Scuola, 500mila in piazza contro il decreto Gelmini. E nascono i comitati "Vittime della Gelmini"

L'annuncio della Rete degli Studenti

Mobilitazione in tutta Italia per dire no ai provvedimenti e ai tagli del governo. A viale Trastevere ricevuta dai funzionari del ministero una delegazione che ha chiesto un referendum sulla riforma. Calderoli: ''Non ho capito a cosa servono i bidelli''. Il 30 ottobre sciopero generale.

Roma, 10 ott. (Adnkronos/Ign) - Oltre 500mila studenti hanno animato oggi le piazze di 90 città italiane per dire no alla riforma Gelmini e alla politica dei tagli. Ad annunciare la massiccia partecipazione alle manifestazioni indette in tutta Italia è stata la Rete degli Studenti. ''Ci mobilitiamo - hanno spiegato - contro i tagli di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, che è la vera riforma messa in campo dal governo Gelmini-Tremonti-Berlusconi''. E, come recitava lo striscione di apertura del corteo di Roma, ''questo è solo l'inizio''. La Rete degli Studenti annuncia che saranno nuovamente in piazza il 30 ottobre con docenti e personale della scuola e il 17 novembre in tutta Italia per la giornata internazionale degli studenti.

Il corteo a Roma, con partenza a Piazza di Porta San Paolo, si è snodato attraverso via del campo Boario, via Zabaglia, ponte Sublicio fino ad arrivare a viale Trastevere. Una delegazione è stata ricevuta da Luciano Chiappetta, direttore generale del Personale della Scuola e da Sergio Scala, direttore generale per gli studenti. Nel corso dell'incontro con i funzionari, giudicato ''poco soddisfacente'' in quanto non sono state date ''risposte politiche'', è stato chiesto un referendum fra tutti gli studenti italiani per conoscere e ascoltare ciò che realmente pensano della riforma e ''se non lo farà il ministro il referendum lo faremo noi stessi, attraverso i nostri siti entro novembre''.

Tra le proposte formulate dai ragazzi ai dirigenti una legge organica nazionale sul diritto allo studio e l'estensione dei benefici della Carta dello studente anche agli studenti universitari. Sono stati quindi chiesti un decreto che illustri una casistica concreta in base alla quale può essere assegnato il voto di condotta ma anche maggiori stanziamenti per l'edilizia scolastica. I ragazzi hanno quindi sollecitato un incontro urgente con il ministro Gelmini nonché la riattivazione dei luoghi formali di discussione, quale il Forum delle associazioni studentesche e del Cnsu.

Bandiere rosse con la freccia dell'Unione degli studenti hanno caratterizzato il corteo, insieme a slogan e tanta allegria. Le parole della Gelmini che annuncia la reintroduzione del voto in condotta, trasmesse dall'altoparlante, sono state accolte dalla numerosa platea con 'buu buu' e fischi. Tra gli striscioni "Gelmini ministro della distruzione", "Gelmini dai un taglio ai tagli", o "Tagli al nostro futuro no agli stipendi dei politici sì".

Non è mancato un riconoscimento alle forze dell'ordine. I ragazzi, che hanno 'occupato' la gradinata del ministero dell'Istruzione e viale Trastevere, hanno infatti voluto tributare il loro omaggio a polizia e carabinieri che dalla mattinata presidiavano la sede del ministero. ''Un tributo alle forze dell'ordine - ha gridato un ragazzo al microfono - Dovrebbero essere più arrabbiati di noi perché hanno avuto anche loro pesanti tagli. Invece, per il loro senso del dovere sono qui davanti al ministero. Un urlo per loro''. Immediata la risposta della piazza.

Intanto, la lotta dei consumatori per una scuola al passo con i tempi e le esigenze dei lavoratori e degli alunni è al centro di una nuova iniziativa di Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons e promotore del movimento 'Salvare la scuola italiana', che ha annunciato la nascita del 'Comitato nazionale Insegnanti e Genitori Vittime della Gelmini', che ha già le sue prime due sedi a Roma e Catania e che entro il mese di ottobre sarà presente in tutte le regioni italiane.

Calderoli: I bidelli sono tantissimi  anche se poi ci dobbiamo rivolgere a strutture esterne per le pulizie o per la gestione della mensa. A questo punto, dato che tutti i servizi vengono esternalizzati, non ho capito a cosa servano i bidelli".

Finora la Gelmini non ci ha voluto ascoltare ma ora dovra' farlo- sottolinea Valentina Giorda, portavoce dell'Unione degli studenti- oggi qui protestiamo contro il metodo con cui questo governo fa le riforme: a colpi di decreto". Quelle della Gelmini "sono misure che fanno tornare indietro la scuola- aggiunge- e il voto in condotta e' una risposta di forza ad un disagio, quello del bullismo, che andrebbe combattuto investendo fondi che invece si tagliano".