Rignano Flaminio, abusi: Interpellanze e Dichiarazioni on.Giovanardi

 

Note: il caso della Bassa Modenese, più volte citato come errore giudiziario, è finito con SETTE condanne per violenza sessuale. Alcuni tronconi del processo devono ancora terminare ma si sono avute condanne  in primo e secondo grado e in Cassazione (7). La raccolta che segue, è tratta da trasmissioni radio, tg, stampa, internet.E' presente anche un'interrogazione parlamentare sul caso della Bassa Modenese quando il caso era solo all'inizio e, per questo, il ministro della giustizia in carica allora, ne rinvia la discussione.

Atto Camera

Interpellanza 2-00523
presentata da CARLO GIOVANARDI
giovedì 10 maggio 2007 nella seduta n.155

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

storicamente per via giudiziaria sono state condannate al rogo donne identificate come streghe, reo confesse di aver avuto commerci carnali con il demonio;

nella storia della Colonna infame, Alessandro Manzoni ha bene spiegato come la caccia agli untori sia stata una delle pagine più ignobili di una giustizia deviata ed influenzata da una altrettanta patologica credulità popolare;

in Italia e nel mondo si sono moltiplicate negli ultimi anni casi clamorosi di educatori, sacerdoti, operatori scolastici accusati di partecipare a riti satanici nei quali venivano abusati bambini;

tali casi si sono risolti con la piena assoluzione degli indagati vittime di vere e proprie manifestazioni di isteria collettiva prive di ogni riscontro nella realtà;

recentemente a Rignano sono stati arrestate tre maestre e una bidella il marito di una delle maestre ed un lavoratore extracomunitario con l'accusa infamante di aver abusato di bambini dell'asilo nell'ambito di riti satanici svoltisi all'esterno della scuola;

secondo il Codice di Procedura penale la custodia cautelare può essere applicata soltanto nei casi di pericolo di fuga, inquinamento di prove e reiterazione del reato;

in base a quanto riportato dagli organi di stampa sono emersi con tutta evidenza numerosi elementi - peraltro preesistenti alla decisione - che inducono ad escludere la sussistenza dei presupposti per la custodia cautelare, primi tra tutti gli stessi indizi di reato, non essendo emersi riscontri ai racconti di bimbi di tre e quattro anni, mediati dagli assistenti sociali e dai genitori, con il risultato che persone incensurate sono state esposte ingiustamente alla gogna mediatica;

il recente provvedimento del tribunale della libertà conferma tali elementi -:
se non ritenga, anche alla luce delle intervenute decisioni del tribunale delle libertà, di attivare i propri poteri ispettivi, ai fini dell'esercizio dei poteri di sua competenza.

(2-00523)«Giovanardi».

 dal sito www.marione.net

L’Avvocato Carlo Taormina, difensore di parte civile nell’inchiesta di Rignano Flaminio, è stato ospite di “TE LA DO IO TOKYO” (CENTRO SUONO SPORT 101.5 – ROMA), in occasione dello speciale sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna “Olga Rovere”. Ecco le sue dichiarazioni: ”La sentenza della Corte di Cassazione ha portato ad una svolta nell’inchiesta sul caso di Rignano Flaminio, confermando l’esistenza di abusi sui bambini della scuola materna “Olga Rovere”. Le indagini sono state svolte con estrema serietà, verificando che i bambini fossero in grado di testimoniare ed essere indipendenti dall’influenza dei genitori. Le dichiarazioni dei bambini sono confluite tutte nell’indicazione di fatti e personaggi, sintetizzati nella seconda parte dell’inchiesta. Proprio questa ultima, anche con la partecipazione di tutti i tecnici, periti ed avvocati, ha prodotto un’analisi corretta ed approfondita della vicenda. Gli elementi, dal punto di vista della materialità dei fatti, esistevano già. Rimango perplesso da come è stata condotta la prima parte dell’inchiesta, rispetto all’identificazione dei personaggi. La Cassazione è stata decisiva. Non ha mai escluso la veridicità dei fatti, ma ha solo lasciato un punto interrogativo sulle modalità, sui tempi.” Crede che siano stati commessi errori nella prima parte dell’indagine? ”In effetti all’inizio l’indagine è stata costellata da errori. Alcuni riscontri sono stati inutili. Gli accertamenti dei RIS di Messina, per esempio. Non dicono nulla, poiché le tracce possono essere state eliminate. Insignificanti anche le intercettazioni telefoniche.” ”Massoneria e pedofilia sono due cose che vanno insieme” Interviene così l’avvocato Carlo Taormina a “TE LA DO IO TOKYO”(CENTRO SUONO SPORT 101.5 – Roma) per definire come è stata gestita dai mass media l’informazione sul caso dei presunti abusi ai bambini della scuola materna “Olga Rovere”. “La rete è potente. Ha colpito più volte in Italia. Sta succedendo anche a Rignano Flaminio e noi faremo in modo che questo non accada – spiega Taormina ed aggiunge – le dichiarazioni della stampa sono monocorde. Favoriscono solo l’interesse degli imputati. Gli organi di stampa hanno saputo prima di tutti gli altri della chiusura delle indagini. C’è stata una fuga di notizie ed io ne ho la prova. Proprio ieri la Procura mi ha negato la possibilità di accedere a degli atti perché non era stata ancora notificata la chiusura delle indagini. A noi hanno chiuso la bocca finora, ma chi ha aperto quella delle persone intorno agli indagati per manipolare le idee dell’opinione pubblica? Questa è una tecnica totalitaria.” ”Un giornalista che si interessa tanto al caso evidentemente è coinvolto.”

