LA MAESTRA CHE LEGAVA I BAMBINI CON LO SCOTCH INSEGNA IN UN'ALTRA SCUOLA MATERNA ANCHE SE E' SOTTO PROCESSO

 

 

 Mi scrivono che la maestra in oggetto insegnerà nella stessa scuola anche l'anno prossimo. Inviate alla preside la Circolare 72, anche se dovrebbe averla già ricevuto lo scorso anno...

DI Roberta Lerici

Il caso della maestra che legava i bambini con lo scotch alla

scuola materna Poggiali di Roma, nel 2006 fece molto

scalpore.  Una parte dei genitori riferì che i loro figli

avevano subito questo tipo di maltrattamenti, mentre altri

dissero di averne sentito parlare ma che i loro figli non erano

coinvolti. Al termine delle indagini, per la maestra Maria Teresa

 Carrarini, 57 anni è stato chiesto il rinvio a giudizio per

maltrattamenti. Attualmente, questa maestra, è quindi sotto

processo. Oggi ricevo un messaggio in cui veniamo informati che la

 suddetta maestra insegnerebbe attualmente alla scuola materna

 D'Antona- Biagi di Roma (credo in zona Eur).

Che non fosse stata sospesa e stesse insegnando, lo rivelarono anche i giornali nello scorso mese di settembre. Non era noto, però, il nome della scuola. Il motivo per cui torno sul caso è che non mi stancherò mai di ripetere che esiste una circolare del Ministero dell'Istruzione, in cui si dice chiaramente che gli insegnanti sotto processo per reati gravi devono essere sospesi dall'insegnamento a scopo cautelare. Questo per permettere loro di dedicarsi al processo o alla propia difesa, senza mettere a repentaglio altri bambini, nel caso che l'insegnante fosse condannato in via definitiva. Questa Circolare, però, non viene sempre applicata dai dirigenti scolastici, alcuni dei quali, credo, non la conoscono nemmeno. Riporto qui il link, sperando che se davvero la suddetta insegnante fosse impiegata nella scuola D'Antona- Biagi, i genitori si rechino dal dirigente scolastico a chiedere le ragioni della mancata sospensione.

Documenti: Secondo le norme vigenti,  la maestra dovrebbe essere spostata ad altro incarico o sospesa a scopo cautelare (circolare 72 del 19 dicembre 2006).

ROMA: CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER MAESTRA ACCUSATA DI MALTRATTAMENTI AD ALUNNI

ROMA, 16 SETTEMBRE (Apcom) - Maltrattamenti. Questa è l'accusa per cui la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di una maestra di scuola materna statale, che avrebbe legato con dello scotch alcuni dei suoi allievi. La decisione del pm Mirella Cervadoro e Antonella Nespola, riguarda l'insegnante, la signora Maria Teresa Carrarini, 57 anni.

Nessun seguito, invece, hanno avuto i sospetti sul coinvolgimento di altre persone. Ipotesi che c'erano state dopo l'avvio degli accertamenti, nell'ottobre del 2006 e all'indomani della pubblicazione della notizia dell'inchiesta sugli organi d'informazione. Nel novembre dello scorso anno il gip Marco Mancinetti aveva respinto la richiesta, avanzata dalla Procura, per l'effettuazione dell'incidente probatorio, teso alla raccolta delle testimonianze dei 12 piccoli alunni citati nell'inchiesta.

L'inchiesta era nata dopo alcuni esposti. Il primo era stato presentato dall'associazione Telefono Azzurro. Nella stessa denuncia si dava conto di una telefonata 'formalmente' anonima da parte di una persona che avrebbe fornito generalità false. Poi i genitori di molti bambini avevano segnalato più episodi di maltrattamenti (pare che l'indicazione fosse quella di un comportamento abituale) che avrebbero subito i loro figli, dando notizie precise sia sulla scuola sia sul presunto responsabile.
Da ciò l'apertura di un fascicolo 'contro persone note', con l'iscrizione nel registro degli indagati dell'insegnante della scuola materna.

In coincidenza dell'avvio dell'inchiesta una parte dei genitori della scuola 'Maurizio Poggiali', difese la maestra sotto accusa.
"Non è un mostro - spiegarono. - E' una persona esperta che segue i bambini da tanti anni, e che ha sempre avuto un comportamento irreprensibile". Altri dettero una versione meno rosea della vicenda. Un nonno riferì di sapere del fatto che alcuni bambini "tornavano a casa con le labbra scorticate per lo scotch", anche se il nipote non si era mai lamentato di nulla.

