Abusi su alunni: rinviato a giudizio maestro di danza

 

Danza e violenze, a giudizio
Francesco Nale, 72 anni, è accusato di aver abusato di quattro allievi
Ad aprile l’insegnante di Majano a processo. Tre famiglie si sono costituite parte civile

L’orco era il maestro di ballo, la stanza degli orrori era l’ufficio dell’A.D.S. Astro Danze che Francesco Nale, 72 anni, gestiva in via Zorutti a Majano. Direttore e coreografo, l’anziano è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di quattro allievi che all’epoca non avevano ancora dieci anni (in un caso gli abusi risalgono a quando la vittima aveva tra i sei e i sette anni). Una vicenda terribile, che ha sconvolto la vita di quattro famiglie e che ieri è stata discussa in udienza preliminare, davanti al gup Roberto Venditti. A sostenere l’accusa c’era il pubblico ministero che ha seguito l’inchiesta sin dai primi passi, il sostituto procuratore Maria Grazia Zaina. Nale è stato rinviato a giudizio. La prima udienza è fissata per il 14 aprile del prossimo anno.

Quattro le parti offese, tre le famiglie che si sono costituite parte civile rispettivamente con gli avvocati Valerio Toneatto, Roberto Michelutti ed Ettore Giulio Barba. L’imputato è difeso dall’avvocato Francesco Pittino. Il caso fu segnalato il 22 maggio dello scorso anno ai carabinieri della stazione di Majano. A rivolgersi all’Arma furono i genitori di una delle vittime. Avevano colto alcuni passaggi di una conversazione tra il figlio e uno degli amici che incontrava alla scuola di ballo: discorsi a sfondo sessuale, che per il loro contenuto avevano allarmato la famiglia. Parlando con il loro bambino avevano scoperto che il piccolo durante le lezioni di ballo era costretto a subire atti sessuali. Il maestro - secondo quanto ricostruito dalla Procura - lo faceva allontanare dal gruppo, lo portava in una stanza adibita ad ufficio o nel seminterrato e lo violentava. Per fargli mantenere il segreto lo minacciava di morte. Le indagini hanno permesso di fotografare altre quattro situazioni simili: violenze, palpeggiamenti, baci e l’ordine di «non dire nulla alla mamma» perchè era «un segreto». La Procura ha ricostruito episodi accaduti tra il 1997 e il 2007. Due sono stati gli incidenti probatori, cioè gli interrogatori dei bambini effettuati alla “Nostra famiglia” di Pasian di Prato con personale specializzato che ha assistito le vittime durante la dolorosa rievocazione degli episodi: avevano ricostruito tutto, facendo anche il nome di un altro bambino. Al termine delle indagini il pm aveva contestato quattro episodi. Un quinto era stato archiviato, perchè la presunta vittima aveva negato tutto. Un anno fa Francesco Nale era stato sottoposto a misura cautelare in carcere e successivamente aveva ottenuto gli arresti domiciliari in una località lontana da Majano. Dallo scorso maggio è tornato in libertà. A suo tempo la scuola di ballo di via Zorutti era stata sequestrata e perquisita: in un cassetto - come aveva indicato anche uno dei bambini - i carabinieri sequestrarono un fallo.