Bulli a Viterbo, violenza senza fine. Ma qualcuno sa che l'apologia al fascismo è un reato e non una "ragazzata"?

 Forse coinvolta anche una ragazzina

di Roberta Lerici

Leggo che la famiglia del quattordicenne arrestato per sevizie sul compagno, si sarebbe lamentata con il preside per aver denunciato l'esistenza el filmato e con la polizia per aver divulgato questa terribile storia. Leggo che ci sarebbe anche una ragazzina coinvolta. Leggo che il Garante per l'Infanzia della Regione Lazio, (attenzione non il Garante Nazionale che non è stato ancora istituito a causa della caduta del governo Prodi), aprirà una sede decentrata antibullismo  a Viterbo. Spero che questa sede decentrata i occupi anche di pedofilia, visto che solo un mese fa, nella stessa città, è venuto alla luce un caso di pedofilia culminato con l'arresto di alcuni minorenni. Su quel si sta ancora indagando per capire se tra le persone coinvolte non ci siano anche degli adulti.

Riguardo i simboli nazifascisti presenti nei filmati delle sevizie e nel computer del ragazzino arrestato, devo ripetere che la diffusione e pubblicizzazione di questi simboli andrebbero condannate a tutti i livelli, senza i vari  "distinguo" che di solito accompagnano i casi di cronaca simili. Una recente sentenza ha condannato alcuni giovani che a Milano in piazza San Babila avevano fatto il saluto romano. La nostra costituzione , in questo senso è molto chiara: "L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".

La "riorganizzazione del disciolto partito fascista", già oggetto della XII disposizione transitoria della Costituzione, si intende (ai sensi dell'art. 1 della citata legge) riconosciuta "quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista."

La legge prevede per il delitto di apologia sanzioni detentive, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa, ed accompagnate dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

Di apologia del fascismo, dopo una certa caduta di attenzione, si è tornato a parlare in tempi recenti a proposito di siti Internet scopertamente esaltanti il passato regime." (Wikipedia)

Spero, quindi, che in futuro, si smetterà di ritenere la violenza di ispirazione neonazista, come una mera manifetazione di immaturità o di delinquenza comune. I genitori degli studenti della scuola media di Viterbo che si sono resi protagonisti di un orrore senza precedenti, non sono stati in grado di educare i loro figli ai valori della democrazia e la scuola non si è resa conto di che genere di alunni aveva. Perchè?

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Articolo Il Tempo 13 maggio 2008 

Trovato materiale neonazista

Potrebbero avere una matrice politica di stampo neonazista gli episodi di bullismo perpetrati da tre adolescenti viterbesi ai danni di un loro compagno di scuola, al quale sono stati bruciati i capelli, spente sigarette sulle braccia e inferte altre pesanti umiliazioni.