Bidellopoli Torino: Cancellati dalle graduatorie truccate 200 bidelli

ESPULSI

TORINO
Bidellopoli si sta dimostrando un vaso di Pandora per la scuola torinese. L’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica sull’indebito inserimento nella graduatoria del personale Ata di persone che non hanno mai presentato domanda, molti nati nello stesso paesino del Sud, sta spargendo veleni nell’amministrazione scolastica e anche nei sindacati. La graduatoria, cristallizzata dal 2001, non poteva essere modificata. Il fenomeno è però troppo vasto per non pensare a complici negli uffici e a un’organizzazione che ha pianificato il taroccamento delle liste.

Tutto è partito sei mesi fa, quando il provveditorato ha presentato un esposto alla polizia postale. Controllando la lista per l’assunzione di supplenti, l’ente aveva scoperto nomi che non potevano esserci.

Ulteriori approfondimenti hanno evidenziato che non si trattava di un caso. In questi mesi la polizia postale ha lavorato a lungo sulle liste, cercando di capire come sia stato possibile modificare la graduatoria. E soprattutto da parte di chi. Nel frattempo il provveditorato, dopo aver inviato una lettera a casa a tutte le persone di cui non si trovava la domanda, ha cominciato a depennare. L’ultima tranche, il 31 marzo: 80 nominativi. Molti i cognomi identici ad altri depennati in precedenza, il che farebbe pensare a intere famiglie coinvolte. Le provenienze offrono altri dettagli. Su 80 nomi, 30 risultano nati nella provincia calabrese di Vibo Valentia. I punteggi assegnati sono un capitolo a parte: tanti da far arrivare gli intrusi a un passo dal posto fisso. Le età parlano di un mondo variegato, in cui si incontrano persone anche molto in là con gli anni.

O giovanissime, 18 anni appena alla chiusura degli elenchi. Chiara Profumo, della Flc-Cgil, il sindacato che ha denunciato anche al ministro l’oscura vicenda, auspica risultati in tempi rapidi. Non solo. «Il segretario regionale Rudi Aschieri ha chiesto alla direzione scolastica regionale che si faccia chiarezza anche nel resto del Piemonte. In generale, c’è urgenza di arrivare a un nuovo sistema di graduatorie, che neutralizzino la certezza dell’impunità». E a proposito degli altri sindacati: «Quando abbiamo messo a confronto gli elenchi e sono emerse le irregolarità, abbiamo pensato che sarebbero venuti a protestare con noi. Non è stato così». Cisl e Uil, invece, affermano con decisione di aver segnalato a loro volta all’ex provveditorato le irregolarità rilevate dai loro iscritti.

«La scorsa estate, ai vari tavoli in cui si preparavano le assunzioni, abbiamo dichiarato pubblicamente che qualcosa non andava», dice Andrea Colombo della segreteria cittadina Cisl Scuola. «L’Usp aveva promesso verifiche e le ha fatte. Mi auguro che non si gettino ombre ingiuste sulla scuola torinese e sull’amministrazione scolastica. Poi, se c’è un’organizzazione che ha gestito la truffa va scoperta. Resta il problema degli operatori scolastici, comune a tutta Italia». E a questo proposito, ieri tra gli insegnanti c’era chi non esitava a dire che se a Torino capita questo, altrove potrebbe essere molto peggio.

MARIA TERESA MARTINENGO E RAPHAËL ZANOTTI

Diego Meli, segretario regionale della Uil Scuola, ha un ricordo che risale all’estate scorsa: «Quando abbiamo segnalato gli intrusi, da via Coazze ci è stato risposto che quei nomi erano in attesa di essere depennati. Noi abbiamo chiesto di verificare gli elenchi fino al 2001». Ai primi di settembre, poi, l’Usp inviava a tutti i presidi una circolare in cui ribadiva l’organico dell’Ufficio Ata. Come dire, quei funzionari, quegli impiegati e non altri. Cosimo Scarinzi, coordinatore della Cub Scuola, non ha dubbi: «Il fatto che oltre un terzo della categoria dei bidelli sia precaria, favorisce l’ingovernabilità. In una struttura folle, l’illegalità è facilitata. Le graduatorie vanno aggiornate ogni due anni: chi non si riscrive deve essere depennato».

La Stampa 8 maggio 2008