BIMBO CONTESO CITTADELLA: SOSPENDERE TERAPIA PER MALATTIA INESISTENTE

COMUNICATO Roberta Lerici-Presidente Associazione Bambini Coraggiosi In relazione al caso del bimbo di Cittadella a cui è stata diagnosticata una sindrome risultata inesistente per la comunità scientifica, si sottolinea come il permanere nella struttura per minori in cui il bimbo è rinchiuso già da una settimana, potrebbe avere conseguenze devastanti.

Dal tipo di provvedimento adottato, (allontanamento dalla madre) si evince che si stiano seguendo i dettami di Richard Gardner (colui che ha ritenuto di scoprire la Sindrome da Alienazione Parentale) il quale prescriveva come cura della presunta grave patologia psichiatrica l'utilizzo di strutture protette in cui "deprogrammare" i bambini che rifiutavano uno dei due genitori, allontanandoli e tenendoli a lungo separati da quello con cui avevano il rapporto affettivo più forte.

Testualmente Gardner scriveva: "La psicoterapia con i figli deve adottare principi simili a quelli della deprogrammazione (deprogramming) attuata con i prigionieri che sono stati indottrinati dalla propaganda nemica, subendo il lavaggio del cervello, al punto di arrivare a manifestare una pubblica avversione verso il loro paese d’origine. Lo psicoterapeuta deve imparare a non prendere troppo sul serio le lamentele dei figli e capire che non deve consentire loro di poter decidere di respingere il genitore alienato. "

Considerando che il consulente tecnico dott. De Nicola ha più volte usato il termine "resettare", parlando degli affetti del bimbo, e che a nessuno è stato più consentito vedere il piccolo dopo la visita dell'on.Mussolini alla comunità, sono molte le associazioni che si occupano di tutela di minori a domandarsi se si stia proseguendo sulla pericolosa strada indicata da Gardner. Ulteriore allarme crea la ventilata ipotesi di un cambio di scuola, in quanto simili soluzioni appartengono sempre al Gardner-pensiero. E che dire della inquietante dichiarazione del consulente riguardo gli oggetti appartenenti al passato del bimbo di Cittadella che lui non dovrebbe ricevere in quanto -Ora è sereno, ma basta che anche un oggetto simbolico arrivi al bimbo perché torni indietro?-. Nella stessa intervista a Repubblica lo psichiatra afferma:"Ora la Corte ha previsto un anno in istituto, ma io spero che i tecnici possano far tornare il bimbo al più presto a casa dal papà, cominciando a recuperare anche il rapporto con la mamma" .

Anche in questo caso c'è il richiamo a Gardner , in quanto nella realtà per il bambino "tornare a casa" significa tornare dalla mamma con cui ha sempre vissuto, mentre il rapporto da recuperare è quello con il padre con cui il bambino rifiutava di restare da solo. Non vorremmo che tra le pratiche consigliate da Gardner, il piccolo dovesse subire anche la "terapia della minaccia" che consiste nel terrorizzare i bambini con ammonimenti del tipo, "se non sarai bravo con tuo padre, tu la mamma non la rivedrai più". Avendo personalmente constatato che tipo di conseguenze hanno sui bambini queste pratiche, mi appello al buonsenso di tutte le figure professionali e istituzionali che hanno titolo per occuparsi del caso, affinchè si evitino danni ulteriori e traumi ad un bambino già così fortemente provato dal disumano prelevamento a scuola.