Pedofilia, processo Pascarella: proiettato in aula il video girato dai carabinieri

 

Forlì: parla Pascarella: "Quel bimbo aveva bisogno di affetto"

di Roberta Lerici

Eccola, la tesi difensiva di Michele Pascarella, quasi un benefattore per il bambino di cinque anni che gli era stato incautamente dato in affido. Ieri udienza dedicata alla difesa e proiezione del video girato dai carabinieri in casa dell'ex attore e animatore di Forlì che aveva avuto in affido un bambino di 5 anni 

per il periodo estivo, senza rispettare le procedure (Servizi sociali sotto accusa ). Le indagini erano partite dalla denuncia di un ragazzo disabile di 24 anni, quindi Pascarella era controllato senza saperlo. Per il video mostrato in aula, Pascarella giustifica le sue azioni come gesti di affetto. E proprio sull'interpretazione di quei gesti di affetto si baseranno i giudici per emettere la sentenza  fra un mese.

Ripercorrendo alcuni fatti di cronaca,  ricordo che don Marco Cerullo, sorpreso dai carabinieri in macchina con un suo alunno dodicenne, disse che il suo era un "abbraccio affettuoso" e lo stesso afferma Pino La Monica, attore ed educatore nelle scuole, quando dice di "essere stato frainteso" dalle 11 alunne che lo accusano (processo in corso). Ma la tesi dell'affettività male interpretata, appartiene anche al  critico d'arte Alessandro Riva, recentemente condannato a 9 anni di reclusione per abusi su 5 bambine.

E così, fra un eccesso di affetto e un fraintendimento, si susseguono processi e condanne nei confronti di persone convinte che i bambini siano tutti un po' stupidi. La sentenza per Pascarella è prevista il 3 marzo 2009.

Gli articoli, la ricostruzione del caso Pascarella  e la sua biografia:

 Forlì: pedofilia, parla Pascarella: "Quel bimbo aveva bisogno di affetto"

FORLI' - "Quel bambino aveva molto bisogno di affetto". Si è difeso così Michele Pascarella, l'animatore forlivese di 37 anni arrestato dai Carabinieri con l'accusa di aver abusato di un bimbo di cinque anni che gli era stato affidato nell'estate del 2007 e di un 24enne disabile. Il tribunale collegiale di Forlì, presieduto da Orazio Pescatore (a latere Luisa Del Bianco e Giorgio Di Giorgio), ha aggiornato la prossima udienza al 2 marzo, giorno della probabile sentenza.
Nel corso del dibattimento di lunedì, durato circa nove ore, sono state proiettate le immagini delle telecamere nascoste dei Carabinieri nell'abitazione dell'animatore quando era stato incaricato dai servizi sociali del Comune di Forlì di prendersi cura del bambino. Il video è stato commentato sia dal pm Fabio Di Vizio, titolare dell'inchiesta, che dai legali dell'imputato (Barbara Urbini e Marco Martines).

 

Ha parlato anche Pascarella, giustificando quei "baci paterni" al bimbo perché "aveva molto bisogno d'affetto". L'udienza è stata aggiornata al 2 marzo, quando presumibilmente arriverà il verdetto dei giudici. In caso di condanna, l'animatore forlivese potrà beneficiare di uno sconto di pena dato che il giudizio arriverà con rito abbreviato.

Romagnaoggi 3 febbraio 2009

Pedofilia, Forlì: Sconto di pena e prova TV per Pascarella, l'animatore che abusò di bimbo in affido

FORLI' - Rito abbreviato per Michele Pascarella. Il tribunale collegiale di Forlì, presieduto da Orazio Pescatore (a latere Luisa Del Bianco e Giorgio Di Giorgio), ha accolto la richiesta dei difensori del noto animatore forlivese di 37 anni accusato di aver abusato di un bimbo di cinque anni che gli era stato affidato nell'estate del 2007 e di un 24enne disabile. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 2 febbraio quando sarà esaminato il video prova dell'accusa. 74MILA EURO ALLE PARTI CIVILI - Nell'udienza di lunedì, che si è svolta a porte chiuse, è stata stabilita anche la cifra di risarcimento per le due parti civili, assistite dagli avvocati Licia Zanetti e Carlo Benini. A loro spetteranno 74mila euro. Gli avvocati di Pascarella, Marco Martinez e Barbara Urbini, hanno inoltre chiesto anche una perizia per verificare se sussistono le possibilità di chiamare sul banco dei testimoni anche il bambino oggetto dei presunti abusi. Il caso Pascarella tornerà in tribunale il prossimo 2 febbraio. In questa circostanza sarà analizzato il video usato dall'accusa come prova. Un perito forlivese incaricato dal collegio dovrà renderlo più visibile e comprensibile. L'INDAGINE - Il noto e amato animatore per bambini è finito in manette dopo alcuni giorni di serrate indagini dei carabinieri del Nucleo Radiomobile, iniziate con la denuncia di un ragazzo di 25 anni che sosteneva di essere stato costretto dall'animatore forlivese ad avere un rapporto sessuale con lui.  Questo, secondo la vittima, sarebbe successo nell'estate del 2006, ma solo un anno dopo il giovane avrebbe trovato il coraggio di raccontare la vicenda a causa, ha raccontato, dell'enorme trauma subito. Ad inizio agosto del 2007 è scattata la stretta sorveglianza degli uomini dell'Arma, aiutati da telecamere nascoste. Un'indagine, coordinata dal pm Fabio Di Vizio, che ha avuto un'accelerazione improvvisa perché, intanto, all'educatore era stato affidato un bambino di cinque anni dai servizi sociali.   

