Alessandro Riva condannato a 9 anni per violenza sessuale su minori. Non passa la tesi del "pettegolezzo contagioso"

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MILANO - La nona sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato a 9 anni di carcere Alessandro Riva. Il critico d'arte era accusato di violenza sessuale su minori: era finito agli arresti domiciliari nel giugno 2007 perché, secondo l'accusa, tra il 2002 e il 2007 avrebbe molestato 5 bambini di 10 anni, compagni di classe della figlia. "Sono innocente, è una sentenza irrazionale" ha commentato Riva. (Agr)

di Roberta Lerici

Abbiamo seguito da questo sito la vicenda del critico d'arte Alessandro Riva, ex braccio destro di Vittorio Sgarbi, quando era assessore al Comune di Milano e coautore del programma "Blu Notte" di Carlo Lucarelli, sin dal suo arresto. Il caso esplose nel 2007, poco dopo quello di Rignano Flaminio e ricordo che i giornali dissero che, nel caso di Alessandro Riva, gli inquirenti avevano agito seguendo tutte le procedure del caso, sottolineando che "le audizioni delle minori erano state videoregistrate" .

Le bambine furono ascoltate immediatamente e affrontarono l'incidente probatorio. Sono stati pochissimi gli articoli su questo caso, ma in quei pochi articoli si leggeva che Riva si proclamava innocente e che certamente era stato frainteso dalle piccole amiche delle sue figlie (Tra i nove e i dieci anni). Le compagne di scuola andavano a giocare a casa di Riva e in quelle occasioni si sarebbe consumata la violenza sessuale. Del disagio delle amiche delle figlie di Riva si erano accorte le maestre  che poi hanno raccolto le loro confidenze.. Inizialmente il suo avvocato, Michele Angeloni Silverj (già avvocato del sacerdote americano Henn accusato di pedofilia e , successivamente, anche del  maestro della scuola media Alberto Manzi di Roma accusato di molestie su un alunno), parlò di Riva come di una persona eccentrica, un artista il cui stile di vita estroso era stato frainteso dalle bambine. Gli amici di Riva lo hanno sostenuto via internet con una raccolta firme e vari appelli. Dopo qualche mese, all'avvocato Gentiloni Silverj si è aggiunto l'avvocato Guglielmo Gulotta , che difende diverse persone accusate di pedofilia (Suor Soledad dell'asilo di Vallo della Lucania, le suore dell'asilo di Cazzano Sant'Andrea, gli insegnanti dell'asilo di Ponton, quelli dell'asilo Abba di Brescia, ed altri). A quel punto, alla tesi difensiva del "fraintendimento", se n'è aggiunta una già sperimentata con successo a Verona e a Brescia: "Il contagio emotivo", detto anche "Isteria collettiva".

Sosteneva, infatti,  Gulotta, che le chiacchere avevano ingigantito un pettegolezzo come accade alle palle di neve, e che il processo avrebbe certamente dimostrato l'innocenza di Riva e lo scioglimento della cosiddetta"palla di neve". Sembra, però, che la teoria della bugia che, a furia di essere ripetuta, diventa verità, non sia stata presa in considerazione. Riva è stato condannato a nove anni, ha perso la patria potestà sulle figlie ed è stato interdetto dai pubblici uffici. La richiesta del pm era di dodici anni ma considerando attenuanti e aggravanti, si è arrivati a nove. Ecco il commento di Riva:

"In Italia isterismo antipedofilo"
"Nel mio rapporto coi bambini peccavo solo di infantilismo, avevo un comportamento confusivo. Questa invece e' una condanna frutto di una clima allucinante, perche' io non li ho mai toccati": ha commentato cosi' il critico d'arte Alessandro Riva la sentenza del Tribunale di Milano. Riva ha parlato anche di "un isterismo antipedofilo in Italia" e ha spiegato che ora portera' avanti comunque la sua attivita' di scrittore: "Sto preparando un romanzo sugli isterismi sociali". (da rainews.it)

