Scuola, caos iscrizioni: mancano le circolari, l'incertezza dei genitori e la rivolta dei presidi

di Roberta Lerici

Ecco alcuni articoli sulla situazione attuale delle iscrizioni alla scuola primaria i cui termini scadranno il 28 febbraio 2009. Ho radunato alcuni articoli che chiariscono le varie problematiche. Altri articoli sul tema, li avevo già pubblicati nei giorni scorsi. Vi ricordo che di scuola parla anche il mio secondo sito, www.bambinicoraggiosidue.blogspot.com e che là pubblico articoli diversi.

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Scuola. Manca circolare su riforma, caos iscrizioni alla primaria

Scuola,caos iscrizioni presidi in rivolta 

Venti capi di istituto per la prima volta coalizzati: «Direttive assenti» LA SOLITUDINE DEI PRESIDI, attori di una scuola che sta prendendo strade ad essi stessi incomprensibili, con il rischio di pericolose incomunicabilità con le famiglie, esce per la prima volta allo scoperto.Una ventina di dirigenti scolastici, ma il numero delle adesioni è in crescita, esprime paure e dissensi in una sorta dimanifesto, una lettera aperta. Indirizzata ailoro stessi docenti, ma anche alle famiglie. A ridosso delle iscrizioni, in piena festosa fase di open day in cui le scuolemostrano se stesse nel modo più accattivante possibile, i dirigenti scolastici sanno in realtà a che fase di disorientamento si va incontro.«La circolare ministeriale spiega Michela Casareto dirigente della Direzione Didattica Maddalena capofila dei firmatari insieme a Paolo Cortigiani della media Don Milani Colombo che regola le iscrizioni arriverà chissaquando, tant’è che ieri èstato annunciato lo slittamento delle iscrizioni a fine febbraio. Mi pare che sia la prima volta che si verifica un tale ritardo». E questo è il primo punto di inquietudineper loro.Ancordipiùlo è l’ipotetico contenuto della circolare: sarà compreso il maestro unico, laddove si profila la necessità di un cambio del contratto per potere istituire quel tipo di professionista della scuola? E il tempo pieno, il tempo scuola, che modifiche subirà? C’è un silenzio assordante, osservano i prèsidi. Mentre lescuole private, a quanto essi stessi riferiscono, hanno già aperto le iscrizioni e ci sarebbero pure delle liste d’attesa.Michela Casareto dice che per la prima volta hanno deciso di scendere in campo perché «noi dirigenti scolastici non abbiamo mai nessuna occasione di incontro in cui approfondire i problemi comuni. Non il Patto Scuola iniziativa lodevole che il Comune dovrebbe rilanciare, non la conferenza di servizi in cui si affrontano problemi specifici. I sindacati? Non ci siamo sentiti ben rappresentati. Nell’ultimo sciopero i confederali hanno inserito nel pacchetto di motivazioni, il nostro rinnovo contrattuale. Non ci siamo riconosciuti».Così al di fuori di ogni movimento oppositivo ed ideologico in cui non possono certo confluire le loro opinioni che sono comunque quelle di chi gestisce l’ “aziendascuola”, posizioni delicate di chi è comunque unfunzionario dello Stato, hanno scelto la strada di una lettera («ma non è un volantino») in piena autonomia. Firmata per ora oltre che dalla Casareto e da Cortigiani, da Luisa Zonfrillo della direzione didattica di Staglieno, da Angelo Tubino dell’I.C S.Francesco da Paola, da Gennaro Schettino dell’Ipsia Odero, da Paola Pongiglione della media D’Oria Pascoli. E ancora Roberto Peccenini dell’Itc Rosselli, Giovanna Parodi della Direzione Didattica di Rivarolo, Ivana Ottonello della Direzione Didattica di Prà, Chiara Oreste della Direzione Didattica di Bogliasco, Silvana Masnata dell’IC di Voltri, AldoMartinis della direzione didattica di Quarto, Aldo Lembeck della direzione didattica di Prato, Gaetana Feniello della Sms Caffaro, Gino Facen della direzione didattica Borgoratti, Elena De Filippis della direzione didattica di Marassi, Nadia Culotta della scuola media Centurione, Maura Covati dell’Ic di Pontedecimo. E infine Iris Alemanno della scuola media Rizzo Alessi, Lea Borrelli dell’Ic di Bolzaneto, Mario Caviglia della scuola media Foscolo, Mara Carocci della media Barabino.Laletteraèiniziataacircolarealcuni giorni fa. Sottolinea la Casareto che «è un gesto politico, intendendo per esso il bene della polis, della collettività. E comunque abbiamo cominciato a diffonderla fra dirigenti che la pensavono in modo affine». Ma lasciano intendere che sul terreno della riflessione e anche della critica non deve per forza alzarsi una bandiera.DONATA BONOMETTIbonometti@ilsecoloxix.it

