Scuola. Paritarie cattoliche temono che i fondi reintegrati vadano anche alla scuola pubblica


Scuole paritarie e cattoliche: il governo non ha risolto il problema

Fism: No elemosine. Foe: Sfideranno nuovamente la piazza?

di Roberta Lerici

Le scuole paritarie insorgono nuovamente contro il governo perchè non è specificato se i 120 milioni reintegrati al fondo della scuola vadano solo alle scuole private o anche a quelle pubbliche. Loro vogliono quei fondi tutti per se, anche perchè ritengono che le proteste contro la riforma Gelmini fossero frutto di cattiva informazione. Ma anche la scuola pubblica ha protestato per i tagli, e allora perchè i tagli della scuola pubblica dovrebbero essere incontestabili e quelli per le paritarie no? In pratica, dicono i rappresentanti delle scuole paritarie: se il governo non dà a noi tutti i 120 milioni, scenderemo in piazza.Bè, allora si ritroveranno fianco a fianco con gli studenti delle scuole pubbliche, a lottare per le stesse cose. Si sentiranno ancora così diversi?

Roma, 11 dic. (Apcom) - Il Governo non ha affatto risolto il problema delle scuole paritarie: la puntualizzazione arriva da due delle sigle più rappresentative del sistema scolastico cattolico, la Federazione italiana scuole materne (Fism), il cartello che raggruppa circa 8.000 scuole dell'infanzia cattoliche, e la Federazione opere educative (Foe), associazione di gestori di scuole non statali che aderiscono alla Compagnia delle Opere (CdO). La raccolta di firme per una petizione a Berlusconi, spiegano, continua e l'insoddisfazione, minacciano, potrebbe sfociare in manifestazioni di piazza.

Dopo le proteste delle scuole cattoliche e della Conferenza episcopale italiana per il taglio di 133,4 milioni di euro nella finanziaria, il Governo aveva garantito, la settimana scorsa, lo stanziamento di 120 milioni. Senza specificare, però, se verranno destinati alla scuola privata o pubblica. "Si è trattato di una manovra ambigua e farraginosa", secondo il presidente delle Foe Vincenzo Silvano. "E' tutto da verificare - scrive in una nota - quale sarà la rotta che prenderanno quei 120 milioni di euro che, essendo destinati all'istruzione tout court, potrebbero riguardare la scuola paritaria solo in minima percentuale". Il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas aveva rassicurato che i vescovi "possono stare tranquilli, possono dormire su quattro cuscini". "Nonostante le dichiarazioni rassicuranti del sottosegretario Vegas, non ci sentiamo tranquilli", afferma il presidente delle Opere educative. L'esponente dell'associazione vicina a Comunione e liberazione si domanda: "Avrà il Ministro Gelmini, di concerto con gli altri ministri interessati, il coraggio - o la volontà- di destinare interamente la somma al ripristino (parziale) del fondo spettante alla scuola paritaria per il 2009? Avranno l'ardore di sfidare nuovamente la piazza, dopo le roboanti e strumentali proteste che nelle scorse settimane hanno scosso il mondo della scuola, condite da abbondante disinformazione che ha fatto passare il messaggio che si tagliavano i fondi alla scuola 'pubblica' per darli alle 'private'?".

Sulla stessa linea le materne cattoliche. "Per ora, si prende atto della dichiarazione pubblica del Governo di passo indietro rispetto al taglio iniziale apportato alla scuola paritaria... ma i 120 milioni recuperati non hanno vincoli di destinazione e, comunque, mancano ancora 13,4 milioni di euro sul 2009, e vanno recuperati, per cassa, quelli non erogati nel 2008. Ancora, vanno riviste le cifre del Bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011 allegato al Bilancio di previsione 2009 per tornare al livello del 2008 (identico a quello del 2000)", si legge in una nota. "Le scuole paritarie, tutte, hanno esigenza di certezze: il termine promessa, purtroppo, non è sinonimo di certezza; e, soprattutto, non hanno bisogno di 'elemosine' ma di scelte chiare di parità anche economica, stabili e progressive perché si attui una vera parità scolastica nel nostro Paese. Intanto, le scuole paritarie garantiscono allo Stato italiano risparmi annui per 5 miliardi e mezzo di euro!". Conclusione: "Fino alla verifica di atti compiuti, non è possibile dormire 'tra quattro cuscini'. E mentre si allarga la lista dei 'tomisti', ovvero quelli che vogliono vedere per poter credere, la raccolta di firme a sostegno della petizione continua".

Ska11 dic 08