Così Carlo Giovanardi risponde alle domande di Giuseppe Lomonaco su Rignano Flaminio, nello speciale di "TE LA DO IO TOKYO" (Centro Suono Sport 101.5 - Roma). “Lei potrebbe essere uno dei cinque, in concorso con quelli che facevano le violenze. Potrebbe essere lei. Perché non la vengono ad arrestare? – così l’onorevole allude al fatto che il suo interlocutore possa essere lui stesso un pedofilo e continua – in questa vicenda ci sono tre vittime: le maestre, i bambini e la giustizia. Per le prime non esistevano elementi tali da giustificare una carcerazione preventiva. I secondi sono stati danneggiati dagli interrogatori e dalle pressioni a cui vengono sottoposti. Non c’è stato nessun riscontro alla veridicità dei fatti. Nessuna casa è stata identificata, nessuna impronta delle maestre è stata trovata. I genitori hanno indotto i figli a dire cose non vere. Non c’è nessun elemento per arrivare ad un processo. La Magistratura, purtroppo, sta perdendo credibilità nel nostro paese. Quando Taormina era mio collega ed è intervenuto in commissione disse che quello di Rignano Flaminio era un episodio di “mala giustizia” e dopo qualche mese me lo sono trovato a difesa dei genitori.”

Immediata la risposta dell’avvocato Taormina: “Io non ricordo di avere rilasciato simili dichiarazioni, certamente se l’ho fatto è stato quando ancora non ero all’interno del processo e non conoscevo i fatti. Io mi chiedo se l’onorevole Giovanardi abbia mai letto una sola pagina degli atti del processo. Sono rimasto meravigliato dalle sue parole, perché lo reputo una persona intelligente ed equilibrata. Negli anni di Tangentopoli me lo sono trovato spesso dalla mia parte. Adesso non lo riconosco più. Noi siamo stati molto cauti, anche dopo la sentenza della Cassazione. Abbiamo detto che la certezza degli abusi sui bambini era chiara, ma bisognava fare luce sulle modalità, sui tempi. Le dichiarazioni di Giovanardi, invece, nascono da preconcetti. Lui si inserisce in un filone oramai storico. Fu il Professor Bollea a dire che era preferibile non punire gli abusi, perché nel perseguirli si potevano causare dei danni psicologici ai bambini. Ora sappiamo che questo non è vero. Grazie a come sono state condotte le indagini, infatti, i bambini hanno avuto modo di liberarsi di un peso enorme. Giovanardi non può continuare a sostenere che gli adulti abbiano costretto i figli ad affermare certe cose. Questa è una diffamazione vera e propria nei confronti dei genitori.” A questo proposito l’onorevole ha detto: “I genitori sono andati a fare le star in televisione, invece di essere contenti nel sapere che i loro figli non erano stati abusati. Questa roba finirà in un nulla di fatto. Mi auguro che ogni cittadino italiano non possa essere accusato e finire in carcere sulla base di in un nonnulla.”  

