PORTA A PORTA, APPELLO PER IL BIMBO CONTESO: DEVE TORNARE NELLA SUA SCUOLA

 

LA TERRIBILE VICENDA DEL BIMBO DI CITTADELLA PRELEVATO A SCUOLA DALLA POLIZIA

Di Roberta Lerici

Difficile inserire a Porta a Porta un tema così complesso e poco conosciuto come la PAS,  e anche se gli ospiti di stasera,  a parte un paio, erano tutti qualificati, posso dire che si sia persa una grande occasione. Ovvero spiegare l'origine dei tanti provvedimenti che ogni anno sottraggono i figli ai separati, alle coppie conflittuali, o a chi denuncia il coniuge per abusi sui figli. 

Infatti è la PAS il vero problema,l'origine del male e del danno ai bambini. E di fronte allo stupore mostrato un po' da tutti nell'apprendere che il piccolo Leonardo non ha ancora mai visto la mamma ma in comunità vede tutti i giorni il padre, si sarebbe dovuto consentire ai due esperti presenti(Foti e Coffari) di spiegare che queste sono le indicazioni dettate da Gardner in presenza di bambini, a suo avviso, affetti dalla presunta Sindrome da alienazione Parentale.

Infatti la terapia consigliata da Gardner per "curare" i bambini "malati" è proprio quella che sta subendo Leonardo. Gardner dice che il bambino alienato deve essere sottratto al genitore con cui ha il legame più forte, che deve cambiare scuola, amici, sport, tutto. Non deve avere neppure un oggetto che gli ricordi la sua vita precedente,altrimenti, come dichiara anche il consulente De Nicola, "può avere una regressione" (ovvero ricominciare a soffrire per la perdita della mamma). Il cervello di questo bambino deve essere "deprogrammato" e poi "riprogrammato". (De Nicola usa il termina "resettato"). La famosa "terapia della minaccia" di Gardner, consiste nel minacciare il bambino con frasi del tipo:"Se non fai quello che ti diciamo noi, tu la mamma (o più raramente il papà) non lo vedi più", fino ad azzerarne le difese. Nella maggior parte dei casi, questi bambini restano in comunità molti mesi, anche più di un anno, poi vanno a vivere con il genitore che rifiutavano e se si ostinano a rifiutarlo ancora possono essere affidati a un parente vicino al genitore rifiutato.

Nel periodo in cui il bambino deve essere "riprogrammato" conosco casi in cui se il rifiuto nei confronti del genitore persiste, il bambino viene obbligato con la forza ad incontrare il genitore rifiutato.Non c'è dolcezza, nè compassione per questi bambini, solo violenza psicologica che persiste sino a piegare qualsiasi resistenza.

Alla madre resta di solito un colloquio ogni 15 giorni alla presenza di uno psicologo , in modo che non possa in alcun modo dire frasi "sbagliate" al bambino. Di eventuali cambiamenti si riparlerà verso i 16 anni, quando saranno in grado di uscire e spostarsi da soli. Ma allora, il rapporto con il genitore più amato potrebbe non aver resistito al dolore e al trauma subito.

Ci sono bambini che non riescono a perdonare la mamma di non averli saputi difendere da padri violenti o abusanti. Sono bambini che hanno spiegato, urlato, il perchè del loro rifiuto senza essere mai ascoltati nè creduti. Persino in incidente probatorio ci sono bambini piccolissimi che hanno descritto nei minimi particolari gli abusi subiti. Ma all'avvocato basterà calare il suo asso, la PAS, e il processo per abusi intrafamiliari terminerà con una assoluzione: "il  bambino non ha vissuto realmente ciò che ha raccontato, gli abusi sono un'invenzione, frutto del condizionamento operato dalla madre". E spesso i giudici ci credono.

Parlo quasi esclusivamente delle madri, in quanto Gardner sosteneva che principalmente le madri fossero in grado di condizionare i figli fino a renderli incapaci di intendere e di volere.Dunque la PAS , il formidabile strumento nelle mani degli avvocati alle prese con clienti accusati di abusi e violenze sui figli, non è stata inclusa nel DSM-5, ovvero il manuale che gli psichiatri americani redigono periodicamente per elencare tutte le malattie mentali ufficialmente riconosciute. D'ora in poi, per giustificare l'allontanamento di un bambino dalla mamma o favorire l'assoluzione di un imputato accusato di abusi sui figli , si dovrà faticare molto di più e questo creerà diversi problemi a coloro che avevano trovato in questa "sindrome" la possibilità di mietere successi a ripetizione nelle aule dei tribunali. Si tornerà ad ascoltare i bambini? Si smetterà di sottrarli alle famiglie senza motivo? Si riuscirà a vietare per legge l'uso della forza pubblica? Si comincerà a considerare la scuola non come un luogo neutro rispetto alla casa, ma come un luogo sacro per i bambini? Leonardo non lo sa, ma lui con il suo coraggio, può cambiare il mondo....

Per concludere, il  mio plauso va a Crepet che stasera ha quasi gridato che la polizia non deve mai avere a che fare con i bambini, e ad Alessandra Mussolini che è riuscita a parlare di Leonardo in modo chiaro e appassionato.Avremmo voluto ascoltare di più l'avvocato Coffari e il dottor Claudio Foti,esperti di PAS, ma spero ci saranno altre occasioni.

Un grazie a Bruno Vespa per aver chiuso la trasmissione con un appello affinchè Leonardo resti nella sua scuola, anche se il padre, a cui spetta la decisione in  accordo con il dirigente della comunità, non credo lo raccoglierà.

AUTORE ROBERTA LERICI-WWW.BAMBINICORAGGIOSI.COM 16 OTTOBRE 2012