Cassazione, omessa vigilanza scuola: Ministero risarcirà alunna violentata da operaio

Mercoledì 29 Maggio 2013 ROMA - Spetta al ministero dell'Istruzione risarcire una bambina che ha subito violenza sessuale all'interno di una scuola, perchè l'amministrazione avrebbe dovuto prestare adeguata vigilanza all'interno dell'istituto. Lo sottolinea la Cassazione trattando, in giudizio civile, il caso di una ragazzina di Tivoli, che all'epoca dei fatti frequentava la seconda elementare, violentata a scuola da un operaio che faceva lavori di manutenzione. Il ministero dell'Istruzione, condannato nel giudizio di merito, aveva chiamato alla corresponsabilità anche il Comune, ma la suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ricadono, infatti, sotto la responsabilità del ministero dell'Istruzione i «danni di qualsiasi genere» subiti dagli alunni «durante il tempo in cui dovrebbero essere sorvegliati dal personale della scuola». E quanto più piccoli sono gli alunni «crescente deve essere la vigilanza». La corte di merito, scrive la Cassazione, correttamente ha ravvisato una «responsabilità» contrattuale del ministero essendo l'azione di risarcimento danni da parte dei genitori della piccola fondata «sull'inadempimento dell'obbligo di vigilanza, contrattualmente gravante». Come accertato dal processo penale (i fatti si sono svolti 15 anni fa), l'operaio, incaricato dal Comune di Tivoli di lavori di manutenzione della scuola elementare, era entrato nel bagno delle bambine (che erano senza chiavi, per ragioni di sicurezza) e «l'assenza di sorveglianza ha agevolato l'azione criminosa, contribuendo al verificarsi dell'evento». E, aggiunge la Cassazione, «se è vero che rientra nell'ambito dei comportamenti patologici il caso di adulti che abusino sessualmente di minori, è altrettanto vero che la mancata organizzazione della sorveglianza nei pressi dei bagni, che avrebbe dovuto essere predisposta più accuratamente per la presenza autorizzata di estranei nell'edificio, ha contribuito al verificarsi dell'evento».

29 maggio 2013 fonte:  http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/tivoli_violenza_operaio_stato/notizie/285420.shtml