Como/ Addio a Maggiolini, il vescovo "leghista".

E' morto alle 22.30 di ieri sera Il Vescovo Emerito di Como, Alessandro Maggiolini, e' deceduto questa sera all'ospedale Valduce di Como per un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute. Lo annuncia una nota dell'ufficio stampa della diocese spiegando che "alle 22.30 e' tornato alla casa del Padre". Era ricoverato da poco piu' di un mese e da alcuni anni stava sottoponendosi a pesanti cure chemioterapiche dopo l'asportazione di un polmone per un tumore. "Solo nell'ultima ora di vita, Monsignor Maggiolini e' stato piu' sereno, dopo una giornata di profonda sofferenza che egli ha offerto per la Chiesa che ha amato e servito per oltre 53 anni", si legge nella nota. Nonostante le precarie condizioni di salute, il Vescovo e' rimasto cosciente per tutto il giorno. Anche nell'ultima ora ha recitato il Santo Rosario insieme a suo fratello, a sua cognata, alle due consacrate che lo hanno seguito in questi anni e ad alcuni sacerdoti. Per tutto il giorno, inoltre, molti sacerdoti si sono recati in visita a Monsignor Maggiolini, assicurando le loro preghiere. Domani, dalle 11, sara' allestita la camera ardente presso la Cattedrale, per consentire alla popolazione di rivolgere il proprio saluto e la preghiera di suffragio al Vescovo Emerito. Maggiolini era nato a Bareggio (Milano) il 15 luglio 1931. Fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1955. Docente di Filosofia nei seminari ambrosiani e d'introduzione alla Teologia all'Universita' Cattolica, negli Anni '90 non solo riusci' a portare a Como l'allora Pontefice Karol Woityla, ma fu anche definito "vescovo leghista" per le sue prese di posizione che si avvicinavano all'ideologia del Carrocio. Con il passare degli anni era anche diventato amico del "Senatur" Umberto Bossi che periodicamente, dopo l'asportazione del polmone, veniva spesso a trovarlo. Ultimamente alternava i suoi giorni tra la sua casa a Brunate e l'ospedale Valduce. Un Vescovo che sicuramente lascia un profondo segno non solo in tutta la Diocesi di Como (che comprende anche la Valtellina, parte della provincia di Varese e di quella di Lecco), ma anche a livello nazionale. Giornalista, affidava i suoi pensieri a quotidiani nazionali come, ad esempio, il Corriere della Sera. Non usava mezzi termini durante le sue omelie nel dichiararsi contro la clandestinita'. Assistente diocesano degli universitari cattolici, poche settimane fa aveva ricevuto l'avviso di fine indagine dal sostituto Maria Vittoria Isella della Procura di Como che lo aveva indagato per favoreggiamento personale, insieme al Vescovo Oscar Cantoni e al suo collaboratore dell'epoca, Enrico Bedetti, per aver informato don Mauro Stefanoni (condannato a otto anni per un caso di pedofilia) dell'inchiesta in corso a suo carico. Maggiolini aveva presentato memoria per respingere le accuse e a breve il magistrato inquirente avrebbe chiesto la citazione diretta a giudizio per lui e gli altri due monsignori. Con il decesso, la posizione inevitabilmente sara' stralciata e archiviata. Vicario episcopale per le universita' di Milano, assistente diocesano dei Giuristi cattolici, era anche direttore di una rivista culturale del mondo cattolico italiano. Eletto Vescovo di Carpi il 7 aprile 1983 e consacrato il 29 maggio 1983, fu trasferito alla Diocesi di Como il 31 gennaio 1989, con ingresso solenne il 19 marzo 1989, Domenica delle Palme. Membro della Commissione episcopale per la Dottrina delle fede e la catechesi, membro della Commissione episcopale italiana per la cultura e la scuola, e' stato l'unico Vescovo italiano nel Comitato di redazione del Catechismo della Chiesa cattolica. Nel luglio 2006 presento' le dimissioni dall'incarico episcopale per raggiunti limiti di eta' (75 anni) lasciando il posto all'attuale Vescovo Diego Coletti, nominato il due dicembre 2006. Domenica 14 gennaio 2007 monsignor Maggiolini celebro' la Santa Messa di saluto alla diocesi di Como. Da allora, costretto a muoversi su una carrozzella, le sue uscite ufficiali furono ridotte al lumicino.