La sentenza di Rignano, M. Volpe: Non c’è affatto da gioire

 

Di Roberta Lerici

Vorrei ringraziare Maria Volpe per aver scritto nell'articolo che segue ciò che in tanti abbiamo pensato quando gli avvocati degli ex imputati per abusi all'asilo Olag Rovere hanno invitato i genitori a gioire per la sentenza di assoluzione degli imputati di Rignano. L'agghiacciante concetto espresso per la prima volta nel 2007 da un sacerdote di Brescia all'alba dell'assoluzione degli imputati dell'asilo Sorelli, è stato poi ripreso dall'on. Giovanardi che lo ha espresso più volte in diversi casi di presunta pedofilia e da altri avvocati difensori negli stessi processi.

Oggi fa suo questo concetto anche Carlo Bonini su Repubblica, quindi possiamo dire che quel lungimirante sacerdote di Brescia abbia coniato una frase di successo per qualsiasi processo di abusi negli asili, che oggi è utile anche ai giornalisti. Ieri a Pomeriggio 5, però, l'avvocato Naso (legale di una delle maestre) ha espresso un concetto che, per il suo orrore,potrebbe soppiantare quello del sacerdote di Brescia.

Eccolo:"I bambini di Rignano saranno dei futuri abusanti, in quanto abusati da chi ha indotto in loro l'idea di essere stati abusati, ovvero i genitori". Ha visto come si può "migliorare" nel tempo? (QUI I COMMENTI A QUESTA AFFERMAZIONE)

Ecco il suo articolo:

La sentenza di Rignano: Non c’è affatto da gioire

di Maria Volpe

Non voglio commentare la sentenza sull’asilo di Rignano. La sentenza che ha assolto tutti gli imputati per presunti abusi e violenze sui bambini.

Quello che mi ha sconvolto – da madre di due bambini, certo, ma da essere umano tout court – sono state le parole degli avvocati Naso e Coppi, difensori degli imputati. Due egregi professionisti, due principi del Foro che hanno egregiamente svolto il proprio lavoro e che vanno giustamente orgogliosi della propria vittoria. Ma, c’è un ma. (A parte che come è noto la verità giuridica e processuale, non è detto che coincida con la Verità. Questo ormai lo sappiamo tutti, e ne accettiamo le regole. La giustizia terrena è perfettibile e possiamo accontentarci solo per l’appunto della verità che esce dall’aula del Tribunale). Precisato questo, sono rimasta sconvolta dalle parole dei due avvocati che si sono indignati per la reazione violenta dei genitori dei bambini alla lettura della sentenza. I due avvocati hanno commentato con frasi di questo tipo: “Non capiamo queste reazioni.

È una sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste, e ci dispiace di questa reazione dei genitori che, invece di essere contenti nell’apprendere che non è successo nulla, sembra quasi che avessero preferito che gli imputati venissero condannati con la prova dell’abuso sui loro figli. Ringrazio Dio che il Tribunale ha potuto ricostruire con certezza i fatti escludendo che ci siano stati abusi. Ci dispiace solo che ci siano voluti sei anni per questo risultato». Come si fa a dire frasi del genere? C’è un minimo di rispetto del dolore ? Secondo due avvocati illuminati, basta una sentenza per rasserenare gli animi di 21 famiglie che da sei anni vivono un calvario guardando negli occhi i propri bambini? Molti piccini hanno fatto racconti dettagliati.

Ci sono stati riscontri. E comunque molti di quei bambini, da tempo, hanno mostrato disagio, sofferenza. Madri e padri hanno sentito centinaia di volte racconti atroci. Hanno sentito i loro piccoli raccontare a psicologi, esperti, assistenti sociali dettagli raccapriccianti. E questa assoluzione dovrebbe farli brindare? Io non sto qui a dire che quei 5 imputati (tra cui tre maestre dell’asilo, il marito di una di queste e una bidella) sono colpevoli. Forse non lo sapremo mai come sono andate davvero le cose. Non sapremo mai se questi 5 imputati hanno subito accuse infamanti infondate o se sono degli orridi pedofili; non sappiamo e non sapremo mai se quei bimbi hanno subito atroci molestie o se invece la loro fantasia ha tirato un brutto scherzo a tutti loro (e a tutti noi). Sappiamo solo che quei bambini hanno sofferto, che quei genitori sono straziati perché non sanno che cosa hanno subito davvero i loro bambini e quali traumi si portano dentro.

Cosa c’è da gioire in tutto ciò? Come donna e madre sono indignata per quelle parole. Brindino giustamente gli avvocati per la loro vittoria, ma non diano lezioni di morale a famiglie devastate.