CASE FAMIGLIA, GARANTE INFANZIA LAZIO:" CONTRIBUTO A FAMIGLIE INDIGENTI COSTEREBBE LA META'"

 

Note di Roberta Lerici

Pubblico le dichiarazioni del Garante per l'Infanzia del Lazio, dott.Francesco Alvaro, rilasciate alla giornalista Annarita Carbone autrice dell'inchiesta sulle case famiglia per minori del Lazio pubblicata  il 13 novembre 2012 su il Tempo.

"... Secondo i dati forniti da Francesco Alvaro, Garante per l'Infanzia del Lazio che annualmente stila un report sui minori in casa famiglia, sarebbero oltre 1600 i minori ospitati nelle strutture di Roma e provincia, oltre il 70% italiani.

Il 36% di questi bambini, prima di essere collocato in istituto, viveva con la famiglia naturale. Il 24% con la sola madre e il 10% con il solo padre o altri parenti. Varia è la tipologia di bambini ospitati. Da quelli che presentano gravi problemi psichici, a quelli con disabilità fisica. Dagli orfani agli adolescenti sottoposti a misure penali alternative, fino ad arrivare ai figli di persone indigenti. «Purtroppo sono molti i bambini che finiscono in comunità per situazioni di indigenza della famiglia di origine, spiega Alvaro. Questi bambini costano moltissimo alla comunità.Parliamo di oltre 2.500 euro a bambino al mese. Basterebbe dare ai genitori mille euro e questi riuscirebbero a far crescere dignitosamente i figli». «Nei piccoli Comuni, continua Alvaro, dover pagare le rette della casa famiglia anche solo per 3 o 4 bambini, può portare al dissesto finanziario».

Negli ultimi 10 anni è cresciuto del 30 per cento anche il numero dei bambini sottratti ai genitori naturali. «Se una coppia ha problemi di conflittualità, afferma Alvaro, è inutile mandare il ragazzino in istituto, spendendo molto denaro inutilmente.Meglio sarebbe attivare dei servizi per inserire all'interno della famiglia figure professionali specializzate a costi infinitamente inferiori alle rette di istituto. Per non parlare del fatto che i ritardi della magistratura e degli assistenti sociali sono scandalosi, per cui spesso, il bambino resta in casa famiglia per anni, si allontana dalla famiglia e intanto lo Stato paga». Talvolta però, pagano anche i genitori. Se il bambino è collocato in casa famiglia per conflittualità, saranno gli stessi genitori (al 50%) a pagare la retta mensile del figlio. La conseguenza è che questi genitori subiscono, oltre al danno di vedersi strappare i figli anche la beffa di dover pagare migliaia di euro agli istituti.  Annarita Carbone 13/11/2012

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 13/11/2012 Il Tempo