“Le Iene”: il caso di Marianne Grin e i bambini inascoltati

di Larissa Sazanovitch (psicologa e psicoteraputa) Il 2 maggio è stato trasmesso un servizio dalle “Iene” su Italia 1 riguardante il caso di Marianne Grin già residente in Italia, sposata con un cittadino americano, dal quale ha avuto quattro figli che sono ancora minorenni, in eta' compresa tra i quindici e cinque anni e che ormai da 8 mesi si trova con i bambini a San Pietroburgo. http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/299923/pelazza-assistent... Il caso ha determinato l'interessamento delle diplomazie di Italia, Stati Uniti e Russia, nella persona di Pavel Astakhov, rappresentante ufficiale del Presidente della Federazione Russa per i Diritti dei Bambini e si inquadra nel più vasto problema delle madri russe in Occidente, che in caso di separazione dai mariti occidentali si trovano sempre più spesso nella condizione di “dover fuggire con i bambini in braccio” (utilizzando le parole dello stesso Astakhov) nel loro paese d'origine giacchè per loro è particolarmente difficile ottenere giustizia nei paesi d'adozione. http://www.rfdeti.ru/display.php?id=5057 http://www.rfdeti.ru/display.php?id=4756 Nei casi di separazione nelle famiglie interculturali, problema sempre più attuale anche in Italia, le donne russe sono sempre più frequentemente colpite dall'utilizzo da parte dei Tribunali europei dell' accusa standard di squilibrio/instabilità mentale che fa sì venga tolto loro l'affidamento dei figli con il non raro esito dell'inserimento dei bambini in Istituto. La storia di Marianne Grin ha suscitato un vivo interesse nei mass media russi più importanti, fra i quali anche i talk show dei canali dello stato. Nel corso dei quali la protagonista non è mai apparsa irrispettosa delle leggi, non a caso ha una laurea in giurisprudenza conseguita ad Harvard, e non è mai stata messa in dubbio sul terreno dei caldi contraddittori degli studi televisivi la sua stabilità psichica. http://pryamoj-efir.ru/pryamoj-efir-02-12-11-zhena-skryvaetsya-ot-svoego... http://pryamoj-efir.ru/pryamoj-efir-17-04-12-rossiyanki-kotorye-sbezhali... - dal 30 min. http://www.pravda.ru/society/family/life/21-11-2011/1098730-grin-6/ Nel reportage televisivo delle Iene e nel montaggio serrato del servizio la figura della Grin finisce, invece, per assomigliare a quell'immagine di donna a “rischio psicopatogeno” con comportamenti “imprevedibili e bizzarri”, che fino ad adesso è stata attribuita a lei da una sola figura professionale. Ma definire i comportamenti di noi russi in quel modo ha antiche radici nella psicologia occidentale tanto da rimontare ai tempi di Freud. Probabilmente anche il collega che lo ha fatto per Marianne, dimenticando l' interpretazione culturale dell'espressività emotiva ed applicando quello stereotipo negativo, si è avvalso di quelle definizioni oramai pronte all'uso. Al di là di tutto, quello che però emerge con forza indiscutibile da questa storia è il fatto che NESSUNO ASCOLTA I BAMBINI. Marianne Grin ha denunciato innumerevoli volte il marito per le violenze fisiche compiute su di lei e sui loro 4 figli chiedendo ogni volta certificazione al Pronto Soccorso locale. La denunce, però, sono state sistematicamente archiviate dalla magistratura. Ma nella stessa disposizione del Giudice che le rigetta, mostrata durante il programma, è possibile leggere: “...il personale medico intervenuto non aveva effettuato alcun accertamento obiettivo di lesioni o di percosse ma si era limitato a raccogliere la narrazione effettuata dai due bambini, presumibilmente in presenza della mamma, i quali avrebbero riferito di percosse, di strattonamenti, di trattamenti energici, fino al limite dei maltrattamenti, posti in essere nei loro confronti da parte del padre, in ciò aiutato dall'attuale convivente; vista l'opposizione formulata dalla madre dei due bambini (oltre che di altri due bambini avuti sempre con l'indagato) nella quale la donna non fornisce specifiche indicazioni di approfondimenti da fare, limitandosi a stigmatizzare la richiesta di archiviazione, e a chiedere che vengano sentiti i propri figli....” Possono tutti e quattro i figli colludere con l'odio materno rivolto verso il proprio marito, loro padre? Il valore della testimonianza dei bambini in ambito giuridico-psicologico continua ad essere molto discusso. Quante volte gli esperti nel campo delle violenze e maltrattamenti sull'infanzia si sono trovati di fronte all'esile voce della parola dei bambini che si pretende abbia quasi sempre bisogno di un'eclatante prova fisica/organica per essere quanto meno valutata e approfondita. Nel caso specifico, la parola dei 4 ragazzi, di età diversa, compresa fra l'infanzia e l'adolescenza, nei confronti del padre è di univoca accusa, ma non è mai stata presa in considerazione dal Tribunale di Firenze. Eppure i fatti narrati sono strutturati e lineari, implicano figure ben individuate – il padre, la compagna del padre - non appaiano come affabulazioni personali né tanto meno pedisseque ripetizioni delle accuse materne, imparate come lezioncine. Nell'archiviare il caso, il Giudice sostanzialmente non dà valore alla parola dei bambini, la sola PRESUNZIONE della presenza della madre al Pronto Soccorso, dove vengono raccolte le prime affermazioni, determinerebbe un'immensa forza suggestiva sui fanciulli. Vi è però da dire che dall'imponente incartamento della vicenda emerge anche il colloquio del CTU con i soli ragazzi, durante il quale tali accuse vengono ribadite nuovamente dai bambini anche a fronte di un forte contraddittorio da parte del Perito del Tribunale. Neanche in questo caso la denuncia dei bambini viene accolta, anzi, addirittura negata. Marianne Grin ad un certo punto, insomma, si trova nella condizione, non soltanto di perdere l'affidamento di tutti e quattro i figli, cresciuti sempre con lei, ma, a fronte di un definitivo rifiuto del figlio maggiore di andare a vivere con il padre, dell'ablazione/limitazione della patria potestà! E' in quel momento che Marianne realizza che non esistono più vie legali da percorrere in Italia e si determina in lei la pur discutibile decisione della fuga in Russia. La donna si trasforma in “ un animale che fugge” - così definisce Marianne, il Rabbino del prestigioso ginnasio classico “Yeshiva”di San Pietroburgo (descritto nel servizio televisivo come “una scuola ebraica per ragazzi con famiglie problematiche”). Frase che in russo suona quasi poetica e ricca di comprensione umana per la situazione di questa donna percepita come vittima , come animale braccato, ma che nella traduzione italiana assume una connotazione negativa che si associa ad un supposto squilibrio mentale della Grin sul quale io personalmente non sono d'accordo, avendo avuto con lei, tempo addietro contatto professionale.. Molti sono i punti interrogativi che rimangono aperti in questa complicatissima storia di separazione iperconflittuale. Ma la riflessione più importante che si può fare su questo caso è quella sulla ferocia della giustizia italiana, incapace di ascoltare i bambini e pronta a togliere la patria potestà ad una madre di quattro fanciulli che presenta denunce reiterate e, come leggiamo nella sopracitata disposizione del Giudice, semplicemente chiede “che vengano sentiti i propri figli.” Larissa Sazanovitch Psicologa Psicoterapeuta martedì 8 maggio 2012 ·