Torino: Bidellopoli si allarga. Salgono a 300 gli espulsi

Terminate le verifiche, ancora in corso i licenziamenti

TORINO Sarebbero oltre trecento i bidelli abusivi depennati dalle graduatorie della provincia di Torino. L’Ufficio scolastico provinciale ha terminato i controlli verificando le liste che vanno dall’anno scolastico 2001-2002 ai giorni nostri e scoprendo l’incredibile numero di clandestini inseriti da una mano truffaldina che ha violato il sistema informatico dell’ufficio. I nominativi dei depennati sono stati comunicati alle scuole e in questi giorni i responsabili degli istituti stanno procedendo con l’interruzione dei rapporti di lavoro con i bidelli espulsi. Un lavoro che, tuttavia, sta procedendo con una certa giustificata prudenza.

La conclusione degli accertamenti da parte dell’ufficio provinciale ha però permesso di portare alla luce particolari che potranno essere di aiuto all’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica di Torino. Per esempio colpisce l’eccezionale numero di bidelli abusivi provenienti dalla piccola provincia di Vibo Valentia: 107 (oltre un terzo degli espulsi). La cifra conferma i primi sospetti: per l’inserimento dei nominativi irregolari è stato seguito un criterio, per così dire, geografico (nei giorni scorsi un reportage sulla Stampa aveva raccontato il fenomeno del piccolo paese calabrese di Dasà, 1200 abitanti, da cui sarebbe partita una settantina di famiglie grazie a una chiamata dall’ufficio scolastico provinciale di Torino).

Interessante, poi, un altro dato: dal 2001 al 2004 il numero degli abusivi era piuttosto risicato, circa 80. Il numero è andato aumentando negli anni successivi, con un vero e proprio exploit nel 2007. Paradossalmente è stata proprio questa anomalia, unita alla pubblicazione on line degli elenchi, che ha permesso ai sindacati di individuare gli intrusi. Dalle segnalazioni delle organizzazioni dei lavoratori, nel luglio 2007, è scattato un controllo interno i cui risultati sono poi finiti sulla scrivania del pm Cesare Parodi della procura di Torino, titolare dell’indagine che per ora non vede iscritti nel registro degli indagati.

In attesa che la magistratura proceda nelle sue verifiche, la vicenda dei falsi bidelli sta ovviamente creando non poco imbarazzo agli uffici scolastici. Lo scandalo offusca la loro immagine, sebbene l’immediato attivarsi dei vertici e soprattutto il superlavoro che si è sobbarcato il personale, abbia permesso di portare alla luce l’elenco dei clandestini. I sindacati hanno chiesto e ottenuto all’Ufficio scolastico regionale un incontro per discutere della vicenda. La riunione avverrà mercoledì mattina ed è sicuro che sarà foriera di novità. «Prima non eravamo mai stati contattati - dichiara Paolo Iennaco, vicedirettore dell’Ufficio scolastico regionale respingendo le accuse di inerzia piovute da alcune sigle sindacali -. La vicenda è complessa e ci stiamo attivando per riuscire a ricreare la certezza nelle liste. Serve serenità, sono certo che mercoledì tutte le parti in causa offriranno la loro collaborazione».

Fonte: La Stampa -RAPHAËL ZANOTTI -19 maggio 2008