PEDOFILIA:RIGNANO;GIOVANARDI,RISCHIO CREDIBILITA’ MAGISTRATI   (ANSA) - ROMA, 13 GEN - Nella vicenda di Rignano Flaminio e’a rischio la credibilita’ del sistema giudiziario italiano. Loafferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, CarloGiovanardi, che chiede un intervento del Csm.   ”A Rignano Flaminio, oltre alle maestre ingiustamenteincarcerate in base ad indizi che la Cassazione ha definitototalmente inconsistenti, rischiano di contarsi altre duevittime. La prima - ha spiegato Giovanardi - sono i bambini, checontinuano ad essere coinvolti emotivamente in un accanimentogiudiziario teso a dimostrare violenze ed abusi di cui non si e’trovato traccia, la seconda e’ la credibilita’ del sistemagiudiziario italiano che permette a magistrati del pubblicoministero di stravolgere buonsenso e principi di logicaelementare, tenendo nel tritacarne mediatico cittadini accusatisenza prove di un reato che non ha saputo dimostrare esserestato consumato”. ”Il Consiglio Superiore della Magistratura -conclude il sottosegretario - ha nulla da dire al riguardo?”.

NO AD UN ALTRO PROCESSO ALLE STREGHE»

Giovanardi: «Metodi da caccia alle streghe»

ROMA - «Quello che sta accadendo ai bambini di Rignano Flaminio ci riporta ai processi alle streghe dei secoli bui». A lanciare l' accusa è Carlo Giovanardi, ex ministro e deputato Udc. «Basta andarsi a leggere negli atti giudiziari dell' epoca (vedi ad esempio Livigno) come interrogavano gli inquisitori di quel periodo per portare al rogo le povere malcapitate - dice -, per capire come dopo tanti secoli si pensa di poter ricercare la verità con metodi che ricordano proprio quelli». E dopo la pubblicazione dei testi delle audizioni lo psicologo forense Paolo Capri, uno dei firmatari della Carta di Noto, afferma: «Sarebbe stata necessaria una maggiore privacy rispetto agli interrogatori dei bambini, e maggior rispetto della Carta di Noto. Si stanno, di fatto, violando le regole deontologiche di protezione nei confronti dei minori». Quindi aggiunge: «Sarebbe stata necessaria una maggiore riservatezza perché siamo in una fase ancora molto delicata. Gli avvocati rilasciano dichiarazioni orientate a favorire la propria parte». Tutto questo «ha un ritorno pesante nei confronti dei bambini e delle loro famiglie».

 Pagina 17
(31 luglio 2007) - Corriere della Sera
 GIOVANARDI: «RICORDATE DON GOVONINO AD UN ALTRO PROCESSO ALLE STREGHE

di Rita DI GIOVACCHINO ROMA - Carlo GIOVANARDI, parlamentare dell’UDC, non ha dubbi. I fatti di Rignano sono il prodromo di un nuovo «processo alle streghe». Lui ha vissuto sulla pelle i fatti Modena e si dice stupito che l’ormai lunga esperienza su tale fenomeno non sia di monito per investigatori e psicologi.Che cosa accadde al processo di Modena e come andò a finire?«Andò a finire che dopo due anni furono assolti tutti, ma nel frattempo Don Giorgio GOVONI, il parroco di Massa Finalese, era morto in carcere d’infarto. Quello che mi colpisce è il fatto che i racconti di questi bambini, o dei loro genitori, sono identici a quelli di allora: anche lì messe nere, diavoli con il cappuccio, bambini incatenati e stuprati, orge e violenze indicibili. L’unica differenza è che non si parlava di una scuola, ma di un pullmino con i bambini portati in giro per l’Emilia a fare riti di sangue con altri bambini, sacrifici umani e via fantasticando».Quali erano i riscontri per fatti tanto gravi?«Assolutamente nessuno, come mi sembra sia il caso di Rignano: furono sbattute in galera alcune persone con accuse incredibili senza che ci fosse una prova, diciamo di più, senza che venissero raccontati fatti almeno verosimili».In questo caso il riscontro è la sofferenza dei bambini. Qualcosa, si dice, è accaduto…

«No, stia tranquilla, può non essere accaduto nulla. Anzi ho fatto anche un’interpellanza per capire se sia accaduto qualcosa. Diversamente che per gli abusi veri, quando il minore parlando con persona competente si libera dei suoi incubi reali, nei casi di abusi immaginari il bambino soffre per le pressioni cui è sottoposto, e non si ferma più. Pensi che quando il vescovo, dopo la morte di GOVONI andò a benedire la scuola, un bambino disse che lo aveva portato via e gli aveva fatto questo e quello.

