L'abuso infantile 'marca' i geni

 Ricerche epigenetiche

Se fosse possibile rilevare queste variazioni anche nel DNA delle cellule del sangue, si potrebbe mettere a punto un test

Significative differenze sono state trovate da ricercatori della McGill University nel cervello di persone che si erano suicidate e in quello di persone "normali". In particolare, i ricercatori hanno rilevato che pur in presenza di sequenze genetiche identiche nei due gruppi, i marcatori epigenetici - fattori di interazione con i geni che sono influenzati dall'ambiente - possedevano caratteristiche differenti. Tutti i soggetti che si erano suicidati erano state vittime di abusi da bambini.

"È possibile che i cambiamenti nei marcatori epigenetici siano stati causati dall'esposizione ad abusi sessuali, anche se nell'uomo è difficile stabilire un nesso causale fra prima infanzia e marcatori epigenetici nello stesso modo con cui abbiamo potuto stabilirlo negli animali", ha detto Moshe Szyf, che ha diretto lo studio. "La grande domanda che abbiamo di fronte è se gli scienziati possano rilevare questi cambiamenti nel DNA del sangue, cosa che potrebbe portare a un test diagnostico, e se sia possibile progettare interventi che cancellino queste differenze nei marcatori epigenetici."Lo studio è pubblicato sulla rivista on line ad accesso pubblico PLoS ONE.L'epigenetica è lo studio dei cambiamenti nelle funzioni dei geni che non coinvolgono cambiamenti nella loro sequenza di DNA. Il DNA, ereditato dai genitori, non cambia nel corso della vita ed è identico in ogni cellula del corpo, tuttavia i geni sono marcati da una sorta di "rivestimento", la metilazione del DNA, che in una certa misura è sensibile al proprio ambiente, soprattutto nelle prime fasi della vita. I marcatori epigenetici punteggiano il DNA e programmano l'espressione del gene giusto nel momento e nel punto giusto. I ricercatori hanno esaminato un gruppo di geni che codifica per l'rRNA, un componente fondamentale per la produzione di proteine, ivi comprese quelle essenziali per l'apprendimento, la memoria e la creazione di nuove sinapsi cerebrali, e può influenzare i processi decisionali e altri comportamenti. Questo rRNA, hanno scoperto i ricercatori, può essere regolato a livello epigenetico. In studi predenti condotti sui ratti, i ricercatori della McGill avevano scoperto che il comportamento materno nella prima infanzia ha un profondo effetto sui geni e sul comportamento, che si estende per tutta la vita. Tuttavia questi effetti sull'espressione dei geni e sulla risposta stressoria possono essere invertiti nel corso della vita adulta con trattamenti che si sanno influire sui marcatori genetici. (gg) 

Le Scienze edizione italiana di Scientific American 7 maggio 2008