Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

 

Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva
don Lucio Gatti ( foto archivio Troccoli)

 AGGIORNAMENTO DEL il 9 gennaio del 2014

Ha patteggiato,oggi, 9 gennaio, due anni di reclusione (pena sospesa) don Lucio Gatti, il parroco accusato di molestie sessuali ai danni di alcuni suoi giovani ospiti da poco usciti dal carcere o in difficoltà.

Rinviato al 12 dicembre l'incidente probatorio con le testimonianze delle presunte vittime Abusi sessuali, nelle comunità di don Lucio Gatti qualcuno sapeva

 di Francesca Marruco

26 novembre 2012

Avrebbero dovuto raccontare tutto di nuovo. Superando paura e imbarazzo. Avrebbero dovuto testimoniare davanti al giudice, al pubblico ministero e ai difensori delle persone che accusano. Qualcuno di loro è arrivato dal Belgio per venire a ripetere al gip Lidia Brutti cosa sostiene di aver subito dall’ex sacerdote Lucio Gatti, indagato per violenza sessuale e abuso di mezzi di correzione, nelle comunità della Caritas da lui gestite.

Invece per una questione tecnica, è stato tutto rinviato al 12 dicembre prossimo.

Un milione di euro Il momento del confronto dunque è rimandato. Sono in cinque ad accusare Don Lucio Gatti di averli molestati sessualmente. Sono in cinque ad averlo denunciato anche se, a sentir loro, molti altri ragazzi, che hanno avuto la stessa esperienza, non lo raccontano. Prima di entrare nel vivo dell’incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero titolare dell’indagine Massimo Casucci, gli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi hanno chiesto la costituzione di parte civile, anticipando la richiesta risarcitoria di un milione di euro.

Le opposizioni Alla richiesta sono arrivate le opposizioni del pm e dei legali degli indagati: l’ex sacerdote è difeso dall’avvocato Nicola di Mario mentre il suo collaboratore dall’avvocato Alessia Riommi. Il gip ha rigettato la richiesta, che verrà sicuramente reiterata dagli avvocati di due ragazzi, persone offese, durante un eventuale dibattimento. Gli atti d’indagine Il rinvio è stato disposto per dare la possibilità a tutte le parti di prendere copia degli atti che il pubblico ministero ha depositato perché precedentemente il giudice aveva autorizzato la copia solo di alcuni atti.Oltre alle cinque denunce, c’è una meticolosa attività d’indagine del magistrato che, al di là delle querele, ha disposto numerosi accertamenti per verificare cosa accadeva veramente nelle comunità un tempo gestite dal sacerdote.

Sapevano E dall’attività della procura emerge che, oltre ai cinque ragazzi che hanno sporto denuncia, altre persone sapevano almeno delle tendenze omosessuali dell’ex capo della Caritas. Tendenze che avevano suscitato perplessità nei collaboratori di don Gatti. Alcuni collaboratori del sacerdote infatti avevano stabilito di vigilare affinché lui non dormisse più con gli ospiti, anche minorenni, delle comunità che gestiva. Uno di questi collaboratori, dopo aver appurato che don Gatti continuava a dormire insieme ai ragazzi, aveva abbandonato le comunità.

Accuse e difese Don Gatti, interrogato in procura aveva respinto ogni addebito, dicendo che molto spesso erano i suoi ospiti a chiedergli di dormire con lui. Ma i cinque che lo hanno denunciato e che il 12 dicembre prossimo racconteranno tutto di nuovo davanti al giudice, parlano di storie diverse: palpeggiamenti e carezze in parti intime. Un ragazzo racconta che don Lucio gli mise un mano sul pube mentre lo portava in comunità in automobile. Lo stesso ragazzo la mattina dopo ha chiesto di tornare in carcere e ha sporto denuncia.

 http://www.umbria24.it/abusi-sessuali-nelle-comunita-di-don-lucio-gatti-qualcuno-sapeva/132389.html

 

