Botte all'asilo: giusto mostrare i filmati, ma qualcuno non è d'accordo

«Sconsiderato diffondere quei filmati» Lettera del presidente dell’Ordine degli avvocati alle autorità giudiziarie: accuse a Procura e carabinieri per i video

di Roberta Lerici

E così il presidente dell’Ordine degli avvocati di Pisa, Alberto Marchesi,  si è arrabbiato perchè i filmati dei carabinieri diffusi dai media hanno reso riconoscibile l'asilo teatro delle violenze, la persona autrice delle violenze (la maestra Sonia Ori) e anche se i bambini sono stati pixelati, non era difficile identificare loro e le loro famiglie (ma solo per chi vive a Pisa e conosce chi era iscritto all'asilo, mi pare). Secondo il presidente dell'Ordine, si è agito con «troppa leggerezza» mettendo a disposizione della stampa i video dei maltrattamenti e dunque si è permesso ai giornalisti di «inseguire la notizia», per poi costruire la «consueta gogna mediatica» trasformando l’inchiesta in uno «spettacolo» che per «l’ennesima volta» ha «declassato il processo penale» rendendolo un «inutile e burocratico orpello».  

 La «sovraesposizione mediatica» avrà «un impatto devastante sulle vite delle persone coinvolte. Anche pubblicare la foto della Ori è stato un errore, perché si nega alla difesa il diritto alla presunzione di innocenza. Dunque, se per il presidente  l'Impatto devastante; si avrebbe per la sovraesposizione mediatica, quali saranno, secondo lui,  per i bambini, le conseguenze  delle violenze subite? E se l'uso delle telecamere ha permesso di interrompere le violenze su dei bambini innocenti, e di cogliere la Ori in flagranza di reato, come mai il presidente si preoccupa della presunzione di innocenza?

In un asilo nido, quanto bambini sarebbero stati in grado di fornire i dettagli di quanto succedeva? E quanti di loro sarebbero stati creduti senza il supporto delle immagini? Ancora una volta qualcuno si preoccupa della reputazione e del lavoro degli adulti senza curarsi delle violenze subite dai bambini. Come mai si grida per la violazione della Carta di Treviso, ma non ci si dispera perchè i bambini vengono picchiati? Forse i bambini dovrebbero essere picchiati negli asili senza che la stampa lo venga a sapere, in modo da rendere  più facile il compito dei difensore delle maestre violente? In diversi processi in cui i filmati inchiodano gli insegnanti, la tesi degli avvocati è che 'le immagini sono state interpretate male'; quelli non erano schiaffi, ma buffetti a scopo educativo; 'non è violenza, ma un intervento atto ad educare', eccetera, eccetera.

Queste tesi, però non reggono, e non reggerebbero neppure se le immagini non fossero diffuse dai media. E quanta inutile paura per il processo mediatico. Ormai, scrive Marchesi, quello destinato a prevalere non sarà più il «libero convincimento del giudice ma l’occhio elettronico». E non è accettabile che, «nel nome di una supposta esigenza di modernità connessa all’utilizzo delle nuove tecnologie, si debba abbandonare il patrimonio di legalità faticosamente acquisito, per tornare ad una concezione emozionale, rozza e violenta del sapere giuridico in un processo parallelo da celebrare in tempo reale».

Bè, invece di rallegrarsi del fatto che con delle prove certe i processi saranno più veloci e la giustizia non potrà più prendere abbagli, bisognerebbe tornare indietro, a quando la maggior parte dei processi per maltrattamenti negli asili veniva archiviata per mancanza di prove certe? Riguardo, poi,  alla "concezione emozionale rozza e violenta del sapere giuridico", mi piacerebbe  che tutti, e Marchesi stesso, si battessero perchè negli asili italiani non insegnassero più persone che hanno una concezione rozza e violenta del lavoro con i bambini.

Fonte delle dichiarazioni tratte dalla lettera del presidente dell'Ordine degli avvocati di Pisa:http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2016/02/19/news/botte-all-asilo-sconsiderato-diffondere-quei-filmati-1.12984991