.

Dal sito di ROBERTO MANENTI:


AI CONCITTADINI ROVATESI per le comunali 2007

Rovato, 14 maggio 2007

Rinascita Sociale, di cui sono fondatore e responsabile, ha aderito alla lista ROVATO DELLE LIBERTÀ per poter essere il braccio operativo di questa alleanza di partiti di centrodestra.
Il sottoscritto, che ha un'esperienza amministrativa che voi rovatesi ben conoscete, intende operare nel paese con i soliti metodi, poco ortodossi ma ben efficaci, nel controllo, prevenzione e repressione del fenomeno immigrazione clandestina; oggi non più molto clandestina, ma solo immigrazione violenta e criminale.
Pur essendo cosciente che i flussi migratori non possono essere fermati e che non sia certo nel livello locale la possibilità di cambiare le leggi, è mia intenzione comunque operare con il massimo sforzo e impiegare le forze di polizia a disposizione sul territorio per impedire l'invasione e il saccheggio sistematico da parte di extracomunitari che non sono qui per lavorare, ma per annientare il tessuto sociale e culturale del nostro Paese.

Certo, questo sarà un lavoro difficile e arduo, ma sicuramente sarò ben supportato dalla struttura che compone ROVATO DELLE LIBERTÀ e dal candidato sindaco ALESSANDRO CONTER che, prima di essere tale, è un amico.
Quando il movimento di cui faccio parte ha deciso di scendere in campo, abbiamo scelto di correre in questa lista non solo per motivi ideologici, ma soprattutto perché abbiamo riconosciuto soggetti capaci e soprattutto ben motivati nel prodigarsi per la difesa, lo sviluppo e la crescita del nostro Paese nelle persone che compongono la compagine che, se saremo eletti, andrà ad amministrare il Comune.
In SANDRO CONTER, come prima ho detto, ho trovato un amico e soprattutto una persona corretta, bilanciata e con quello spirito di moderazione che, a volte, a noi "operativi" viene a mancare.
Certo che la popolazione vorrà riconoscere in noi i difensori della loro libertà, ringrazio anticipatamente tutti coloro che sceglieranno di votare il sottoscritto e la lista che sostengo.
Il lavoro sarà molto, ma sono sicuro che con il vostro aiuto, la buona volontà, la tenacia, la determinazione che mi contraddistinguono Rovato tornerà ad essere un territorio della nostra bella Italia e non un buco di paese del terzo mondo.

Roberto Manenti

Roberto Manenti, ex sindaco leghista di Rovato, uno dei “duri e puri” della lotta all'immigrazione, nemico autoproclamato delle “prostitute di strada”, è stato condannato a sei anni di carcere per stupro.

Insieme ad altri, avrebbe partecipato in piu' occasione a violenze sessuali di gruppo ai danni di una ragazza rumena.

Ci sono voluti oltre sette anni d'indagini, fino al processo, in cui l'ex sindaco ha optato per il rito abbreviato ed ottenuto cosi' una riduzione di un terzo della pena, per arrivare ad una prima sentenza.

Manenti si dice del tutto estraneo ai fatti, e parla di vendette politiche, e di una sentenza fondata solo sulle parole di una testimone.

La notizia sta passando quasi inosservata sui media nazionali. Quando “un branco di stranieri” stupra una italiana scoppia quasi la rivoluzione, quando accade il contrario (ed accade molto piu' spesso) la cosa non interessa a nessuno.

L'ex sindaco, ex leghista, Manenti, durante la sua indimenticata avventura da sindaco, si era distinto, tra l'altro, per aver intitolato una piazza ai “caduti” della RSI.

Fonte:sostenibile.it 4 febbraio 2009

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