Ex sindaco Termini Imerese condannato per molestie

Termini Imerese, 22 mesi a Purpi: "Palpeggiò una tredicenne"
Ex sindaco condannato per molestie
Romina Marceca
Ha patteggiato la pena e ha offerto un risarcimento. Ma la madre della ragazza ha rifiutato
 
Si definiva «sindaco-operaio», tanto da schierarsi al fianco delle tute blu durante la crisi della Sicilfiat di sette anni fa. Ora però, a 63 anni, Luigi Purpi, sindaco forzista di Termini Imerese dal 1998 al 2003, è rimasto invischiato in una brutta vicenda. Per lui un´accusa infamante: quella di avere abusato della figlia tredicenne di una donna cui era legato. Una storia approdata in Tribunale e conclusa con il patteggiamento e la condanna a un anno e dieci mesi. La difesa di Purpi ha offerto diecimila euro come risarcimento. La famiglia della ragazzina, assistita dall´avvocato Antonella Bisconti, ha rifiutato il denaro in attesa del giudizio in sede civile.
La vittima, che sta seguendo un percorso terapeutico con un´équipe di psicologi, ha ripreso la sua vita da studentessa. È tornata fra i banchi. «Non siamo noi a doverci vergognare, ma lui», dice la madre della vittima delle molestie. La donna crede che ancora non sia stata fatta giustizia fino in fondo: «La condanna è troppo lieve. A mia figlia è cambiata la vita, mentre lui è libero di girare in città».
I fatti risalgono a due anni fa. La delicatezza del caso ha indotto la Procura termitana a interrogare la vittima: a sentirla fu l´allora procuratore capo Alberto Di Pisa. I palpeggiamenti, al seno e alle parti intime, si sarebbero verificati - secondo la ricostruzione dell´accusa - durante tutte le occasioni in cui Purpi e la ragazzina rimanevano da soli in casa. «La mia fiducia nei suoi confronti era totale - racconta la madre - e invece quell´uomo abusava della mia piccola anche quando ero nella stanza accanto per cambiarmi d´abito».
Le molestie avrebbero avuto il culmine durante le vacanze natalizie del 2007. Fino alla confessione fiume della ragazzina, messa alle strette dalla mamma. «Un pomeriggio la informai che ad accompagnarla alla lezione di catechismo sarebbe stato Luigi - ricostruisce la donna - ma lei continuava a ripetermi: "Non mi lasciare con lui, ti prego, non mi lasciare, mamma"». A quel punto la donna si insospettisce: «Le ho chiesto cosa stesse accadendo». Tra un singhiozzo e l´altro arriva la rivelazione: «Lui mi diceva che, se te l´avessi raccontato, avrei distrutto tutto tra di voi, anche il sogno di avere una casa tutta tua», racconta la ragazzina disperata. «Non ci ho più visto dalla rabbia. L´ho cacciato di casa il giorno stesso e sono andata dai carabinieri a denunciarlo».
La donna, che ha alle spalle un matrimonio fallito, ha anche raccontato di pregresse denunce ai carabinieri nei confronti di Purpi: «Prima della nostra convivenza, anni fa avevamo avviato una relazione che non volevo portare avanti perché lui era sposato. Mi ossessionava, mi telefonava minacciandomi e insultandomi». Poi la decisione di lui di lasciare la famiglia per la nuova compagna. Che racconta: «Dopo anni di tristezze, quel gesto mi aveva dato la speranza di essere ancora una donna amata, ma è stato solo un inganno». La convivenza dura poco più di tre mesi, da fine novembre 2007 al febbraio 2008.
A Termini Imerese l´ex sindaco Purpi non si occupa più di politica. Nel 2004 il centrodestra gli chiuse la porta in faccia non ricandidandolo e gettando nella mischia elettorale l´avvocato Francesco Caratozzolo. Purpi decise di correre da solo con una lista civica sperando di raccogliere i frutti del suo impegno al fianco degli operai Fiat e dei dipendenti della Emmegi. La spuntò però il candidato del centrosinistra, Enzo Giunta. Due anni fa il ritorno a una vita da impiegato nella sede della finanziaria Bhw di Termini.
(fonte Espresso Local 28 gennaio 2009)