Coperchia, violenza sessuale all’asilo: in caso di condanna risarcirà il ministero

 

Sarà il ministero della pubblica istruzione a dover risarcire, in caso di condanna, i familiari dei bambini della scuola d’infanzia di Coperchia, presunte vittime di un giro di pedofilia messo in atto da sei persone tra bidelli e personale amministrativo in servizio all’asilo finito nel 2010 nell’occhio del ciclone. La chiamata in causa dell’ente, in qualità di responsabile civile, è stata avanzata ieri ed è stata accolta dal Gup del tribunale di Salerno Donatella Mancini davanti al quale si è aperta l’udienza preliminare. Si sono costituiti parte civile anche i genitori dei sei bambini presunte vittime degli abusi. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 25 febbraio.

 

Rischiano il processo i due bidelli della materna A.A.46 anni, finito in manette ma scarcerato dopo soli 19 giorni dal Riesame e A.G. assistiti dagli avvocati Michele Sarno e Domenico Fasano; i due addetti alle pulizie L. D. e A.R. difesi dagli avvocati Gerardo Di Filippo e Roberto Lanzi; l’impiegato amministrativo P.A. e l’insegnante C.E. difesa dall’avvocato Raffaele Di Palo. Tutti, ad esclusione della maestra, sono accusati di violenza sessuale di gruppo e di pedopornografia  per aver costretto i bambini, della tenerissima età, a subire vere e proprie violenze confermate dai piccoli nel corso dell’incidente probatorio quando i minori ricostruirono l’inferno degli abusi. Gli stupri si sarebbero consumati nella stanza dei giochi o nel bagno dove i piccoli sarebbero stati sottoposti a violenze sessuali anali ed orali Diversa la posizione della maestra accusata di avere omesso il controllo sugli allievi a lei affidati accompagnandoli in altre aule e lasciandoli senza vigilanza permettendo così il consumarsi delle violenze ai loro danni.

Giovedì 28 Gennaio 2016, 21:23 
  
 Abusi e violenze sessuali all'asilo: dopo sei anni al via l'udienza preliminare
 
Scritto da Tommaso D'Angelo, 15 gennaio 2016
Dopo sei anni arriva la richiesta di rinvio a giudizio per i sei indagati coinvolti nella delicata e triste vicenda di abusi e violenze sessuali nei confronti dei bimbi dell’asilo di Coperchia.  Rischiano di finire a processo, su richiesta di Maria Cristina Giusti, due bidelli della materna A.A., arrestato ma scarcerato dopo soli 19 giorni dal Riesame, e A.L., ai due addetti alle pulizie L. D. e A.R., all’impiegato amministrativo P.A. e all’insegnante C.F. L’udienza preliminare sarà celebrata davanti al Gup del Tribunale di Salerno Donatella Mancini. La vicenda, dopo gli appelli dei genitori dei bambini coinvolti e le critiche nei confronti degli inquirenti per la lentezza delle indagini. Riavvolgendo il nastro  la raccapricciante vicenda si sviluppa in una scuola materna della frazione Coperchia di Pellezzanio tra il 2008 e fino al dicembre del 2009. L’incheista, condotta dal pubblico ministero Maria Cristina Giusti, vede coinvolte sei persone accusate di abusi e violenza sessuale nei confronti di 17 minori. Agli indagati viene contestato anche il reato di pedopornografia. In particolare, pare, che gli indagati usassero violenza nei confronti dei bambini costringegoli a subire e a compiere atti sessuali contro la loro volontà, anche con l’uso di giocattoli sessuali e simulando giochi apparentemente innocui ma consistenti in atti sessuali. Inoltre, secondo l’accusa, sembra che gli indagati minaccciassero i minori di fare del male ai loro genitori nel caso in cui avessero raccontato agli stessi quanto avveniva alla scuola. Tra l’altro, sembra pure che gli indagati partecipassero alla realizzazione ed al commercio di filmettini e fotografie pedopornografiche realizzati proprio con molti dei bambini abusati e ciò al fine della diffusione e della divulgazione.
 
 Da rilevare che una delle vittime di queste particolari attenzione da tempo è impegnato in sedute terapeutiche presso uno psicologo per recuperare l’utilizzo della parole. Il piccolo balbetta e non riesce ad esprimersi al meglio. La terapia seguita ha fatto registrare piccoli progressi ma il percorso sarà lungo ed il ragazzino, e la sua famiglia, difficilmente dimenticheranno quanto accaduti in quei mesi laddove dovrebbero insegnare educazione ed aiutare i piccoli a relazionarsi con il prossimo.  A giugno l’avviso di chiusura indagini. Dopo sei lunghi e tormentati anni, tra polemiche ed illazione, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio con la fissazione dell’udienza preliminare. Il primo round è fissato per il 28 gennaio.  Gli imputati, tranne la maestra, sono accusati di violenza sessuale di gruppo e di pedopornografia.FONTE