(il caso si è concluso con SETTE condanne per violenza sessuale)


Allegato A
Seduta n. 502 dell'11/3/1999


Pag. 17



...

(Sezione 3 - Provvedimento di allontanamento dei figli minorenni dei coniugi Covezzi da parte del tribunale dei minori di Bologna)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia e della solidarietà sociale, per sapere - premesso che:

risulta agli interpellanti che, in data 12 novembre 1998, alle 5 e tre quarti del mattino, il tribunale dei minori di Bologna, su segnalazione dei servizi sociali, ha proceduto alla perquisizione della casa dei coniugi Delfino Covezzi e Lorena Morselli di Finale Emilia ed ha allontanato i quattro figli minori, in seguito a dichiarazioni rese al pubblico ministero da una nipote di otto anni della Morselli, a sua volta allontanata dalla famiglia il 2 luglio 1998;

l'allontanamento è stato motivato dall'ipotizzato coinvolgimento dei quattro minori in torbide vicende di orge e riti satanici, a cui avrebbero partecipato il nonno, gli zii, la cognata della Morselli assieme ad alcuni nipoti;

sette persone sono finite in carcere in base a queste accuse, mentre non risulta che il Covezzi e la Morselli siano a nessun titolo indagati;

localmente i coniugi Covezzi hanno fama di persone serie e responsabili e prima dell'allontanamento dei figli non avevano avuto nessun avvertimento, nessun confronto, nessuna richiesta di dialogo da parte delle istituzioni -:

se risultino i motivi per i quali, in una situazione così delicata non sono stati coinvolti preventivamente i genitori dei quattro minori;

se non ritengano che il repentino ed improvviso allontanamento degli stessi dalla famiglia non rappresenti comunque un trauma irreversibile e difficilmente superabile per bambini, come nel caso specifico, di quattro, otto, nove e undici anni, che da più di tre mesi sono costretti a vivere separati dai loro genitori.

(2-01688)
«Giovanardi, Palumbo, Colombini, Lo Jucco, Rivolta, Dell'Elce, Cosentino, Stradella, Becchetti, Follini, Stagno d'Alcontres, Panetta, Lucchese, Baccini, D'Alia, Boccia, Gagliardi, Niccolini, Leone, Scaltritti, Scarpa Bonazza Buora, Sgarbi, Gastaldi, Peretti, Vincenzo Bianchi, Marinacci, Viale, Valducci, Baiamonte, Marzano, Marras, Vitali, Aracu, Conte».

(9 marzo 1999).

(Provvedimento di allontanamento dei coniugi Covezzi da parte del tribunale dei minori di Bologna)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Giovanardi n. 2-01688 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).

OLIVIERO DILIBERTO, Ministro di grazia e giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

OLIVIERO DILIBERTO, Ministro di grazia e giustizia. Signor Presidente, onorevole Giovanardi, come ho già avuto occasione di comunicarle riservatamente, il Governo chiede che di questo tema, che è molto serio, si possa discutere quando vi saranno tutti gli atti in nostro possesso. Gli uffici giudiziari hanno fatto pervenire le relazioni, ma sono in corso ancora alcuni accertamenti e poiché è un caso molto serio (che riguarda bambini e famiglie), chiedo di dare una risposta non superficiale e non di maniera solo dopo aver assunto tutte le informazioni necessarie che giudico indispensabili. Le chiedo di poterci ritrovare tra una settimana.

PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi?

CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, accolgo volentieri questo invito ma desidero fare una precisazione. Il caso riguardante i due genitori italiani Delfino Covezzi e Lorena Morselli ed i loro quattro figli minori è diventato oggetto dell'interpellanza non per una ragione politica né di partito. Quando ho ricevuto la lettera di queste due persone che dal 12 novembre 1998, dalle cinque e tre quarti del mattino (ora in cui la polizia ha prelevato da casa i quattro figli minori dai quattro agli undici anni) non hanno più visto i loro figli, per altro divisi e sistemati in diversi istituti e famiglie situati in varie parti d'Italia, ed ho parlato con gli interessati e ho assunto informazioni a livello locale parlando con il parroco del paese, ho scoperto che i genitori non erano indagati e a loro carico non c'era nulla a livello giudiziario. Vedo presente il ministro Turco e mi chiedo se il caso possa interessare il ministro di grazia e giustizia o quello della solidarietà sociale...

