Teggiano, Interrogato il professore di musica accusato di pedofilia: "Sono innocente, non so perchè mi accusano"

 La difesa chiede i domiciliari, le carte al gip
22-01-2009

Interrogatorio di garanzia ieri mattina, da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sala Consilina, Luciano di Franso, per il 41enne geologo e maestro di musica di Teggiano, A.G., in carcere da lunedì scorso, con l'accusa di presunte molestie sessuali continuate ed aggravate ai danni di tre bambine. Accusa che l'imputato ha respinto con forza, proclamandosi del tutto innocente. Assistito dal proprio legale di fiducia, avvocato Giovanni De Paola, ha, fra l'altro, sostenuto che le lezioni di musica, da lui impartite nella scuola privata di cui è titolare, si svolgevano sempre in gruppo, alla presenza, fra gli altri, dei collaboratori e, spesso, anche della propria consorte. «Mai è capitato -ha riferito- che le lezioni venissero impartite a singoli allievi o allieve».

Anche per questo gli riuscirebbe «davvero difficile capire il perché delle accuse infamanti che gli vengono mosse dalle tre bambine». Ed ha fatto il nome di alcune persone che possono confermare quanto da lui sostenuto. Dopo l'interrogatorio, il difensore ha chiesto al gip la remissione in libertà del proprio assistito, o, in alternativa, la pena degli arresti domiciliari. Ha anche richiesto l'avvio di una serie di contro verifiche attraverso le quali si possa far piena luce sulla vicenda. Il gip, a conclusione dell'udienza di garanzia, non si è pronunziato sulle richieste avanzate dal difensore, riservandosi di decidere dopo il necessario, ulteriore lavoro di approfondimento di quanto emerso dall'interrogatorio. Intanto l'avvocato De Paola ha incaricato una nota psicologa romana di esaminare attentamente le dichiarazioni rese dalle tre bambine sulle presunte molestie sessuali di cui sarebbero state vittime per circa quattro anni da parte del loro maestro di musica. La psicologa dovrà soprattutto -spiega l'avvocato De Paola- capire il perché delle loro accuse. «Si tratta, a nostro avviso, di accuse -aggiunge- campate in aria. Riusciremo a smontarle anche attraverso le testimonianze di quanti hanno frequentato la scuola con le tre ragazzine. Insomma siamo fiduciosi e sereni. Lo è, in particolare, il mio assistito. E con lui è serena e fiduciosa anche la moglie, che lo difende con forza, conoscendone la serietà e il grande amore che ha per i suoi due figlioletti, amore che mai gli avrebbe consentito di rendersi responsabile di quanto viene accusato». Intanto A. G. resta rinchiuso nel carcere di Vallo della Lucania, dove è stato trasferito da quello di Sala Consilina, non idoneo ad ospitare detenuti accusati di pedofilia. L’altro carcere campano è a Secondigliano.

Giuseppe Lapadula

 www.ilmattino.it 22 gennaio 2009