Pedofilia: Il Criminologo, Genitori Non Chiudano Gli Occhi Per Paura Dell'Orco

Adnkronos - Ven 9 Nov - 21.32

Milano, 9 nov. (Adnkronos Salute) - Pensare ai pedofili come mostri, orchi nascosti nel buio è una trappola per i genitori. "Li porta a credere che questo pericolo sia lontano, e a chiudere gli occhi davanti alle strategie di seduzione messe in atto dal pedofilo". Parola di Michele Maggi, criminologo e ispettore della Squadra mobile di Milano, sezione minori, a margine del convegno 'Pedofili oggi: proviamo a curarli?', in corso a Milano. Sono davvero rari, infatti, i casi in cui il pedofilo si mostra come un lupo mannaro.

Più spesso, dicono gli esperti intervenuti oggi all'incontro milanese, è un seduttore che mette in atto strategie mirate a 'conquistare' la piccola vittima. Non uno sconosciuto, ma magari un amico di famiglia. "Purtroppo non si tratta di un 'mostro', una figura lontana da noi e con caratteristiche distintive, immediatamente riconoscibile e isolabile - gli fa eco Alberto Pellai, ricercatore del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Università degli studi di Milano - Tanto che una ricerca internazionale condotta su oltre 13.000 condannati per abusi su minori non ha permesso di individuare elementi distintivi".

Insomma, non esiste un identikit che permetta immediatamente di riconoscere o sospettare qualcuno: i pedofili si 'confondono' fra gli altri, "anche perché spesso - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - hanno una doppia pulsione sessuale". Cosa fare, allora, per proteggere i piccoli, ed evitare drammi come quello della donna pugliese che ha ucciso a coltellate la maestra del figlio, accusandola di abusi? "E' fondamentale saper ascoltare i segnali dei bambini, i loro racconti, le loro paure - raccomanda Maggi - Purtroppo non esiste una ceck-list con atti o parole da considerare come segnali d'allarme.

Ma se madri e padri imparassero ad ascoltare di più prima di tutto le proprie paure, e poi i propri figli, capirebbero che spesso sono proprio queste paure a rendere spaventose e allarmanti certe situazioni". "Per fortuna - ricorda il criminologo - da 10-15 anni a questa parte è cambiato il modo di ascoltare i bambini. E loro trovano sempre il modo di comunicare un disagio. E' dunque fondamentale saperli ascoltare e, in caso di sospetti, rivolgersi ai servizi oggi a disposizione, che sia la polizia o i servizi sociali o il pediatra di famiglia". Parola d'ordine, mai aspettare o lambiccarsi nel sospetto, ma chiedere aiuto subito.

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