Saviano: La corruzione dilagante ha intaccato il diritto alla felicità

di Roberta Lerici

Dice Roberto Saviano che non si candiderà come propostogli da un esponente del PD. Infatti, in questo modo, potrà parlare a tutti, e non sono ai ragazzi di una parte politica. E poi aggiunge che in Italia la corruzione è così dilagante, da aver  intaccato il diritto alla felicità e alla domanda su cosa pensi dei partiti, Saviano risponde che sia il PD che il PDL più che pensare a chi candidare, dovrebbe preoccuparsi di chi "non candidare". In pochissime parole Saviano ha espresso concetti condivisi da moltissimi cittadini, inclusa la sottoscritta. Non si può seriamente parlare di "questione morale" se il nostro parlamento è pieno di condannati e indagati. Berlusconi, stasera in conferenza stampa, non ha risposto alla domanda postagli dalla giornalista dell'ANSA sulle intercettazioni e i condannati in parlamento. Ha parlato d'altro, Berlusconi, invece di rispondere all'unica domanda che interessa tante persone e dalla quale dipende il futuro di un intero paese. "In parlamento c'è un uomo che i giudici accusano di essere colluso con i casalesi.Come pensa che la riforma della giustizia possa rispondere ai 25 condannati e ai 40 indagati presenti in parlamento?" Berlusconi più o meno ha risposto:- La sinistra....sono un perseguitato...ho il 72 per cento della fiducia dei cittadini, questo vuol dire che i cittadini sono contro i giudici che mi hanno tormentato...non si può continuare così...eccetera eccetera. Sui condannati non una parola. Evidentemente per Berlusconi possono restare tranquillamente in parlamento perchè tanto, lui, ha il 72 per cento.

Non so se durante il fascismo si facessero i sondaggi, ma certamente la fiducia in Mussolini doveva essere molto più alta del 72%. E ppure la storia ha dimostrato che Mussolini aveva torto.

Intercettazioni/ Berlusconi: Sono certo che maggioranza e'con me

Presenteremo emendamento governo per restringerle

Roma, 20 dic. (Apcom) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa di fine anno assicura che la maggioranza è compatta nel sostenere un provvedimento per limitare le intercettazioni.

Rispondendo a una domanda il premier ha detto: "Ho la certezza che questo mio convincimento sia condiviso da tutta la maggioranza e auspico che dal Parlamento, con un emendamento che faremo in Cdm, esca una legislazione garantista e che metta i cittadini nella certezza non essere ascoltati".

Berlusconi ricorda che "il governo ha già prodotto un ddl che prevedeva potessero farsi intercettazioni solo per le indagini per i reati più gravi e tuttavia, fu inserita anche una modifica per farle anche sui reati contro la Pubblica amministrazione, io ero insoddisfatto perchè ritengo che così non cambierebbe una situazione che è diventata inaccettabile". Secondo il premier infatti in Italia vengono intercettate troppe persone violando il fondamentale diritto alla privacy, perciò occorre una "soluzione che restringa fortemente possibilità di farle. Oggi le intercettazioni vengono "usate non solo come prova ma per la ricerca della notizia di reato e questo non deve essere più consentito".

Riforme/ Berlusconi: Non mi siedo con chi mi chiama immorale

Sarebbe considerato dagli italiani un teatrino farsesco, 20 dic. (Apcom) - Il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Villa Madama, assicura di aver lasciato "ai gruppi parlamentari la più larga autonomia per sedersi a un tavolo con l'opposizione per arrivare insieme a una riforma condivisa" sia della giustizia, sia delle altre riforme in discussione. Ma spiega di non potersi sedere lui a questo tavolo: "Come sarebbe considerata dai cittadini italiani la scelta di sedermi al tavolo chi mi ha chiamato Hitler, corruttore, immorale, diavolo dittatore argentino?. Io non ci sto a fare il teatrino farsesco".

Riforme/ Berlusconi: Non mi siedo con chi mi chiama immorale

Sarebbe considerato dagli italiani un teatrino farsesco

Roma, 20 dic. (Apcom) - Il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Villa Madama, assicura di aver lasciato "ai gruppi parlamentari la più larga autonomia per sedersi a un tavolo con l'opposizione per arrivare insieme a una riforma condivisa" sia della giustizia, sia delle altre riforme in discussione. Ma spiega di non potersi sedere lui a questo tavolo: "Come sarebbe considerata dai cittadini italiani la scelta di sedermi al tavolo chi mi ha chiamato Hitler, corruttore, immorale, diavolo dittatore argentino?. Io non ci sto a fare il teatrino farsesco".