Asilo Orta di Atella: due maestre condannate insegnano ancora

  Note: In questo articolo si scrive che il Provveditorato è ancora in attesa della notifica della sentenza per procedere alla sospensione. Questo non è corretto, in quanto la Circolare del Ministero dell'Istruzione n.72 del 19 dicembre 2006 , indica chiaramente che la sospensione cautelare può essere eseguita sia dal Provveditorato che dal dirigente scolastico, anche in presenza di insegnanti soltanto indagati. Se condannati, poi, la cosa è ancora più imprescindibile. A monte il problema nasce dal fatto che l'interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria che il giudice, quindi, può anche non comminare. Ma la Circolare del Ministero, invece, è chiarissima ed è strano che nessuno la conosca.

 
CONDANNATE IN PRIMO GRADO PER MALTRATTAMENTI AI BAMBINI di una scuola materna le due maestre continuano ad insegnare. Provveditorato ancora in attesa della notifica della sentenza
Una è stata condannata a un anno e 4 mesi l'altra a 10 mesi e 20 giorni. UNO STRALCIO DELLA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE DI RAIDUE "I FATTI VOSTRI" DI CUI SONO STATI OSPITI UNO DEI GENITORI DEI BIMBI PRESUNTAMENTE MALTRATTATI E L'AVVOCATO DELLA PARTE CIVILE, CIOE' DEI GENITORI, ENZO GUIDA ORTA DI ATELLA – E’ giusto formulare un appello di buon senso ai responsabili della cancelleria del tribunale di Aversa-Napoli nord affinchè trasmettano immediatamente, visto che sono già trascorsi più di 15 giorni, la sentenza con la quale, a conclusione di un rito abbreviato, il gup del citato tribunale Finamore ha condannato le due maestre della scuola materna e primaria Giosuè Carducci di Orta di Atella, Caterina Mozzillo, di Succivo e Eugenia D’Aniello di Teverola rispettivamente a un anno e 4 mesi la prima e 10 mesi e 20 giorni di reclusione la seconda.
 
Il provveditorato agli studi di Caserta o ufficio provinciale scolastico che dir si voglia, ha bisogno che questa sentenza sia notificata per poter esercitare il suo potere di decretare o meno la sospensione delle due insegnanti che oggi continuano a stare in classi di scuole materne anche se sono state spostate, una a Sant’Arpino e una a Cesa. D’altronde non può essere sbandierata la ragione di un’attesa del deposito delle motivazioni da parte del giudice, perchè quest’ultimo, dimostrando di aver già compreso l’urgenza della trasmissione degli atti, pronunciò la sentenza depositando contemporaneamente le motivazioni della stessa.
 
La sospensione dovrebbe essere certa, anche perchè altre autorità giurisdizionali, come il tribunale del riesame che scarcerò una delle due insegnanti e come lo stesso gup nelle citate motivazioni depositate hanno comunque messo nero su bianco sia l’inaccettabilità del comportamento delle docenti che pur non essendo, secondo il riesame un elemento decisivo per tenere agli arresti domiciliari una delle indagate, rappresenta un dato di fatto acclarato, che le negligenze pesanti dei dirigenti della scuola Carducci che nulla hanno fatto per evitare che quelle condotte si verificassero. In poche parole il provveditorato agli studi ha in mano degli elementi molto pesanti che sembrano incanalare la decisione verso la sospensione in attesa dei successivi gradi di giudizio.
 
Ma perchè il provveditorato si pronunci occorre la notifica della sentenza e onestamente la cancelleria del tribunale di Aversa Napoli nord, che comunque sappiamo soffrire di problemi organizzativi e strutturali ben noti, non sta dimostrando grande solerzia, preoccupando non poco i genitori dei bambini di Sant’Arpino e di Cesa che oggi sono affidati alle cure di due maestre condannate in primo grado per maltrattamenti.
Fonte casertace.net 5 novembre 2015