OLIVIERO DILIBERTO, Ministro di grazia e giustizia. Entrambi!


Pag. 77


CARLO GIOVANARDI. Anch'io ritengo entrambi.
Avendo però una cuginetta di otto anni detto che i quattro bambini erano stati coinvolti in un giro di pedofili, i bimbi sono stati tolti ai genitori perché non si sarebbero accorti di nulla (così come non si sono accorti di nulla le maestre, il parroco, gli scout, i compagni di scuola), ho telefonato anche al presidente del tribunale dei minorenni. Dopo aver ascoltato i genitori, dopo aver parlato localmente con gli interessati... Vedo un collega che fa gesti...

ANTONIO ATTILI. Se è nel merito...

CARLO GIOVANARDI. Non è il merito. Siamo in un Parlamento e credo che si possa parlare civilmente.
Come dicevo, ho parlato anche con il presidente del tribunale dei minorenni, la dottoressa Elisa Ceccarelli, perché, dopo aver ascoltato la versione dei genitori e di alcune autorevoli persone locali, mi sembrava giusto ascoltare dal presidente del tribunale che ha adottato quel provvedimento cosa avesse da dire al riguardo. Poiché il presidente mi ha detto che non aveva nulla da dire in merito e si è rifiutato di parlare con un parlamentare di ciò di cui i giornali locali avevano ampiamente scritto, l'unica cosa che mi è rimasta da fare è stata di presentare l'interpellanza affinché chi ha più autorità di me, cioè il Governo, potesse dire in aula quelle cose che i diretti interessati hanno rifiutato di dire a me, parlamentare di quella provincia.
Non si tratta di un errore giudiziario bensì di una decisione presa ben sapendo cosa si stava facendo. È una decisione che ovviamente non condivido, tanto più che i quattro mesi possono diventare quattro anni o tutta la vita per due genitori che perdono i loro figli e per i figli che perdono i loro genitori. Che il ministro abbia riconosciuto che si tratta di una cosa seria, la prendo per il momento come una risposta soddisfacente, tanto più che lo stesso ministro ha dichiarato di non aver potuto consultare adeguatamente tutte le carte. Naturalmente mi aspetto la prossima settimana, sempre in sede di interpellanze urgenti, una risposta esaustiva su questo caso, che assomiglia ad altri casi e che in un paese civile rappresenta una questione molto importante perché quanto è accaduto a questi coniugi può accadere a qualsiasi famiglia italiana che può trovarsi improvvisamente nella stessa situazione.

PRESIDENTE. La discussione dell'interpellanza è, quindi, rinviata ad altra seduta.

   

Forward

     

http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed502/s330r.htm

Interrogazione parlamentare sulla pedofilia in genere:

Atto Camera

Interpellanza 2-00595
presentata da
CARLO GIOVANARDI
martedì 12 giugno 2007 nella seduta n.168

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

i media hanno dato ampio rilievo ad un convegno organizzato a Milano da una associazione denominata IAD Bambini Ancora, secondo la qualein Italia un ragazzo su sei è vittima dei pedofili, con addirittura cento abusi mai scopertiper ogni fatto accertato;

questo fenomeno definito nel convegno «l'epidemia del terzo millennio» avrebbe coinvolto, prendendo per buoni i dati forniti dall'associazione, un milione di bambini negli ultimi dieci anni;

tali incredibili dati, secondo i quali in ogni classe elementaredi trenta bambini, almeno 5 sarebbero stati abusati appaiono totalmente fuori dalla realtà;

la diffusione di tali dati rischia di alimentare una psicosi collettiva moltiplicando i casi di segnalazioni di falsi abusi -:

se i responsabili dell'associazione siano professionisti che hanno avuto incarichi di periti da parte dell'autorità giudiziaria;

quale fondamento abbiano secondo il governo i dati diffusi da questa associazione;

quali costi vengano sostenuti ogni anno per incarichi professionali e consulenze affidati ai cosiddetti esperti della materia.

