PEDOFILIA, GENOVA:INDAGINE SU UNA FAMIGLIA AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

 "Per la terza volta, l’inchiesta che stava per chiudersi ha registrato un colpo di scena; per la terza volta, e per la stessa storia di abusi sui figli in case misteriose, con il coinvolgimento dei nonni e la presenza di foto inquietanti, un noto ingegnere genovese è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale. Lo hanno messo nei guai le dichiarazioni dei suoi figli (oggi 4 e 7 anni) che dalla comunità cui sono stati destinati per riacquistare serenità e fornire dichiarazioni attendibili, hanno dichiarato agli assistenti d’aver subito soprusi (quasi) incredibili.

Di Roberta Lerici

"Famiglia in vista", "nota nello shipping", "piedi di piombo quando la famiglia è così in vista". Queste frasi accompagnano l'articolo del Secolo IXX sulla riapertura delle indagini archiviate già due volte su di una benestante famiglia di Genova in cui il padre ed i nonni sono accusati di abusi sessuali sui due bambini figli dell'ingegnere separato dalla moglie. I bambini, un maschio e una femmina, erano piccolissimi all'epoca dei fatti del 2006, visto che oggi hanno solo 4 e 7 anni. Attualmente sono stati affidati ad una casa famiglia, per riaquistare serenità. Là, nel corso degli ultimi colloqui con il bambino, l'accusa avrebbe assunto maggiore concretezza ed il bimbo più grande ha già sostenuto l'incidente probatorio. Secondo la mamma, separata, anche i nonni avrebbero partecipato agli abusi. Si dice che ciò che hanno subito i bambini sia atroce, si parla di racconti shock, tanto che  il giornalista del Secolo paragona il caso di Genova a quello di Rignano Flaminio per la sua enormità. Ma lo paragona anche perchè le persone coinvolte sono cittadini al di sopra di ogni sospetto, proprio come  gli indagati di Rignano. Anzi, uno psichiatra interpellato dal quotidiano afferma : " è comprensibile che la magistratura, anche alla luce di quanto accaduto a Rignano Flaminio, proceda con i piedi di piombo davanti ad addebiti che potrebbero marchiare per la vita intere famiglie, estromettendole da un tessuto sociale prestigioso laddove vi siano inserite".

Mi domando cosa farebbe invece la magistratura, secondo lo stesso psichiatra, in presenza di un uomo senza arte nè parte : chiuderebbe forse le indagini in tre ore?

Il caso somiglia molto a quello delle bimbe belghe di Maria Pia Maoloni, affidate erroneamente al padre, che invece è accusato insieme al nonno di abusi su entrambe. Le bimbe sono in Belgio e là la magistratura ha indagato sia il padre che il nonno per abusi sessuali sulle bambine. Nonostante tutto, le bambine non sono ancora state restituite alla madre. Anche in questo caso, la causa di separazione è stata di intralcio all'accertamento di una verità che, oggi, è emersa in tutta la sua drammaticità.

Per concludere, spero che per i bambini di GENOVA  che da sei mesi sono stati allontanati da entrambi i genitori, si scopra presto la verità e che se padre e nonni risulteranno colpevoli, escano per sempre dalle loro vite. A quell'età, vivere senza famiglia è devastante, ma spero che la magistratura non sia frettolosa nell'archiviare come è accaduto già due volte e che per i bambini, cominci davvero il futuro.

 

Pedofilia, nuove accuse
a famiglia di imprenditori
   

  • Per la terza volta, l’inchiesta che stava per chiudersi ha registrato un colpo di scena; per la terza volta, e per la stessa storia di abusi sui figli in case misteriose, con il coinvolgimento dei nonni e la presenza di foto inquietanti, un noto ingegnere genovese è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale. Lo hanno messo nei guai le dichiarazioni dei suoi figli (oggi 4 e 7 anni) che dalla comunità cui sono stati destinati per riacquistare serenità e fornire dichiarazioni attendibili, hanno dichiarato agli assistenti d’aver subito soprusi (quasi) incredibili. E questa storia che incrocia incubi familiari, separazioni e battaglie giudiziarie, riporta alla mente un caso emblematico delle oscillazioni investigative quando si parla di pedofilia, l’inchiesta sulle presunte violenze ai bimbi dell’asilo di Rignano Flaminio in provincia di Roma. Quattro maestre andranno con ogni probabilità a processo, ma mesi di perizie e interrogatori non hanno fugato il dubbio che attanaglia l’opinione pubblica: si trattò effettivamente di un inferno o è stata una montatura, “imbeccata” dai genitori delle vittime molto suggestionati? E i racconti-choc che continuano a ingrossare i faldoni della procura genovese, sono frutto delle “manovre” d’una moglie ferita o inchiodano davvero un padre-mostro?

È il febbraio di due anni fa quando la mamma presenta la prima segnalazione, in cui ripercorre le pesanti molestie delle quali i suoi figli sarebbero vittime nei periodi di affidamento al padre, messe in pratica anche dai genitori dell’uomo e sempre in un’abitazione del Levante (il primo procedimento venne avviato a Chiavari, ndr): «Hanno un rapporto perverso - accusa lei - e i nonni sanno perfettamente quel che accade. Anzi, in qualche modo sono partecipi degli abusi». I bambini sono più volte accompagnati al pronto soccorso, dove i medici escludono violenze complete sebbene in alcuni casi certifichino arrossamenti ed escoriazioni «anomali». Fatto sta che a Chiavari viene aperta un’inchiesta per violenza sessuale. Il momento decisivo è rappresentato dalla testimonianza di Marco (così chiameremo il fratello maggiore). Il suo è un racconto «parzialmente ammissivo» nelle parole del giudice, reso nel giugno 2007 in forma di incidente probatorio. E però quelle dichiarazioni, fornite da un bimbo comprensibilmente frastornato, non sono sufficienti a corroborare l’accusa. Ed ecco il decreto di archiviazione, datato 14 dicembre 2007, che fa tabula rasa di sospetti e invettive incrociate. Il nuovo colpo di scena arriva all’inizio del marzo 2008. Marco frequenta la scuola elementare a Genova e un giorno, durante l’intervallo, riferisce a un’insegnante d’aver subito «strane attenzioni». Parte la denuncia alla Procura, stavolta nel capoluogo ligure, e il nuovo fascicolo - titolare è il pm Cristina Camaiori - è a carico d’ignoti. I nuovi accertamenti intrecciano il contenzioso civile fra gli ex coniugi, che da tempo si danno battaglia sull’affidamento dei figli, e sono disposte diverse perizie per far luce sui disagi dei bimbi e sulla personalità di genitori e nonni. Nel corso dei colloqui emergono dettagli che dimostrerebbero come l’ipotesi di molestie sessuali sia concreta. E però al contempo viene addebitato alla mamma un eccesso di «interferenza», al punto che si pensa abbia «imbeccato» lo sfogo di Marco alle maestre. I legali del padre chiedono perciò che l’incartamento sia nuovamente archiviato, mentre i bimbi sono tolti al controllo di entrambi i genitori. E da oltre sei mesi ormai vivono nella comunità dalla quale, a sorpresa, rilanciano le accuse. Qualcuno li ha suggestionati di nuovo? O davvero, negli appartamenti d’una famiglia più che benestante, è accaduto qualcosa di inconfessabile? Quanto sono attendibili i fratellini? Due anni di inchieste non riescono a dare una risposta.

Il Secolo IX 11 gennaio 2009