Tufino, maltrattamenti all'asilo "D'arienzo Prisco": sospesa maestra

Tufino, maltrattamenti all'asilo 'D'arienzo Prisco': sospesa maestra 

VINCENZO ESPOSITO

26 gennaio 2016 

TUFINO – Questa mattina l’ordinanza emessa dal Tribunale di Nola – Ufficio Gip, ed eseguita da parte del Personale del Commissariato di Nola: si tratta di un’interdittiva dall’esercizio delle funzioni, per la durata di 6 mesi, nei confronti di Rosanna Caccavale, insegnante presso la scuola materna “D’arienzo Prisco”.
 
Si tratta di un’attività inerente condotte di maltrattamento di minori, all’interno dell’istituto scolastico. In particolare, alcuni genitori degli alunni frequentanti l’asilo, avevano riferito di uno stato di profondo malessere psicologico dei propri figli,evidenziatosi con mutismi anomali tutte le volte che si faceva riferimento alla vita scolastica, stati di panico immotivati, improvvise ed anomali incontinenze, insonnie notturne.
 
Su tale base, è stata realizzata la videoregistrazione di alcune giornate 'didattiche' della maestra Caccavale, ed servizi di osservazione di ascolto, effettuati da personale del Commissariato di Polizia di Nola attraverso le attrezzature tecniche installate nell'aula, hanno consentito di registrare la sua incredibile condotta “educativa”:insulti, volgarità nel linguaggio, strattoni, mortificazioni, urla, offese ed indifferenza totale ai lunghi pianti provocati da tali azioni, vere proprie percosse vedevano vittime piccoli ed innocenti bambini alla più piccola ed insignificante di quelle che la Caccavale riteneva “mancanze" nei suoi confronti,  ritardi nell'esecuzione dei suoi ordini.
 
Venivano cosi riscontrate le dichiarazioni rese dai due primi genitori confermati peggiori sospetti che essi stessi avevano avuto sulle attività della Caccavale; veniva concretizzandosi anche l'ipotesi, dalle successive indagini, che tale condona non era certo una novità, ma poteva anche farsi risalire ad anni precedenti. Non può non porsi la domanda sui motivi per cui un malinteso senso di omertà, di timore, di quieto vivere, di indifferenza verso gravi traumi provocali da tali condotte nei propri figli, vittime della Caccavale, abbia potuto indurre tanti genitori a mantenere un così lungo silenzio su quanto avveniva in quella classe. Su come tali comportamenti non abbiano mai potuto suscitare un allarme su quanti avrebbero dovuto sorvegliare.