(2-00595)«Giovanardi»

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=12950&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERPELLANZA%27

 

Risposta alla interrogazione dell'on. Giovanardi da parte del Movimento per L'infanzia

LETTERA SPEDITA AGLI ONOREVOLI CASINI E CESA IL 20 GIUGNO 2007Di Presidente (del 26/06/2007 @ 19:57:22, in Nuova cultura per l'Infanzia, linkato 761 volte) IL TESTO CHE SEGUE E' UNA LETTERA SPEDITA AGLI ONOREVOLI CASINI E CESA IL 20 GIUGNO 2007.   Ho sollecitato più volte alle rispettive segreterie politiche una risposta o una presa di posizione pubblica, sottolineo che la lettera è stata firmata (lo leggete alla fine del testo) da ben undici associazioni che si battono per la tutela dei diritti dei bambini, risultato: IL SILENZIO.      All’Onorevole Pierferdinando Casini All’On. Lorenzo Cesa - Segretario Politico dell’UDC Egregio Presidente Casini, egregio onorevole Cesa,    sul quotidiano “Il Giorno” del 14 giugno 2007 a pag. 21 è apparso un articolo a firma dell’onorevole Carlo Giovanardi nel quale lo stesso annuncia che ha presentato una “interpellanza urgente” al Presidente del Consiglio all’indomani del Convegno “I segni nell’abuso sessuale sui minori. Fantasia o realtà.” Organizzato a Milano nei giorni 8 e 9 giugno dall’associazione “IAD Bambini Ancora ONLUS.    In particolare l’interpellanza, che appare peraltro rivolta al Ministero della Giustizia, secondo quanto c’è scritto nell’articolo, è finalizzata a conoscere quale credibilità scientifica possa avere l’Associazione “Iad Bambini Ancora”, inoltre l’onorevole Giovanardi contesta, senza cognizione di causa, i dati sull’abuso sommerso che sono stati forniti da alcuni relatori intervenuti al Convegno definendoli “incredibili” e affermando che "dispiace che qualcuno abbia preso per buoni questi dati, utili soltanto ad alimentare una psicosi collettiva, che rischia di moltiplicare casi come quelli di Rignano Flaminio. "   L’onorevole Giovanardi conclude ponendo un’altra domanda: quale giro d’affari si nasconde dietro chi ha l’interesse alla moltiplicazione di incarichi professionali e di consulenze affidate ai cosiddetti esperti, i soli, a loro dire, in grado di distinguere la realtà dalla fantasia? L’ultima parte dell’articolo testualmente dice che “l’esperienza purtroppo dimostra che troppe volte questi famosi esperti lo sono soltanto nel curare i loro interessi professionali e soprattutto .. capaci di diffondere dati che qualsiasi persona di buon senso capisce essere totalmente fuori dalla realtà.”    Diamo una risposta chiara, precisando che i dati sul fenomeno della “violenza sessuale sommersa” a danno di bambini, purtroppo lungi dall’essere “totalmente fuori dalla realtà” sono stati diffusi da alcuni relatori presenti al Convegno fra i quali il prof. Pellai, che lavora presso il dipartimento di sanità Pubblica all’Università di Milano, che ha fatto la prima ricerca in Italia e l’avv. Girolamo Andrea Coffari, che è presidente del Movimento per l’Infanzia, il quale ha condotto, insieme all’associazione Sos Infanzia e all’associazione Etica 2001, due ricerche sulla violenza sommersa.    Inoltre tali dati sono contenuti nel rapporto CENSIS del 16 luglio 1998 “Sfruttamento sessuale e minori: nuove linee di tutela”, che è largamente conosciuto, almeno da chi ha a cuore la tutela dei minori. Le ricerche, condotte rispettando rigorosi principi scientifici e metodologici, consistono nella somministrazione di questionari anonimi a ragazzi delle scuole superiori; i campioni analizzati sono nell’ordine delle migliaia di individui. I dati resi pubblici sono in linea con quelli ottenuti da ricerche analoghe condotte sia negli Stati Uniti che in Europa (a titolo esemplificativo: ricerca di Diane Russel Nord America 1983; Kelly, Regan e Burton, Gran Bretagna 1991; prof. Jérome Laederach, Università di Ginevra 1999; prof. Pellai, Università di Milano, 2001 e 2006; Sos Infanzia (Movimento per l’infanzia) ricerche 2005 e 2007) e riportano una percentuale che varia fra il 10% e il 15% di popolazione infantile che subisce abuso sessuale. Il tentativo compiuto dall’onorevole Giovanardi – purtroppo non il primo - di screditare lo sforzo imponente che si sta cercando di realizzare per capire, anche in Italia, quanto sia realmente diffuso il fenomeno della violenza sessuale sui bambini e quanto sia necessario opporsi, non solo appare del tutto ingiustificato e privo di qualsiasi fondamento e ragionamento scientifico, ma di fatto protegge i pedofili che, nell’ombra, continuano ad abusare dei bambini in tranquilla sicurezza, negando alle piccole vittime perfino la speranza di potere un giorno essere assistite e tutelate dalla comunità.    