Pedofilia: meccanico sadomaso adescava sedicenni su internet. All'arresto, sotto la tuta abiti da donna

Meccanico sadomaso adescava sedicenni

Imbarazzanti le circostanze dell’arresto: sotto una tuta da ginnastica, il meccanico indossava gonna, calze a rete e tacchi a spillo.

Fabio Pin

Adescava ragazze minorenni su Internet e in cambio del pagamento di carte telefoniche si faceva fotografare in atteggiamenti e pratiche masochistiche. Nel pomeriggio, al termine di un’indagine -lampo, il commissariato ha posto fine alla vicenda arrestando il responsabile. Si tratta di un meccanico imperiese di 34 anni, Claudio D., incensurato. Un fenomeno, quello della pedo-pornografia, che in provincia sta assumendo dimensioni allarmanti. Nei mesi scorsi era stato arrestato un dipendente delle poste di Imperia che si scambiava foto porno via internet e un pensionato era stato denunciato per aver molestato sessualmente un minorenne in un albergo in Svizzera. L’ultimo caso ora a Sanremo. Un uomo si è presentato a un appuntamento pilotato all’interno del parking di piazza Colombo. Era in macchina, indossava una tuta da ginnastica sopra un abbigliamento da donna. Ai piedi scarpe con tacco a spillo. Quando si è trovato di fronte i poliziotti non ha neppure tentato la fuga. Nel bagagliaio dell’auto, una Honda Civic di colore grigio, gli agenti avrebbero trovato materiale pornografico e “oggettistica” di vario genere.

Un’ora più tardi sono scattate le perquisizioni dell’officina e dell’abitazione dell’uomo nel capoluogo, dove gli agenti avrebbero trovato e sequestrato altro materiale che, pare, abbia particolare valore probatorio. Come detto, si è trattato di un’indagine portata a termine in sole 48 ore, cui hanno fattivamente collaborato i genitori delle ragazze, tutte di età inferiore ai sedici anni. Avuta notizia dei contatti intercorsi tra l’uomo e le figlie, e preso visione di alcune immagini che ritraevano l’uomo in atteggiamenti e pratiche pornografiche, le madri si sono subito rivolte alla polizia. Con estremo tatto, data la delicatezza della situazione, gli inquirenti hanno ascoltato le ragazze - in totale sette, tutte studentesse - trovando puntuale conferma dei primi anche se convincenti elementi indiziari. L’uomo era riuscito a carpire la loro fiducia attraverso una serie di messaggi chat. Successivamente aveva convinto alcune di loro ad incontrarlo.

Le giovani sembra non avessero un’idea precisa sull’età dell’interlocutore, probabilmente pensavano di avere a che fare con un loro coetaneo, o forse con un giovane con qualche anno in più. Due sarebbero stati gli incontri con Claudio D., entrambi a Sanremo, in luoghi appartati. L’uomo non avrebbe avuto alcun contatto fisico con le giovani. Si sarebbe limitato a farsi ritrarre e filmare vestito da donna, nell’atto di toccarsi e infliggersi punizioni corporali con fruste e altri oggetti. Poi le fotografie sarebbero state inserite nel circuito delle chat, anche se su quest’ultimo particolare non ci sono conferme. Raccolte le prove necessarie e anche una serie di riscontri, ieri la polizia ha fatto scattare la trappola. Con la collaborazione delle madri, il meccanico è stato contattato per fissare un appuntamento. Non ha sospettato nulla: era certo si rattasse delle ragazzine con le quali si era già incontrato. Appostati nelle immediate vicinanze del parking di piazza Colombo, gli agenti hanno atteso il suo arrivo per mezzora. Claudio D. si è entrato nel parcheggio sotterraneo pochi minuti prima delle 15. Il tempo di posteggiare la macchina e si è visto circondare dai poliziotti. L’uomo non solo non ha opposto resistenza, ma quasi rassegnato si è consegnato agli agenti e ha assistito in silenzio alla perquisizione della vettura. Imbarazzanti le circostanze dell’arresto: sotto una tuta da ginnastica, il meccanico indossava gonna, calze a rete e tacchi a spillo. Una volta accompagnato in commissariato, alla presenza di un difensore è stato interrogato per circa due ore, durante le quali, a Imperia, sono state operate le perquisizioni che avrebbero portato al sequestro di altro materiale pornografico. Del caso, in procura, si sta occupando il pubblico ministero Michele Stagno.


 

Sorvegliato 24 ore su 24

13 luglio 2008Fabio Pin

Si teme che i detenuti vogliano “punire” il maniaco che adescava le ragazzine

Domani, al massimo martedì, si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto di Claudio Derin, il meccanico imperiese di 34 anni finito in carcere, giovedì pomeriggio, con l’accusa di induzione alla pornografia ai danni di minorenni e di possesso di materiale pedopornografico, cioè immagini e filmati che ritraggono bambini vittime di abusi sessuali. Oltre alla convalida, il gip Maria Grazia Leopardi sarà chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di misura cautelare che la procura si appresta a depositare.

