Lecce - A RISCHIO LA TUTELA DEI DIRITTI DEI MINORI

06/12/07

 


L’allarme di Adriana Poli Bortone dopo il servizio di un’emittente televisiva leccese sulla vicenda dell’omicidio di Parabita

Così si va di fronte ad una deriva pericolosissima perché su certe situazioni occorre una attenzione particolare”.

Esprime preoccupazione il deputato del Gruppo Uen al Parlamento europeo e coordinatore di Alleanza Nazionale in Puglia Adriana Poli Bortone a seguito del servizio trasmesso ieri da una emittente televisiva leccese sulla vicenda dell’omicidio dell’insegnante di Parabita. Il servizio ricostruisce l’audizione del bambino di Casarano (figlio della donna rea confessa dell’omicidio) condotta dal gip Vincenzo Scardia, titolare dell’inchiesta per pedofilia e abusi sessuali a carico di Luigi Compagnone.

“Una cosa di questo tipo - sottolinea con forza Adriana Poli Bortone - è inaccettabile, proprio quando siamo alla vigilia della proclamazione a Strasburgo (12 dicembre) della Carta dei Diritti Fondamentali, che riconosce e tutela il diritto alla dignità, alla libertà, alla solidarietà, alla uguaglianza, alla cittadinanza e alla giustizia. Credo che sia a rischio la tutela dei diritti dei minori di fronte ad una ricostruzione così particolareggiata dei contenuti di un interrogatorio.

Abbiamo assistito sbalorditi a questo servizio che, fuori da ogni etica giornalistica, ha riportato il racconto del bambino così dettagliatamente e attraverso immagini che possono evocare facilmente situazioni e fatti eventualmente accaduti. Peraltro, a dispetto dei ripetuti inviti degli avvocati a non trattare dei contenuti dell’interrogatorio, svolto, com’è ovvio, in forma protetta.

Inviterei a riflettere che il “cuore amico”, sulla base dei suoi lodevoli intenti e dei riconosciuti risultati, dovrebbe anche dimostrarsi nella quotidianità del rispetto dei diritti dei minori. La tutela dei minori, nella società di oggi, deve essere un obiettivo fondamentale da perseguire tutti ciascuno per la propria parte e anche da parte di quelle agenzie educative che sono le televisioni.

A noi - chiarisce - non interessa minimamente individuare responsabilità del giornalista, del direttore responsabile o dell’editore, ma interessa il danno oggettivo che si procura al minore interessato ed alla sua famiglia ed il danno che si potrebbe arrecare ad altri minori, a rischio di comportamenti emulativi con la loro fantasia indifesa”.