Sciopero 14 novembre: l'onda si prepara alla mareggiata che si propagherà anche all'estero

 

Domattina a partire dalle 9.00 quattro cortei diversi, da Piazzale dei Partigiani, Piazza della Repubblica, Piazzale Aldo Moro e Piazza Bocca della Verità confluiranno in un unico corteo per dirigersi verso Piazza Navona, da lì, confermano i arppresentanti dell'Onda, si proseguirà verso Montecitorio per un “assedio pacifico”. A Piazza Navona IDV continuerà la raccolta firme per il referendum contro il Lodo Alfano

E se il Ministro Maroni annuncia l'uso della forza per consentire il normale svolgimento delle lezioni, l'associazione Giuristi democratici è pronta a intervenire per fornire assistenza legale gratuita a studenti e lavoratori.
Del resto lo avevano detto: "Io non ho paura...le vostre denunce non fermeranno l’onda.”

Da Articolo 21

di Bruna Iacopino

L'onda prepara la grande mareggiata! E' con queste parole che gli studenti universitari e medi si preparano alla manifestazione nazionale di domani, venerdì 14 novembre. Lo avevano promesso, e come dimostrato in occasioni recenti, hanno nuovamente mantenuto la promessa: la mobilitazione non si ferma.
Non si ferma davanti alle false aperture del Governo, non si ferma di fronte alla “pausa di riflessione” della Ministra Gelmini, non si ferma di fronte alle minacce di denuncia, né tanto meno di fronte ai deliri di un ex presidente della Repubblica, senatore a vita, che invoca addirittura il morto...
La direzione è ormai definita e non si cambia. E' quella che è stata discussa e messa nero su bianco dopo interminabili assemblee, riunioni fiume, occupazioni, quella che ha solcato le città con cortei,  presidi, perfomances, che ha mostrato, all'Italia tutta, l'esistenza di energie nuove.
Energie che non vogliono più rimanere confinate e silenti all'interno di aule scolastiche e universitarie, né tanto meno parcheggiate dentro qualche call center, sopra la testa la spada di Damocle di una “precarietà” che è ormai dato “permanente”.
I cortei in piazza, iniziati il 17 ottobre con la manifestazione nazionale indetta dai Cobas, hanno visto un'altra scadenza significativa la settimana scorsa, venerdì 7 novembre, con mobilitazioni decentrate all'interno delle singole realtà regionali. Domani la prova del fuoco. “In 100.000 assedieremo Montecitorio” dichiarano gli studenti dell'onda, infatti sono previsti ben 7 treni speciali provenienti da tutta Italia, più un numero ancora imprecisato di pullman. Gli studenti avevano anche cercato di ottenere sconti particolari da parte di Trenitalia, ma l'azienda ha oggi comunicato ufficialmente che gli unici sconti consentiti saranno gli sconti comitiva. Quindi il treno va pagato. La richiesta disattesa da Trenitalia era stata anche alla base dell'occupazione dei binari alla Stazione Ostiense di Roma, il 7 novembre, cosa che aveva causato la violenta reazione delle forze dell'ordine e il ferimento di due studenti insieme ad una cronista di Repubblica. “ Dopo essere passati davanti al Ministero dell'Istruzione ci siamo diretti verso la stazione Ostiense cercando di  bloccare i binari con  l'obiettivo fondamentale di aprire una vertenza con Trenitalia, per garantire la mobilità tramite treni speciali per la grande manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma, giorno dello sciopero dell'Università e per consentire la partecipazione all'assemblea nazionale di movimento del 15 e 16 novembre alla Sapienza.” Si leggeva il giorno dopo su una nota.
Difatti nei giorni del 15 e 16 novembre è prevista presso la Sapieza una grande assemblea nazionale che chiama a raccolta i delegati dei vari atenei italiani al fine di stabilire le linee guida per quella che è stata definita “l'autoriforma dell'università”. Due giorni intensi durante i quali gli studenti universitari proporranno la propria idea di università e di sapere libero, contro il palese tentativo di privatizzazione degli atenei come ben espresso all'interno del disegno di legge n.133, Cap. V, art. 16: “Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università”, ma anche diverso dal modello attuale “... Criticare il definanziamento e il progetto di dismissione del sistema formativo significa infatti non attestarsi alla conservazione dell’università esistente, come l’abbiamo vissuta fino ad adesso, perché quell’università è il luogo di moltiplicazione della precarietà, di dequalificazione dei saperi, della subordinazione al potere baronale. La sfida, ben più radicale, è di individuare le tracce progettuali attraverso cui trasformare l’università, non in un più o meno lontano futuro ma nel presente.” Si legge nel testo dell'appello della Sapienza occupata.
Le linee guida per la riforma dell'Università approvate in CdM, il 6 novembre, non ricevono il plauso degli studenti che vi vedono la continuità con quanto precedentemente proposto, nonché il tentativo, anche questo esplicito, di frenare l'onda della protesta che ormai spaventa.
Spaventa nella misura in cui ha avuto la capacità di fare rete e trascinare, realmente come un'onda, altre realtà di lotta e di difesa dei propri diritti. Era all'assemblea nazionale dei delegati della FIOM , ... “non si vince se non si costruisce un'alleanza con il mondo del lavoro.” ; stava davanti alle fabbriche a volantinare, ha ricevuto il sostegno e la solidarietà da parte dei No Tav e No Dal Molin, e l'appello da parte del Forum Acqua bene comune, che non può, non riconoscersi in un'onda...
E loro, gli studenti, lo hanno capito perfettamente. Hanno capito che difendere l'istruzione, come bene pubblico, significa difendere non solo un principio democratico, sancito dalla Costituzione italiana, ma significa soprattutto porre dei freni alla deriva di una res pubblica che si avvia a diventare sempre più res privata, in cui il cittadino viene depauperato dei propri diritti, della propria capacià decisionale e critica.
E a dimostrazione di come l'onda stia letteralmente mettendo alla prova tutti i soggetti coinvolti, è di ieri la decisione da parte di CISL e UGL di revocare lo sciopero.