Se il giudice disporrà l’ordinanza, Derin sarà immediatamente trasferito in un altro carcere per motivi di sicurezza. All’Armea, infatti, l’ostilità degli altri detenuti nei confronti del nuovo arrivato ha subito raggiunto livelli allarmanti. Succede spesso, anzi è la norma che gli accusati di reati contro i minori abbiano vita difficile nei penitenziari.

Un codice non scritto, ma rispettato da tutti, giudica questi soggetti indegni e meritevoli di punizioni esemplari. ragione per cui vengono adottate particolari misure di tutela e controllo. Claudio Derin è stato rinchiuso nel braccio “sex-offender”, prima e unica struttura in Liguria, che attualmente ospita una decina di detenuti accusati o che espiano condanne per reati a sfondo sessuale. E’ in cella di isolamento e non può entrare in contatto con altri detenuti. Ciò nonostante nelle prime 24 ore di restrizione Derin avrebbe ricevuto numerose minacce di morte. Il direttore del carcere Francesco Frontirrè ammette che la situazione è molto tesa.


«Sia chiaro, la sicurezza è e resta garantita dal personale della polizia penitenziaria. Tuttavia il problema esiste, inutile nasconderlo, e allo scopo di tutelare l’incolumità del detenuto sono state adottate particolari misure. A cominciare dall’osservazione a vista, 24 ore su 24, del soggetto, per poi proseguire con altre iniziative per altro previste per protocolli di questo tipo».

Sull’eventuale trasferimento in un altro carcere, Frontirrè non si pronuncia: «No comment». Analoga risposta sui motivi del particolare accanimento nei confronti del meccanico imperiese. «Posso soltanto dire che neppure per Luca Delfino (il killer di Antonella Multari, ndr) si è registrato un atteggiamento del genere», afferma il direttore dell’Armea. Che però non smentisce l’indiscrezione trapelata nella tarda mattina di ieri, quella che attribuisce «l’alta tensione» alla presenza in carcere di due detenuti, familiari di una delle cinque ragazzine adescate da Derin. «Non rientra nei miei compiti fornire informazioni di questo genere.

In ogni caso, ripeto, la situazione resta sotto controllo», taglia corto Frontirrè. Intanto sul fronte investigativo, continuano gli accertamenti della polizia sui materiali informatici sequestrati nell’abitazione del meccanico imperiese.

Per questa tranches d’inchiesta procede la procura di Genova, dove sono stati accentrati i fascicoli che riguardano accuse di pedopornografia. Nei prossimi giorni gli inquirenti sentiranno nuovamente le ragazzine coinvolte nella vicenda e i genitori. Poi sarà il turno della convivente di Derin.

 

Meccanico masochista, si cercano le ragazzine

12 luglio 2008

Le indagini su Claudio Derin potrebbero allargarsi anche a Imperia . Gli inquirenti non hanno concluso le indagini sul meccanico autolesionista che si esibiva in show sadomaso davanti a quindicenni in cambio di ricariche per il telefono cellulare. Non è da escludere che altre ragazzine, questa volta di Imperia, dove l’uomo convive con una donna, possano essere state avvicinate in luoghi appartati della città. E’ un’ipotesi che gli investigatori, almeno per il momento, non hanno scartato. Anzi. Contano anche su “confessioni” spontanee da parte di queste giovani che potrebbero essere venute a contatto con il meccanico di Imperia.

Derin è stato anche denunciato per possesso di materiale pedopornografico. Durante la perquisizione domiciliare la polizia ha trovato materiale “definito interessante” dal punto di vista ovviamente investigativo. Si tratta di fotografie e filmati di rapporti sessuali tra adulti e bambini. Materiale che sarebbe finito su diversi supporti informatici scaricato da Internet. Tutto è stato sequestrato ed è ora al vaglio degli 007 della polizia postale diretta dall’ispettore capo Ivan Bracco. I poliziotti delle telecomunicazioni, infatti, hanno affiancato i colleghi del commissariato impegnati da diversi giorni nel filone principale dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Michele Stagno. Inchiesta che potrebbe estendersi ora anche a Imperia.

Elementi preziosi potrebbero arrivare proprio dopo aver esaminato tutto il materiale informatico sequestrato durante la perquisizione domiciliare. Gli inquirenti non vogliono certo sostituirsi a psicologi e sociologi. «Il nostro compito non è certamente questo. Ma abbiamo rilevato che il fenomeno è in costante crescita. Un fenomeno grave che deve far riflettere i ragazzini coinvolti in questa triste storia e soprattutto i loro genitori che dovrebbero fare più attenzione sulle frequentazioni dei loro figli».

Fonte: Il Secolo IXX  11-12-13 luglio 2008