Povia, e la Beneficenza per bambini del Darfur mai versata

 

 

 

 

 

di Roberta Lerici

 

 

Povia, con la sua canzone "Luca era gay" ha fatto parlare di sè per settimane e ieri abbiamo scoperto che il suo discografico lo ha lasciato, proprio perchè il senso di quella canzone non era assolutamente quello pubblicizzato da Povia (i gay che sono dei malati, ricordate?).Carrara, un discografico di lunga esperienza, rilascia un'intervista in cui annuncia il divorzio artistico da Povia, il senso della canzone sui gay, e poi, aggiunge, che i soldi ai bambini del Darfur Povia non li ha mai dati. Era stato invitato a Sanremo solo per questo, deve il suo successo ad un'operazione umanitaria, e non versa un euro dei 450.000 incassati con le vendite del disco "I bambini fanno oh". Povia si unisce idealmente ad Edoardo Costa e  ai suoi calendari "benefici", soprattutto per lui. Ma Costa e le finte onlus, meritano un capitolo a parte che mi riprometto di affrontare in seguito.

Discografico contro Povia: “Beneficenza per bambini del Darfur mai versata”"

Discografico contro Povia: “Beneficenza per bambini del Darfur mai versata” Intervistato da Io Donna, il discografico Angelo Carrara critica il cantante Povia, col quale ha rotto i rapporti lavorativi da mesi. Uno dei motivi è il polverone sollevato dalla canzone . Carrara afferma che la canzone “è ispirata alla vera storia di un mio amico” e di essere rimasto offeso dalle dichiarazioni di Povia “sull’omosessualità come malattia”, lette sui giornali.

C’è però un altro motivo: il mancato versamento, da parte di Povia, dei proventi del suo tormentone I bambini fanno oh, promessi nel 2005 per la costruzione di un ospedale e di una scuola in Darfour. Carrara fa notare come il lancio mediatico e il successo di Povia dipendano proprio da quella canzone e dalla mobilitazione per la beneficenza a favore del Darfur. “Se non fosse salito su quel palco nel 2005 poteva finire nel dimenticatoio” continua Carrara: “L’iniziativa per il Darfur fu determinante per lanciare Povia […] nel 2006, l’anno dopo il botto della serata benefica, vinse il Festival anche perché i bambini avevano votato per lui. Quando andava a cantare in giro, prima del concerto faceva sempre una visita ai bimbi negli ospedali”.
Fu proprio Paolo Bonolis, presentatore nel 2005 del festival di Sanremo, a volere Povia perché la sua canzone appariva adatta per lanciare la raccolta fondi. Gli organizzatori avrebbero dovuto raccogliere 1 milione di euro, versati dai vari ospiti a Sanremo. Furono raccolti però solo 250.000 euro (in particolare, Bonolis ne versò 50.000 e lo stesso Carrara 35.000): manca all’appello - tra gli altri - proprio Povia, il quale a detta di Carrara aveva promesso pubblicamente di versare tutti gli incassi della sua canzone, che ammontavano a circa 450.000 euro nel 2005.

UAAR.IT 28 GENNAIO 2009