Rignano: Si farà il confronto con i profili genetici trovati nei reperti

di CRISTIANA MANGANI ROMA - Diciannove bambini sottoposti a esame del dna, e con loro i sette indagati del caso di Rignano Flaminio. È il tassello mancante dell’inchiesta sulle presunte violenze sessuali che hanno coinvolto maestre e bidella della scuola Olga Rovere, distruggendo la pace nella comunità dell’hinterland romano, seminando sospetti e veleni. Gli indagati hanno avuto la loro soddisfazione quando la Cassazione ha deciso di annullare l’ordinanza di custodia cautelare che li aveva fatti finire in carcere. Ma ci sono anche gli inquirenti, gli investigatori, e soprattutto i genitori, che vogliono andare in fondo a tutta questa vicenda. I riscontri attraverso l’esame del codice genetico sono stati disposti dal gip Elvira Tamburelli nell’ambito di un incidente probatorio che si sta svolgendo nel Tribunale di Tivoli. Se i carabinieri del Ris di Messina, nominati dal giudice, hanno deciso di prelevare tutti questi dna negli ultimi giorni, vuol dire che, tra gli oggetti sequestrati agli indagati, qualcuno deve aver rivelato il profilo genetico di un essere umano. Ed è per questo che ora, su quel risultato, bisognerà fare il raffronto alla ricerca di una eventuale corrispondenza. Nell’auto sequestrata alla maestra Marisa Pucci erano stati trovati un pelo e una macchia scura. L’esame scientifico avrebbe rivelato che il pelo è di probabile origine animale. La maestra, infatti, ha un cane. E che la macchia dovrebbe essere di una gomma da masticare, sulla quale, comunque, verrà fatta l’analisi e il riscontro. Un profilo genetico che si ripete più volte è, invece, il dato ottenuto dagli oggetti recuperati dal Ris in casa del regista Scancarello e della moglie-maestra Patrizia Del Meglio. Si tratta, in particolare, della piscinetta che gli indagati tenevano in giardino, e di vari giocattoli. I carabinieri della Scientifica avrebbero evidenziato su questi oggetti sempre uno stesso dna, e questo farebbe pensare a qualcuno della famiglia. Anche perché nessun risultato, sembra, sia stato ottenuto, invece, dall’esame sui peluche. Tutti i reperti che hanno lasciato tracce verranno ora confrontati con la mappa genetica dei piccoli, ai quali due giorni fa nella caserma di Bracciano è stato fatto il prelievo. La relazione conclusiva deve essere depositata entro il 13 dicembre per essere discussa il 18, quando tutte le parti ne avranno preso conoscenza. L’accertamento è fondamentale perché, in un senso o nell’altro, potrebbe mettere la parola fine all’inchiesta: con la conferma delle accuse per gli indagati o con l’ulteriore alleggerimento della loro posizione. A svolgere gli esami tecnico scientifici sui reperti sono il capitano Carlo Giovanni Romano, comandante della sezione di biologia del Ris di Messina, i marescialli Salvatore Spitalieri e Ignazio Ciuna, biologi, il maresciallo Giuseppe Polimeni, dattiloscopista. A loro il gip ha chiesto di procedere «nelle forme dell'incidente probatorio ad accertamenti tecnici sulle cose in sequestro, consistenti in rilevamento e/o prelievo di impronte e/o tracce presenti sulle cose stesse, ed eventuali impronte papillari utili per confronti sulle cose rinvenute». Nell’ordinanza viene specificato che «in caso di esito positivo, se le citate impronte appartengano a quelle dei minori parti offese e degli indagati per le ipotesi di reato per cui si procede, andranno raffrontate». Dovranno, inoltre, verificarsi anche «la natura del materiale presente nelle tracce di sospetta origine organica (rinvenute, rispettivamente, nella vettura in uso a Marisa Pucci e nella taverna e abitazione di Patrizia Del Meglio), compresi orsetti, peluche e altri giocattoli in sequestro, indicando, in caso affermativo, il tipo di traccia presente (pelo, sperma, sangue) e tutti gli elementi tecnici utili alla sua identificazione».

Il Messaggero 15 novembre 2007