Isterismo antipedofilo? I numeri, purtroppo, danno torto a Riva. La pedofilia è una piaga sociale e il nostro paese è fra i primi in classifica per tutta una serie di reati legati alla pedofilia. Per quello che riguarda, poi,  la possibilità che un bambino scambi un gioco innocente per qualcosa che, invece, fa stare male, questa è solo una linea difensiva, non una teoria scientifica. Quante volte abbiamo sentito dire da chi veniva accusato di pedofilia "sono stato frainteso"? Centinaia. Ultimamente lo ha detto Pino La Monica, lo ha detto anche don Ruggero Conti. Comunque, ci sono ancora il processo di appello e la Cassazione, quindi Riva avrà modo di perfezionare lil suo studio sull'"Isterismo antipedofilo" e l'avvocato Gulotta, quello sulle "palle di neve".Di seguito, gli articoli sulla condanna e i link agli articoli che ricostruiscono il caso.

VIOLENZA SESSUALE: CRITICO D'ARTE RIVA CONDANNATO A 9 ANNI

(AGI) - Milano, 21 nov. - Il tribunale di Milano ha condannato a nove anni di reclusione Alessandro Riva, il critico d'arte, scrittore e giornalista, messo agli arresti domiciliari il 6 giugno dell'anno scorso, con l'accusa di avere abusato di cinque minorenni. L'uomo, accusato di violenza sessuale aggravata, e' stato anche consulente dell'assessore alla cultura milanese Vittorio Sgarbi e curatore di numerose mostre di rilievo.
  Secondo quanto ricostruito dall'accusa, Riva avrebbe toccato nelle parti intime dei bambini tra il 2002 e il 2007.
  Il pm Laura Amato aveva chiesto una condanna a dodici anni di carcere. Il tribunale, considerando le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, gli ha inflitto nove anni, lo ha interdetto dai pubblici uffici e lo ha privato della potesta' sui figli. Inoltre, sono stati riconosciuti 10 mila euro di provvisionale alle due parti offese che si sono costituite parti civili, a ciascuna delle quali sono stati anche liquidate 8.000 mila euro di spese processuali.

Violenza su minori: condanna al critico d'arte Riva
21 Novembre 2008, 19:44

MILANO - La nona sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato a 9 anni di carcere Alessandro Riva. Il critico d'arte era accusato di violenza sessuale su minori: era finito agli arresti domiciliari nel giugno 2007 perché, secondo l'accusa, tra il 2002 e il 2007 avrebbe molestato 5 bambini di 10 anni, compagni di classe della figlia. "Sono innocente, è una sentenza irrazionale" ha commentato Riva. (Agr)

(ANSA).  Processo Riva

(OMNIMILANO) Milano, 22 apr -. A margine dell'udienza l'avvocato Guglielmo Gulotta, uno dei difensori del critico ex collaboratore dell'assessorato comunale alla Cultura, si è detti "soddisfatto perché è risultato il tessuto di chiacchiere tra i bambini e le mamme che è un bene che ci sia, ma è anche normale che possa alterare ricordi".A quanto si apprende oggi, le presunte, piccole vittime sentite dagli inquirenti nel corso dell'inchiesta hanno fatto più volte riferimento al corso "Parole non dette" che hanno seguito a scuola. Un corso ideato per fornire ai bambini gli strumenti per difendersi dalla pedofilia. Ebbene, per i difensori "nel corso delle prossime udienze" si dovrà vedere "come questo corso anti abuso si colloca nella vicenda". In particolare l'avvocato Gulotta ha voluto sottolineare che per quanto lo riguarda questa è una "storia che si trascina come una palla di neve". Ha poi riferito di "qualche attimo di tensione" in udienza perché "noi della difesa ci siamo opposti a che la polizia potesse parlare al processo dei comportamenti non verbali dei bambini sentiti durante le indagini a causa di possibili ambiguità". Il giudice però ha accolto la richiesta del pm Laura Amato, che ha liquidato la questione dei comportamenti non verbali definendoli "elementi oggettivi".

Appello per il critico d'arte e chiusura indagini

Abusi su bambine, arrestato critico d'arte

Ai domiciliari Alessandro Riva

Abusi su bambine, arrestato critico d' arte

«Riva è innocente» Scrittori e artisti firmano l' appello