Vulpiani, polizia postale:""Intercettazioni fondamentali per la pedopornografia"

La denuncia del capo della polizia postale
Che fa l'esempio di un uomo arrestato a Catania...


di MARCO STEFANINI

ROMA - "Se ci tolgono le intercettazioni, si chiude bottega. Per noi sono uno strumento di lavoro indispensabile". Domenico Vulpiani, il capo della polizia postale italiana, non nasconde la sua preoccupazione di fronte all'eventualità che venga licenziata una regolamentazione più restrittiva sulle intercettazioni. Il dirigente della polizia di Stato parla nella sede romana del parlamento europeo, durante il convegno "Internet e minori - nuove strategie contro pedopornografia, cyberbullismo e abusi on-line". Accanto a lui c'è l'europarlamentare del Pdl, Roberta Angelilli.

Per dimostrare concretamente l'importanza di questo strumento di indagine, al centro di numerose polemiche politiche, Vulpiani ha citato il caso di F. V., un catanese 24enne, arrestato due giorni fa con l'accusa di adescamento di minori su internet, atti sessuali con minore, produzione di materiale pedo-pornografico. L'uomo aveva contattato via chat alcune ragazzine catanesi sotto i quattordici anni promettendo loro dai 2000 ai 5000 euro in cambio di riprese video di natura sessuale o comunque intima.

"Ad alcuni bambini - ricorda Vulpiani - aveva chiesto di poter girare un provino. I nostri poliziotti si sono finti minorenni, ragazzine di tredici anni, e dopo diverse sessioni di chat, anche con riprese con una webcam, hanno fissato un incontro in una zona centrale di Catania dove l'indagato ha trovato gli agenti, che lo hanno arrestato". "In questa operazione - dice Vulpiani - le intercettazioni sono state di fondamentale importanza e senza non saremmo mai arrivati ad arrestare questa persona. Sono uno strumento efficacissimo". Ma, avvisa il capo della Postale, "sono d'accordo con chi critica l'uso distorto che si può fare delle intercettazioni".

La Commissione europea ha intanto lanciato "Safer Internet", che predispone, per il periodo 2009-2013, un piano straordinario da 55 milioni di euro. Si tratta di un programma europeo per la protezione dei minori che usano internet, e dovrà essere approvato dal Parlamento di Bruxelles. "La sicurezza dei bambini online - ha detto la Angelilli - può essere raggiunta solo con un approccio multilivello che coinvolga i minori, le loro famiglie, la scuola, insieme agli operatori delle telecomunicazioni, i provider, ma anche le Ong e le istituzioni".

La Repubblica 17 luglio 2008