L'ascolto del minore abusato

Il tema al centro dell’incontro-dibattito organizzato dal Lions Club Sipontum. Tra i relatori il sostituto procuratore Vincenzo Maria Bafundi

di Anna Maria Vitulano

L’Auditorium di Palazzo dei Celestini ha ospitato l’incontro-dibattito organizzato dal Lions Club “Sipontum” su iniziativa del presidente in carica, l’avv. Gianfranco Di Sabato, dal titolo “Tra verità vera e verità condizionata: il valore delle dichiarazioni del minore abusato”. Il tema è stato affrontato sotto diverse angolazioni da tre illustri relatori: il sostituto procuratore Vincenzo Maria Bafundi, che si è soffermato sulle “Tecniche di ascolto ed esame diretto del minore”; Donato Torelli, che oltre a delineare “I segnali del disagio infantile” ha tracciato un profilo delle problematiche connesse all’intervento di ascolto del minore abusato; e infine Rosalba Terricone, presidente provinciale Unicef, che ha contribuito al dibattito ricordando “L’impegno dell’Unicef” a favore dei bambini sopraffati da abusi di ogni tipo in Italia come nel resto del Mondo. L’aumentato numero delle denunce di abuso sui minori, con casi che rimbalzano sulle pagine di cronaca e che finiscono con accrescita frequenza nelle aule dei tribunali, secondo il procuratore Bafundi è dovuto più ad una maggiore sensibilità e un’accresciuta attenzione da parte delle agenzie sociali intermedie, come la famiglia, le scuole, i centri di assistenza, che all’acuirsi del fenomeno in se. “Quello sessuale è forse il più disturbante, il più devastante, ma l’abuso –ha ricordato il magistrato- ha varie connotazioni, come la trascuratezza, i maltrattamenti intesi come atti lesivi dell’integrità fisica o della libertà e dignità del bambino, forme di violenza verbale e psicologica, l’inadeguatezza nell’accudire, perché a volte le famiglie non hanno ne’ gli strumenti economici ne’ quelli morali per seguire i bambini”. La tipologia di abuso o maltrattamento predominante risulta variare in relazione all’età e al sesso del minore: i maschi sono più frequentemente vittime di violenza fisica, mentre le femmine di abusi sessuali, infanticidi e trascuratezza. Inoltre i bambini più piccoli (0-4 anni) risultano maggiormente a rischio di maltrattamento fisico; mentre i minori in età puberale ed adolescenziale risultano essere maggiormente vittime di abusi sessuali. “La società è sempre stata in sé abusante; sicuramente adesso lo è diventata ancora di più ma è anche vero che è più smascherata. Il problema dell’abuso sul minore –ha dichiarato Torelli- riflette la condizione adultocratica della società e quindi fin quando non si porteranno i bambini a dignità di cittadini, a dignità di persone con tutti i diritti, sarà facile che tanto nella famiglia, quanto al di fuori, nelle istituzioni, per strada, dovunque, i bambini saranno vittime di abusi. Ma oltre agli abusi clamorosi di cui i media si occupano tanto, sarebbe opportuno dare maggiore visibilità anche agli abusi sottili, intrafamiliari, quelli non riconosciuti, che non finiranno mai davanti a un giudice ma che comunque tolgono dignità alla condizione del bambino senza che lui se ne renda conto nell’immediato ma di cui sconterà i danni, anche a distanza di anni. Bisognerebbe fare un salto di qualità e attingere più ad un recupero della cultura, intesa come stile di vita: se si è più sensibili a tutto ciò che è fragile e delicato si è meno violenti: recupero della scuola, del senso civico”.