11 maggio 2012

Abusi sessuali, Don Lucio Gatti contrattacca: «Erano loro a chiedermi di dormire insieme. Nessuna molestia sessuale»

di Francesca Marruco «Erano loro che mi chiedevano baci, abbracci e carezze. Erano loro che mi chiedevano di dormire insieme. E io acconsentivo. Ma mai con nessuno di loro è accaduto qualcosa con caratteristiche anche lontanamente sessuali. Mai nessuno di loro è stato spinto a fare qualcosa da me contro la loro volontà». Don Lucio Gatti risponde così alle quattro denunce, non due come era già emerso precedentemente, che gli sono state mosse da altrettanti ex ospiti delle comunità Caritas che gestiva. Nessuna molestia Nessuna molestia sessuale dunque.

Figurarsi un abuso come raccontò un ragazzo di colore alla trasmissione televisiva Le Iene. Quel ragazzo disse che Don Lucio lo costrinse ad avere un rapporto anale con lui. Il prete, ora sospeso dal sacerdozio per cinque anni dalla Curia vescovile di Perugia, nega che quell’evento «si sia mai storicamente verificato».

Così come anche quello relativo alla denuncia di un uomo che dal carcere doveva essere trasferito in comunità che ha raccontato di essere stato molestato dal sacerdote. Solo gesti d’affetto richiesti Diverse versioni invece per altri due episodi. Un ragazzo ospite nella sua comunità di recupero per tossicodipendenti ha denunciato che una sera si ritrovò a dormire nello stesso letto di don Lucio perché il sacerdote lo aveva portato in casa sua per eseguire dei lavoretti di manutenzione.

Lì il prete, secondo il racconto del ragazzo, avrebbe cercato un approccio sessuale con lui, e al suo rifiuto si sarebbe masturbato nel letto a fianco a lui. Ora don Lucio dice che erano i ragazzi con cui aveva un «rapporto anche molto forte dal punto di vista fisico» a chiedergli di poter dormire insieme. A chiedergli di poter essere abbracciati da lui. Ma in quel letto lui nega di aver mai fatto qualche gesto sessuale. Avrebbe solo risposto ad una domanda di affetto anche fisico dei ragazzi.

La difesa Don Lucio è arrivato in procura a Perugia alle 16 meno qualche minuto accompagnato dal suo avvocato Nicola Di Mario. Ad attenderlo c’era qualche fotografo e un paio di telecamere. Lui ha sorriso. E si è infilato negli uffici in cui lo aspettava il pubblico ministero Massimo Casucci. All’uscita ha optato per una porta secondaria. Per non incappare in pericoli. In quattro ore di domande, il sacerdote, «ha risposto in maniera puntuale contestando una per una tutte le accuse che gli sono state fatte. Ma era indignato per queste». Il legale ha tenuto a sottolineare la «sensibilità della procura perugina per come ha trattato l’indagine e a chiarire che il comportamento del mio cliente mai ha compromesso la libertà personale nella sfera della loro autodeterminazione sessuale dei denuncianti».

Sospeso per comportamenti inopportuni Allora perché cinque anni di sospensione da sacerdozio? E’ presto detto, e secondo Don Lucio e il suo difensore la spiegazione è questa: pur non essendoci stato alcun episodio a sfondo sessuale tra il sacerdote e i denuncianti, c’erano comportamenti quali baci, abbracci, carezze e il dormire insieme che per la Chiesa risultano gravemente immorali un inopportuni se a metterli in pratica è un sacerdote, quindi sufficienti a determinare una sospensione.

Fascicolo unico e proroga delle indagini «Evidentemente devo cambiare il mio modo di approcciarmi alle persone. Ho sempre visto qualcosa di affettuoso e amorevole in quei gesti ma mai niente di sessuale», avrebbe detto ancora il sacerdote. Intanto la procura ha riunificato i quattro fascicoli, figli di quattro diverse denunce, e ha fatto richiesta per una proroga delle indagini al giudice per le indagini preliminari.

http://www.umbria24.it/abusi-sessuali-lucio-gatti-contrattacca-%C2%ABera...