Carmela: violentata dagli uomini, uccisa dallo stato e sepolta dalla giustizia. I suoi violentatori non andranno in carcere


Ragazzina suicida dopo lo stupro ma i violentatori evitano il processo

 di Roberta Lerici

Carmela è già dentro i nostri cuori e la scandalosa sentenza di oggi, che di fatto salva i suoi violentatori rei confessi, non fa altro che confermare quanto sia lunga la strada per affermare i diritti dei minori e quanto sia difficile per loro essere creduti. Carmela è la ragazzina di tredici anni che si è buttata dalla finestra dopo essere stata violentata da due sedicenni ed essere stata ritenuta da psicologi e servizi sociali, "disturbata psichicamente".

Non fu creduta subito Carmela, fu internata in un istituto e curata con psicofarmaci  . Oggi la sentenza di primo grado, di cui più avanti troverete l'articolo. Il papà di Carmela ha aperto un sito, (www.iosocarmela.net) e un'associazione per aiutare l'infanzia.

Nella loro terribile storia, sono stati abbandonati dalle istituzioni e hanno perso la loro figlia. Continuate a leggere questo articolo, a ai genitori di Carmela dico che ci sono tante persone che lottano ogni giorno per i bambini e che continueranno a lottare anche per Carmela.

"Il giudice del tribunale per i minorenni di Taranto Laura Picaro, nonostante il parere contrario del pm Enrico Bruschi e dell´avvocato difensore della famiglia della giovane, decide di non ingabbiarli nelle maglie del codice penale. Sceglie invece la cosiddetta "messa in prova" per i due balordi: saranno sottoposti ad un periodo di osservazione lungo quindici mesi in cui seguiranno un programma di rieducazione e offriranno assistenza agli anziani. Se faranno i bravi, "in nome del popolo italiano" non finiranno mai più alla sbarra: dibattimento cancellato. Come il reato."

Chi era Carmela? Cito dal sito wildgreta, il blog:

"Carmela aveva denunciato di essere stata violentata; e nessuno, né polizia, né magistrati, né assistenti sociali le avevano creduto o l’avevano presa sul serio.Ma le istituzioni avevano anche fatto di peggio. Hanno considerato Carmela «soggetto disturbato con capacità compromesse» e, quindi, poco credibile.Invece di perseguire chi l’aveva violentata, hanno di fatto perseguito una bambina rinchiudendola in vari istituti in cui Carmela non voleva stare. E, come ha denunciato il padre, usando il metodo facile di «calmarla» con psicofarmaci. Carmela aveva manifestato in vario modo la sua disperazione, ma per tutta risposta era stata classificata come “soggetto con problematiche psichiatriche”. E questi stessi magistrati, psichiatri che hanno deciso per Carmela, contro Carmela, quando è morta, si sono detti «sorpresi».Chi volevano coprire? Ragazzini, figli di papà, o di gente conosciuta a Taranto? Ora verrà fuori dal processo la verità? O si vorrà continuare ad infangare l’immagine di Carmela, della sua famiglia, uccidendola due volte?"


  

Ragazzina suicida dopo lo stupro
ma i violentatori evitano il processo

Lello Parise Hanno confessato, e questo basta per evitare che finiscano in galera. L´atto di contrizione è un salvagente per scansare addirittura il processo. Diciotto mesi fa, a 16 anni, avevano violentato una ragazzina che di anni ne aveva 13 e che qualche mese più tardi si suicidò. La fanno franca.
Il giudice del tribunale per i minorenni di Taranto Laura Picaro, nonostante il parere contrario del pm Enrico Bruschi e dell´avvocato difensore della famiglia della giovane, decide di non ingabbiarli nelle maglie del codice penale. Sceglie invece la cosiddetta "messa in prova" per i due balordi: saranno sottoposti ad un periodo di osservazione lungo quindici mesi in cui seguiranno un programma di rieducazione e offriranno assistenza agli anziani. Se faranno i bravi, "in nome del popolo italiano" non finiranno mai più alla sbarra: dibattimento cancellato. Come il reato.
La storia era andata in scena al quartiere Paolo VI. Carmela era curata in un istituto perché aveva problemi psichici. Aveva deciso di togliersi la vita in un giorno d´aprile del 2007 lanciandosi dal balcone al settimo piano della casa dei genitori dove era ritornata per il fine settimana. Nella stanza dell´istituto che la ospitava, gli investigatori trovarono un diario della ragazza: era raccontato per filo e per segno lo stupro subìto nel 2006 dai due minorenni, ma pure un´altra violenza di qualche giorno prima ad opera di tre maggiorenni, questi sì sottoposti ai rigori della legge ancorché il gup deve ancora stabilire se mandarli a giudizio oppure no.
Protesta nel capoluogo ionico, il movimento femminista: «Carmela è stata uccisa una seconda volta. Il padre non si fermerà, e noi lo appoggeremo finché ci sarà giustizia. Vogliono trasformarla da vittima a imputata».
(Espresso Local 11 dicembre 2008)  Articoli correlati: Carmela, 13 anni, suicida dopo la violenza
I genitori: noi, in cerca di giustizia ma abbandonati