Il Secolo XIX (5/12/2008)


Bari, è caos iscrizioni
alle elementari. Famiglie in crisi http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/images/0spaziovuoto.gifhttp://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/images/0spaziovuoto.gifdi ANTONELLA FANIZZI 

BARI - Il maestro unico alle elementari è legge. Cambia il sistema della formazione, ma il ministero dell’istruzione non ha ancora ufficializzato le modifiche. Non c’è alcun atto scritto, tranne le bozze dei regolamenti. E i direttori dei circoli didattici respingono le domande di iscrizione. Famiglie disorientate e scuole in crisi. È quanto sta accadendo anche a Bari. Saranno all’incirca 15mila nella provincia barese i bambini che dal prossimo anno frequenteranno la prima elementare. Altrettante famiglie sono chiamate a scegliere fra quattro tipologie di organizzazione didattica: 24 ore settimanali, oppure 27, o ancora 30 o infine 40, quest’ultimo è il cosiddetto tempo pieno. 

Su come formare le classi, sul numero di insegnanti a disposizione regna però l’incertezza. «Sia in bacheca che sul nostro sito internet - spiega Patrizia Rossini, dirigente del circolo Japigia1 - abbiamo spiegato ai genitori i motivi del ritardo nell’accettare le iscrizioni. Aspettiamo notizie certe dal min istero». Medesimo copione nella quasi totalità delle scuole. I termini scadono, quest’anno, il 28 febbraio, quindi la fretta non troverebbe giustificazioni. Ma sulle ore di lezione dei figli si basa l’intera organizzazione della famiglia. 

Ecco motivata l’ansia degli adulti. «Poche cose sono chiare - dice Angela De Santo, alla guida del circolo di Santo Spirito - e cioè il ritorno al maestro unico e la cancellazione della compresenza. Non sappiamo se i docenti che andranno in pensione saranno sostituiti e c’è difficoltà nel programmare le classi e le attività. Accetteremo le domande a partire dal 26 gennaio». 

Ai dirigenti del resto era stato promesso un corso di formazione finalizzato a fugare ogni dubbio sui contenuti della riforma o almeno una conferenza di servizi. Nè dell’uno o dell’altra si ha notizia. «La richiesta della mia scuola - anticipa Mariella Dentamaro, a capo della Mazzini - sarà il modello delle 30 ore, tutte in orario antimeridiano. Significa che la mensa, finora assicurata a quanti ne hanno fatto domanda seppur in assenza del tempo pieno, non è detto che venga garantita. Non potremo più fare affidamento sulle ore della contemporaneità». 

E perplessa pure Milena Dammacco, dirigente del Cep II: «Ciò che finora ha ben funzionato, ovvero le tre insegnanti distribuite su due classi, viene cancellato. Anche le attività di recupero, finora gestite con le compresenze, potranno non essere più assicurate». Persino i rientri pomeridiani, il modello delle 30 ore, sono a rischio. Il ministero darà l’autorizzazione compatibilmente con gli organici.

La Gazzeta del Mezzogiorno 9/1/2009