In un mondo ove si contano almeno dieci milioni di bambini usati per il turismo sessuale e proprio nei giorni in cui si ha la dissennatezza di celebrare il giorno dell’orgoglio pedofilo, l’onorevole Giovanardi attacca indiscriminatamente proprio le associazioni che difendono i bambini; tale comportamento, in assenza di chiarimenti, non può che essere interpretato come una chiara indicazione politica e culturale contro i bisogni, gli interessi e i diritti dei bambini e lascia sbigottita l’intera comunità.    Relativamente infine al tentativo di Giovanardi di screditare le associazioni che da anni convogliano e organizzano le migliori risorse professionali ed umane a favore dei bambini, chiedendo quale sia il “giro d’affari” che si nasconderebbe dietro esse, è necessario precisare: - che le associazioni sono senza scopo di lucro, - che di esse fanno parte persone che hanno speso e stanno spendendo, nel volontariato, la propria esistenza per promuovere una cultura a favore dell’infanzia, - che i bilanci delle associazioni che l’onorevole Giovanardi attacca dissennatamente, oltre che essere trasparenti, vedono budget annuali che corrispondono mediamente a quanto egli percepisce solo in un mese per rappresentare in parlamento gli interessi dei cittadini, e soprattutto dei più deboli, come sarebbe suo dovere.    Dette associazioni rappresentano un irrinunciabile patrimonio umano ed etico per la nazione; di esse fanno parte molti cittadini che hanno pagato in prima persona lo sfregio della violenza subita in età infantile; i professionisti che lavorano e si occupano dei diritti dei bambini che hanno partecipato al Convegno o che collaborano con le associazioni firmatarie di questa missiva, non solo spesso forniscono prestazioni gratuite, per senso di solidarietà, verso le vittime in stato di bisogno, sostenendo con il proprio tempo e le proprie risorse chi dovrebbe essere sostenuto invece dallo Stato, non solo sono esperti di sicuro spessore scientifico che praticano la loro professione con un profondo senso etico, ma rappresentano, ancora una volta, un irrinunciabile punto di riferimento per coloro che intendono promuovere una cultura “dalla parte dei bisogni e dei diritti dei bambini”.    Il vero “giro di affari” potrebbe essere scoperto dall’onorevole Giovanardi se calcolasse le ore spese a lavorare gratuitamente a favore dei bambini da parte dei volontari delle associazioni ma anche da parte dei professionisti sensibili al tema del disagio infantile. Attaccare dissennatamente alimentando, senza apparente motivo, né elementi scientifici, né prudenza, né ragione, sospetti sulla professionalità di chi spende la propria vita, con passione e correttezza, a favore dei bisogni e dei diritti dei bambini significa cercare di mettere a tacere le impellenti esigenze di tutela, di ascolto, di attenzione, di trasparenza, di garanzia a favore dei minori: significa, nei fatti, discriminare e penalizzare ingiustificatamente proprio i bambini. I firmatari di questa missiva restano allibiti davanti alle tesi offerte pubblicamente da Giovanardi, e trovano doveroso, in primo luogo, chiedere ai destinatari, il Presidente onorevole Casini e l’onorevole Cesa, segretario politico dell’UDC, di ponderare attentamente la posizione di un illustre esponente del loro partito: da essi auspicano una immediata e inequivocabile presa di posizione pubblica nei confronti dell’onorevole Giovanardi e, soprattutto, dei contenuti delle sue dichiarazioni, inconciliabili con gli ideali portati avanti dalla sua area politica di riferimento.    I firmatari ritengono che esista una reale urgenza per tale risposta, resa maggiore dall’incredibile evento (il Boy Love Day) che sta per avvenire: per questo motivo sottolineano l’importanza che tale eventuale presa di posizione sia assunta prima del 23 giugno. Insieme offrono la loro disponibilità per un incontro a tempi molto ravvicinati, che serva a chiarificazione, riservandosi, in difetto, ogni legittima risposta pubblica.    In attesa di un riscontro inviamo i nostri migliori saluti. Inform-Azione Donna Bambini Ancora ONLUS Presidente: Maria Benigno Bruni Movimento per l’Infanzia Presidente:  Girolamo Andrea Coffari SOS Infanzia Presidente: Graziano Guerra SOS Adolescenza Presidente: Amelia Izzo Etica 2001 Presidente: Gabriella Folliero Marcia degli Angeli Presidente: Luciano Paolucci Telefono Azzurro CAM Presidente: Emiliano Venditti Tagore Presidente: Luisella Padoan Telefono antiplagio Presidente: Giovanni Panunzio Fondazione Princesse De Cröy Presidente: Jan Boeykens I cammini aperti ONLUS Presidente: Pierpaolo Dutto

