Pedofilia, don Mauro Stefanoni:dopo la condanna in primo grado, processo canonico

di Roberta Lerici

Don Mauro Stefanoni, ex parroco di Laglio, è stato condannato a 8 anni per violenza su un ragazzino della sua parrocchia e adesso dovrà affrontare anche il processo canonico. Ricordo che anche tre monsignori sono indagati per favoreggiamento nei confronti di don Mauro, perchè lo avrebbero avvertito dell'inchiesta in corso. Uno dei tre vescovi, monsignor Maggiolini, è deceduto qualche giorno fa. Gli altri due vescovi hanno preferito avvelersi della facoltà di non rispondere quando, qualche mese fa, sono stati interrogati. Don Mauro si è sempre dichiarato innocente, ma le prove che, secondo i giudici, hanno portato alla sua condanna, erano sufficienti: videocassette, intercettazioni telefoniche piuttosto pesanti e la testimonianza della vittima. Ovviamente, dovremo attendere gli altri gradi di giudizio per sapere se la condanna verrà confermata.

E adesso anche il processo canonico per l'ex parroco di Laglio       
mercoledì 19 novembre 2008 
Dopo quello penale, ora si apre anche il processo canonico per don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio che i giudici del tribunale di Como hanno condannato in primo grado a otto anni ritenendolo colpevole di violenza nei confronti di un ragazzino della sua parrocchia, minorenne. Un procedimento deciso dalla Diocesi lariana – come scrive oggi il Corriere di Como - per vagliare il comportamento del sacerdote nell’intera vicenda. Strettissimo il riserbo della curia da cui non giunge alcuna conferma, si sa soltanto che l’iter giudiziario si è incardinato nei giorni scorsi lontano da clamori e telecamere, e ancora non è entrato nel vivo.

Mentre don Mauro, che durante l’inchiesta e il processo penale era stato spostato prima a Colico e poi rimosso dall’incarico, vive ora con i genitori a Cantù. Una vicenda delicata di cui il religioso si era sempre professato innocente. Partita nel 2006 con la denuncia della presunta vittima degli abusi sessuali. Il suoi legali hanno presentato ricorso in appello contro la sentenza pronunciata dal tribunale di Como lo scorso mese di aprile. E mentre si attende la fissazione del processo di secondo grado, la giustizia religiosa è chiamata ad esprimersi secondo le norme fissate dal codice canonico.

Fonte Ciao Como 19 novembre 2008