RIGNANO FLAMINIO: NEVICA IN SILENZIO SULL'ASILO OLGA ROVERE

DI Roberta Lerici

Ho evitato di parlare del caso di pedofilia di Rignano Flaminio negli ultimi tempi, perchè si attendono le conclusioni delle indagini e non ci sono novità sul fronte giudiziario da segnalare. Sul fronte umano, le cose da segnalare sarebbero tante. Come i disturbi dei bambini che non passano, come le cure a cui alcuni di loro continuano ad essere sottoposti. Come il grande rammarico per i bambini che stanno male e non vengono curati, pensando che "poi passerà". Ho pubblicato tanti articoli in cui diversi psicologi, psichiatri, ed esperti ribadiscono con forza che il trauma da abuso sessuale subito nell'infanzia non guarisce da sè, ma va curato con apposite terapie e non mi stancherò mai di ripeterlo.

Oggi su questo sito ha lasciato un messaggio la mamma di un ex ospite della comunità di don Gelmini. Dice che non aveva creduto a suo figlio quando le diceva delle attitudini dell'ex prete e si rammarica per non aver creduto a suo figlio già grande, non certo un bambino di tre anni. Eppure, parte dell'opinione pubblica stenta a credere che un bambino possa aver vissuto tanto orrore senza che nessuno se ne sia accorto in tempo. Bisognerebbe studiare i motivi per cui l'orrore che di colpo ti si presenta così vicino da poterlo toccare, si tende ad allontanare dalla mente, trovando mille giustificazioni ai comportamenti anomali dei bambini.  La paura che l'orrore sia vero, è superiore alla capacità di taluni di gestirlo. La grande paura dei genitori, diventa incapacità di leggere i segnali, diventa analfabetismo di ritorno, e cecità totale. Così oggi pensavo a quel medico che parlava di "abusi dolci" e dell'impossibilità di dimostrarli. Oltre a domandarmi come mai medici generici parlino di cose che non conoscono, e trovino anche qualcuno che diligentemente trascrive le loro dichiarazioni senza senso, rilevavo con orrore, che la maggior parte degli abusi sui bambini non lasciano segni evidenti, altrimenti, la carriera di quel tipo di pedofili verrebbe troncata sul nascere da qualche medico del pronto soccorso. E, quindi, parlare di "abusi dolci indimostrabili" è come ammettere che si possa abusare un bambino tranquillamente e farla franca. Meno male che, per ovviare a questo problema, la testimonianza dei bambini è considerata fonte di prova nel nostro ordinamento giudiziario. Ma, evidentemente, questo particolare deve essere sfuggito a quel medico che, oltre a non sapere nulla degli affetti degli abusi sui bambini, non conosce neanche la giurisprudenza in proposito.

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R. Lerici 28 dicembre 2008- www.bambinicoraggiosi.com