"Vogliamo proseguire il confronto aperto ieri con Gelmini per arrivare a una riforma condivisa - spiega Antonio Marsilia, segretario Generale della Federazione CISL Università- il ministro si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero".
Decisione contestata dalla Cgil che in seguito all'incontro con la Ministra Gelmini non ha però trovato motivi validi per fermare la mobilitazione: "Come sindacati confederali - spiega Mimmo Pantaleo- abbiamo scritto insieme la piattaforma della protesta e siamo stati insieme ieri all'incontro con il ministro, incontro del tutto interlocutorio e che riguardava solo una parte di quella piattaforma". Dal governo "sono emerse solo ipotesi di approfondimento di alcuni aspetti delle nostre richieste, per questo - continua - non capisco la ragione di revocare lo sciopero. La Cisl si è accontentata della buona volontà a discutere l'offerta dall'esecutivo".
La rottura però si era venuta a configurare in maniera ancora più grave in seguito all'incontro, da cui la Cgil era stata esclusa, tra Berlusconi, Sacconi, il presidente di Confindustria e i leader di Cisl e Uil avvenuto a Palazzo Grazioli nella serata dell'11 novembre, e che aveva suscitato l'ira di Epifani: "Il presidente Berlusconi dimostra così - si legge in una nota - di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue".
Per l'occasione aveva preso le distanze anche l'Ugl, altra esclusa dall'incontro “segreto”.
La strategia del “divide et impera” prosegue, dunque, nella direzione prestabilita, ma non frena l'azione di mobilitazione nazionale confermata dalla CGIL per domani e per il 12 dicembre, quando a incrociare le braccia saranno i lavoratori con un blocco di 4 ore, contemporaneamente alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla FIOM.

E l'onda domani si allargherà anche all'Europa... sono annunciate mobilitazioni degli studenti Erasmus in varie città: Lisbona, Parigi, Barcellona, Siviglia, Madrid, Lione, Anversa, Berlino, Londra, Copenaghen, Valencia.
Già in queste ore nella capitale c'è un gran fermento, la Sapienza si prepara ad accogliere i colleghi degli altri atenei, ben 4.000 persone.

Domattina a partire dalle 9.00 quattro cortei diversi, da Piazzale dei Partigiani, Piazza della Repubblica, Piazzale Aldo Moro e Piazza Bocca della Verità confluiranno in un unico corteo per dirigersi verso Piazza Navona, da lì, confermano i arppresentanti dell'Onda, si proseguirà verso Montecitorio per un “assedio pacifico”.
La mobilitazione continuerà giorno 17 in occasione della Giornata internazionale degli studenti: una settimana, la prossima, che si preannuncia bollente.
E se il Ministro Maroni annuncia l'uso della forza per consentire il normale svolgimento delle lezioni, l'associazione Giuristi democratici è pronta a intervenire per fornire assistenza legale gratuita a studenti e lavoratori.
Del resto lo avevano detto: "Io non ho paura...le vostre denunce non fermeranno l’onda.”