Romagna oggi. it 23 dicembre 2008

Pascarella alla moviola. Decisiva la prova tivù

Forlì, 23 dicembre 2008 - Dalla rappresentazione della realtà sboccerà la verità di questa storia. Di questo processo. Che sarà abbreviato (cioè col rito abbreviato) e forse breve. L’ha deciso il Tribunale, accogliendo l’istanza della difesa (Marco Martines e Barbara Urbini). Così, per stabilire se le accuse di pedofilia contro Michele Pascarella — 36enne forlivese, ex attore e cantastorie per scolaresche — sono o no penalmente sostanziali; per sancire se Pascarella è colpevole di aver molestato un bimbo di 5 anni, bisogna vedersi il video. Bisogna mettersi davanti alla tivù.

E vagliare ogni fotogramma del materiale girato dalle microcamere spia installate nella casa di Pascarella nell’agosto dell’anno scorso, prima d’essere arrestato. Sì perché quel video, da lunedì, è la pistola fumante. La prova che spingerebbe la verità al di là di ogni dubbio. Una moviola in campo, per un verdetto che potrebbe arrivare a tempo di record. Telecomando in pugno, non si farà altro che trainare avanti e indietro facce e figure, per cogliere una mano sgusciante, un movimento incongruo. Una prova-tivù che però — sempre come richiesto dalla difesa — dovrà essere decantata. Filtrata, come fa una brava moviola.

Perché adesso — dicono gli avvocati di Pascarella — quel video sarebbe nebbia e fumo. Grani che friggono. A togliere la polvere al quadro sarà un esperto telematico nominato dai giudici Orazio Pescatore, Luisa Del Bianco e Giorgio Di Giorgio. Esperto che ha tempo fino al 2 febbraio, data in cui riprenderà il processo, rinviato lunedì dopo un paio d’ore di discussione. Ma il video mondato d’ogni patina arriverà prima. Perché i giudici e tutte le parti se lo vedranno prima. Con calma. E col telecomando. Poi il 2 febbraio verrà proiettato in aula. Visione a porte chiuse. E allora, forse in quello stesso giorno, potrebbe arrivare la sentenza.

La difesa incassa l’ordinanza senza celare la sua soddisfazione. Ma lo stesso fa l’accusa. Il pm Fabio Di Vizio è certo che in quelle immagini si annidi la prova della colpevolezza di Pascarella almeno quanto la difesa è sicura del contrario. Escono formalmente dal processo le parti civili (che restano come parti offese): Pascarella (che ora è ai domiciliari e fa il bibliotecario a Faenza) ha risarcito con un assegno complessivo di 74mila euro sia i genitori del minorenne, assistiti da Carlo Benini, sia il 25enne (difeso da Licia Zanetti) che accusa l’ex animatore di averlo circuito, costringendolo, un paio d’anni fa, a un rapporto sessuale.

Quindi avanti col rito abbreviato. Con alcune condizioni. Oltre alla fatal prova tivù, la coppia Martines-Urbini ottiene la deposizione del loro esperto in fatto di labirinti dell’animo umano. Il 2 febbario verrà sentito dai giudici Lino Rossi, psicologo, criminologo e psicoterapeuta. Rossi parlerà di Pascarella. Ed è deducibile che ne parlerà bene. Disamina che farà il paio con quella di Anna Maria Capponcelli, psicoterapeuta nominata dal giudice per le indagini preliminari Rita Chierici, che invece il rito abbreviato l’aveva respinto (una deliberazione della Corte Costituzionale del 2003 ha dato la possibilità all’imputato di rinnovare la richiesta di abbreviato anche nella fase dibattimentale). Serafico, dopo la decisione del Tribunale, appare Pascarella, cinto da un vistoso doppiopetto cinerino su jeans blu e cravatta a tema. Tutti a casa i testimoni. Erano quasi cinquanta. Il processo si farà con le prove raccolte fin qui e con quelle che saranno mietute il 2 febbraio. Così vuole l’abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. Solo in caso di condanna, ovvio.

Maurizio Burnacci Il Resto del Carlino 23 dicembre 2008

 

 BIOGRAFIA PASCARELLA:

CHI E' MICHELE PASCARELLLA