Bimbo Conteso, "Salute Donna": lettera agli organi competenti su ruolo CTU

 

Pubblichiamo la lettera inviata dall'associazione Salute Donna agli organi competenti dopo la visione della puntata di Porta a Porta del 16 ottobre 2012 da cui è emerso che le operazioni di prelevamento a scuola del bambino di Cittadella sarebbero state dirette dal consulente tecnico d'ufficio (CTU), il quale ha anche partecipato fisicamente al prelevamento.(leggi intero articolo qui )

Associazione Salute Donna

a

Ordine dei medici

Federazione Nazionale

Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi

Procura della Repubblica presso il Tribunale di (…)

Oggetto: il bambino conteso di (…), notizie apprese nella trasmissione Porta a Porta del 16 ottobre 2012 Questa associazione impegnata nella difesa della salute e dei diritti delle donne e dei loro figli minori ha appreso – durante la trasmissione “Porta a porta” del 16 ottobre 2012 – direttamente dal dott. Maurizio Masciopinto, direttore relazioni esterne del dipartimento Pubblica Sicurezza, che dice che il “deus ex machina dell’operazione di prelevamento del bambino (…)”, durante l’orario scolastico, era stato il consulente tecnico di ufficio, dott. (…).

Tale ruolo si è anche appreso non era stato affidato al consulente tecnico dalla Corte di Appello di (…). Infatti la dottoressa Matone, nel suo intervento in trasmissione, leggendo il decreto, specificava che le modalità del prelevamento del bambino erano state affidate al padre, con facoltà di rivolgersi in modo discreto all’aiuto dei servizi sociali e della forza pubblica.

L’onorevole Mussolini correttamente ha fatto rilevare che un CTU in quel caso aveva assunto la veste impropria di consulente di parte venendo meno al suo ruolo super partes, affidatogli dal tribunale all’atto dell’incarico di consulenza.

Essendo di estrema gravità quanto appreso, chiediamo all’ordine in cui è iscritto il dott. (…), (ordine dei medici o degli psicologi) di intervenire sulla vicenda, chiarendo se il doppio ruolo di consulente di ufficio e di consulente al servizio di una parte (quella paterna) sia compatibile con la correttezza della professione medico/psicologica, ammessa dal codice deontologico e, in caso contrario, di prendere i provvedimenti conseguenti ed adeguati agli eventi descritti pubblicamente che hanno avuto tra l’altro la massima risonanza ed impatto sull’opinione pubblica.

Chiediamo poi alla procura di (…) di acquisire la registrazione della trasmissione di “Porta a Porta” onde stabilire, dalle notizie emerse, eventuali condotte penalmente rilevanti a carico del dott. (…) relativamente alla sua presenza accanto al padre del minore nella “operazione di prelevamento del piccolo (…)”.

Chiediamo inoltre alla Procura, alla luce del “vincolo professionale” con il padre del bambino manifestato dal CTU nelle operazioni di prelevamento, di accertare se quel vincolo fosse già presente all’atto dell’espletamento della relazione tecnica di ufficio, impedendo in questo caso al CTU l’assunzione di un agire professionale libero ed imparziale, necessario a garantire entrambe le parti nella dialettica processuale. Napoli 17.10.2012