La signora Carrarini, difesa dall'avvocato Alessandro Vanucci, ha sempre negato ogni addebito ed ha ribadito che se qualcuno si fosse accorto di qualcosa - rispetto alle accuse mosse nei suoi confronti - visto che la scuola è fatta di spazi aperti, dove nulla è negato alla vista.


16/09/2008

Un gruppo di genitori presenta denuncia all'Ufficio scolastico regionale
L'insegnante: "Tutto falso". Ma nell'aula sarebbero stati trovati rotoli di nastro adesivo
Roma, esposto contro una maestra
"Lega i bimbi con lo scotch da pacchi"
Il ministero della Pubblica Istruzione ha inviato un ispettore 

Denunciata un'insegnante di una scuola materna a Roma: "Lega i bambini con lo scotch"

ROMA - Se a un bambino cadeva qualcosa, con lo scotch la maestra gli legava una mano; se non stava zitto gli tappava la bocca; e se si alzava dal banco senza permesso, lo legava alla sedia. Vigeva la legge del taglione alla scuola materna "Maurizio Poggiali" di Roma. Questo almeno è il contenuto di un esposto presentato a fine ottobre da alcuni genitori all'Ufficio scolastico regionale per il Lazio.

Dopo i video-choc che documentano il bullismo dei ragazzi nelle scuole superiori, adesso finisce sotto accusa una maestra di scuola materna: sul suo curriculum e sui presunti maltrattamenti inflitti ai bambini indaga un ispettore del ministero della Pubblica Istruzione che promette accertamenti rapidissimi e rigorosi. Aperta anche un'inchiesta penale; il capo della squadra mobile di Roma domani ascolterà i genitori. Per il 13 dicembre è stato convocato il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Ferma la reazione del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni: "Eliminare con rapidità le mele marce e prevenire ogni forma di violenza".


L'accusata mantiene un silenzio strettissimo, ma chi le sta vicino riferisce che "è molto dispiaciuta" e che si dichiara estranea ai fatti contestati. Dopo alcuni giorni di malattia, stamane la maestra si è presentata a scuola. Per protesta, alcuni genitori hanno preferito tenere i propri bambini a casa. Il presidente del I municipio Andrea Catarci svela che nei giorni scorsi "la preside della scuola aveva incontrato la maestra la quale subito non ha negato, poi non ricordava, poi ha minimizzato. Bisognava sospendere immediatamente l'insegnante finché non si fosse fatta piena luce sull'accaduto".

A insospettire i genitori sarebbero stati i racconti di uno strano gioco che si svolgeva a scuola: il gioco dello scotch. Sollecitati a raccontare cosa accadeva in classe, quasi tutti i piccoli alunni hanno fornito particolari simili. "Mia figlia - spiega una madre - aveva dei comportamenti strani che ho cercato di interpretare. Le ho fatto qualche domanda. E lei ha risposto che la maestra la legava alla sedia con lo scotch marrone".

Un'altra mamma racconta che spesso sua figlia tornava a casa con la bocca arrossata: "Pensavo ai soliti sfoghi dovuti all'alimentazione o alla stagione; poi all'improvviso la bambina mi dice: La maestra mi incerotta la bocca quando piango". Un papà lamenta di aver trovato lividi sulle braccia dei figli: "La maestra gli dava dei pizzicotti".

Della denuncia dei bambini, i genitori hanno parlato in un'assemblea con la maestra: "Nego la presenza dello scotch da pacchi in classe", si è difesa l'insegnante. Ma la denuncia sostiene che venti rotoli sarebbero stati trovati nell'armadietto della scuola.

Altri genitori, però, sostengono che nulla del genere sarebbe accaduto e che i loro figli non hanno subìto né raccontato cose come quelle scritte nella denuncia: "Le aule della scuola sono aperte - spiegano - Sembra impossibile che un fatto del genere sia accaduto senza che nessuno se ne sia accorto". "I nostri figli - aggiungono - vanno a scuola serenamente e non hanno dato alcun segnale di paura o angoscia. Se fosse vero qualcosa ci avrebbero fatto capire".

Della vicenda sono stati informati, oltre alle autorità scolastiche, anche la Procura della Repubblica di Roma, il Tribunale dei minorenni e Telefono Azzurro, la linea telefonica contro gli abusi sui minori. Tutti attendono una rapida soluzione del caso.

(La Repubblica 20 novembre 2006)