http://www.movimentoinfanzia.it/Dblog/articolo.asp?articolo=39

 

Brano intervista a Giovanardi sui fatti di Rignano

FONTE:  http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=1078&Itemid=57

Pensa che la vicenda finirà in una bolla di sapone?
«Io non discuto che ci possa essere stato un episodio di maltrattamento o peggio, di pedofilia. Ma le metodologie adottate coinvolgono troppe persone, molte delle quali non c’entrano nulla».
Ma i disegni dei bambini, i loro racconti dettagliati?
«Il disegnino è diventato il terrore delle scuole italiane. Spesso la veridicità delle dichiarazioni dei bambini viene inquinata da suggestioni esterne».
Dunque sarebbero tutte fantasie?
«Un bambino è stato violentato o maltrattato? Non lo so, leggendo i giornali non l’ho capito. C’è un video che inchioda i colpevoli? Se ci fosse avremmo risolto la faccenda, ma sembra che non ci sia neppure una foto compromettente. Speriamo che i magistrati facciano chiarezza al più presto ma su questa storia ci metto tanti dubbi, ne ho viste troppe per non essere scettico».
A cosa si riferisce?
«Al caso di Modena, per esempio, dove i bambini accusavano di tutto e di più, raccontavano cose sempre più truculente, fino a perdere il confine tra realtà e fantasia. Racconti che hanno portato alla morte per infarto di don Giorgio Govoni. Poi c’è stato il caso di Brescia. I bambini usavano frasi analoghe a quelle di Rignano. Anche lì sono stati tutti assolti».
Fonte Il Giornale 31 luglio 2008

Non c'è pace a Rignano Flaminio

 

servizio TG 2 21 febbraio 2008 guarda il video

L'associazione "Ragione e giustizia" dalla parte delle professoresse indagate oggi ha realizzato il primo convegno sul tema di abusi falsi nelle scuole.
Intervengono Bruno e Mendicini e Giovanardi parla di "gigantesco equivoco".
Ma i genitori dei bambini non si persuadono e chiedono spiegazioni.

interventi in voce:

citazioni:

Giovanardi: don Gelmini? Come don Bosco

http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/17/Giovanardi_fermero_eug... 17 maggio 2008 Apprezza tutti i preti antidroga? Pure don Gelmini? «Sono stato a trovarlo quest' estate. E' pieno di acciacchi e by-pass, ha 83 anni, eppure ci fu ancora chi lo accusò di averlo insidiato, di aver cercato di baciarlo e palpeggiarlo. In quelle condizioni. Ma andiamo! Io c' ero, quando ogni Santo Stefano si celebrava la cerimonia del ritorno nel mondo. So quanto sia amato don Gelmini dalle migliaia, forse decine di migliaia di ragazzi che ha salvato. Questi sei o sette accusatori dicono che millantava rapporti politici. Millantava? Don Gelmini è un caro amico mio, di Gasparri, di Berlusconi. Il processo finirà in una bolla di sapone. Come quello contro Muccioli: un uomo sanguigno, generoso, straordinario. Questi pionieri antidroga, come anche don Benzi, mi ricordano i santi sociali dell' 800. Sono i nuovi don Bosco». Don Ciotti? «Non lo conosco, non posso dare un giudizio»