Pedofilia: arrestato un lusernese e condannato ex dirigente calcio giovanile a Empoli

di Roberta Lerici 

Dario Quaglia e Carmine Quagliarello, vivono a chilometri di distanza ma sono uniti dalla stessa insana passione, oltre che da un cognome simile. Sono le storie di oggi, ma forse, fra qualche ora ne avremo altre. Siccome tutti i partiti promettono di modificare la legge in modo che, per i reati più gravi come la pedofilia, si possa procedere all'arresto sin dal primo grado di giudizio, vorrei sottolineare che per il caso di Dario Quaglia siamo in presenza di un uomo già oggetto di un procedimento per reati analoghi ma lasciato a piede libero. E' vero che non si era arrivati ancora alla condanna, ma per questo tipo di reati si dovrebbe pensare anche al pericolo della reiterazione del reato.

Lunedì scorso, interrogato dal giudice, ha negato tutto

A suo carico già un procedimento penale per reati anologhiHa negato tutto, sostenendo che il ragazzo si era inventato ogni cosa. Questa in estrema sintesi la conclusione dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto lunedì mattina in Tribunale a Pinerolo davanti al giudice Alberto Giannone, che ha convalidato l'arresto. Intanto, almeno fino a quando il giudice non si pronuncerà sulla richiesta di arresti domiciliari, Dario Quaglia resta alla Felicina di Saluzzo.

E il suo legale, Giulia Duò, fa sapere: «Il giudice si è riservato di decidere (per questo ha tempo 5 giorni, ndr): per ora non rilascio dichiarazioni». Quaglia, 45enne residente a Luserna S.G. (dove è noto come organizzatore di sedicenti lotterie e tornei sportivi), sabato 19 è stato arrestato dagli uomini del maresciallo Raia in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal procuratore Giuseppe Amato e dal suo sostituto, Vito Destito. A farlo finire in manette la denuncia di un giovanissimo che il presunto pedofilo avrebbe tentato di indurre alla prostituzione, offrendogli denaro in cambio di (inequivocabili) favori sessuali. Accuse, quelle di violenza sessuale su minori, non nuove per Quaglia che nel marzo 2007, per analoghe contestazioni (e perfino con analoghe modalità di adescamento), era stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Gip Marco Battiglia. Una misura poi revocata in attesa dell'udienza preliminare, fissata al 27 marzo davanti al giudice Luca Del Colle e poi rinviata, su richiesta del difensore che aveva optato per il rito abbreviato. Nel frattempo, per Quaglia, nuovi guai che potrebbero farsi davvero seri, tenendo conto che ora c'è pure il rischio di recidiva. L'episodio che l'ha portato in carcere risale proprio al 26 marzo (manco a dirlo, il giorno prima del processo che doveva celebrarsi a suo carico). Con un piccolo prologo datato 21 marzo. Quel giorno, stando a quanto denunciato ai Carabineri, Quaglia avvicina il sedicenne davanti alla Stazione ferroviaria di Pinerolo. Si qualifica come "Dario" e gli chiede se fosse interessato ad un lavoro di volantinaggio in vista delle imminenti elezioni politiche. Pattuito il compenso (25 euro al giorno), scambiati i cellulari e fissato l'appuntamento: cinque giorni più tardi davanti al bar Sport di Bibiana. Il ragazzo si presenta, ma non da solo. Ad accompagnarlo c'è la fidanzata. Un imprevisto che suscita l'ira di "Dario" e che manda a monte l'incontro. "Dario" però non demorde e se prima lo insulta («terrone di merda, ti avevo detto di venire da solo») poi lo cerca (ripetutamente) al telefono. Il pomeriggio stesso si incontrano di nuovo e questa volta le avances sessuali si fanno esplicite. E pure il compenso viene precisato: 1.200 euro per soggiacere alle sue voglie. Tutto questo è emerso dal racconto del ragazzo che di quelle profferte, e dei relativi compensi, non vuole sentire neppure parlare. È spaventato, anche perché avrebbe ricevuto sul cellulare minacce anonime (del tipo «ti spacco le gambe»), ma comunque, anche spalleggiato dalla famiglia,  riesce  a prendere una decisione coraggiosa: rivolgersi ai Carabineri di Luserna. Quegli stessi che sabato scorso hanno arrestato, in casa sua, il presunto pedofilo.

 

Empoli, ex-diriginte di squadre di calcio giovanili condannato per pedofilia  

Empoli - Possedeva immagini pedopornografiche e molestava ragazzine con sms. Per tali motivi un ex dirigente di squadre di calcio giovanili dell’empolese, Carmine Quagliarello, 55 anni, è stato condannato a tre anni. L’uomo era in possesso di una cinquantina di foto ritraenti adolescenti e bambini in rapporti sessuali. Inoltre in cambio di foto osé prometteva ricariche telefoniche a ragazzine tramite sms. In pochi mesi ne avrebbe inviati 12 mila.

AGGIORNAMENTO 8 OTTOBRE 2009:

Con sentenza del 1 ottobre 2009 la Corte d'Appello di Firenze si è
così pronunciata :
In riferimento all'accusa di detenzione di materiale pedopornografico
: ASSOLTO perchè IL REATO NON SUSSISTE ;
In riferimento all'accusa di molestie : ASSOLTO per NON AVER COMMESSO IL REATO.