Pedofilia: Autista abusa di un 13enne dopo averlo adescato sul bus. Un altro pedofilo che era a piede libero

di Roberta Lerici 

Fra le tante emergenze del nostro paese, spero che il nuovo governo si occupi di quella dei pedofili condannati ma a piede libero. Il carcere già dopo il primo grado di giudizio per i reati più gravi, è una proposta di Antonio Di Pietro che mi trova assolutamente d'accordo. Nei provvedimenti del nuovo governo comunemente definiti "pacchetto sicurezza" spero che venga anche incluso quello del carcere per i condannati per pedofilia e spero che per "sicurezza" si intenda anche quella dei minori, nei confronti dei quali continuo a rilevare una assoluta mancanza di considerazione. Rilevo inoltre che vittime privilegiate dei pedofili sono bambini di famiglie disagiate, straniere, disgregate, la cui situazione abbassa certamente la soglia di attenzione nei confronti dei propri figli.

Ecco perchè è, a mio avviso è importante la prevenzione e l'informazione, nonchè un lavoro di responsabilizzazione nei confronti della scuola che deve lavorare sempre di più insieme alle famiglie per individuare i segnali di disagio lanciati dai bambini.  Ecco l'ultimo caso avvenuto in provincia di Bologna: 

L'uomo, un 46enne era già stato condannato per pedofilia ma aveva ottenuto la sospensione della pena. Il maniaco, ora nuovamente arrestato, è stato tradito dalle telefonate alla sua vittima che voleva rivedere


 

HA ADESCATO un ragazzino rumeno di 13 anni sul pullman di linea di cui era l’autista e ha abusato di lui dopo averlo portato in auto in una zona periferica e isolata della città. Per quest’accusa è finito al carcere della Dozza un uomo di 46 anni, Massimo Lollini, di Vergato, già noto per precedenti specifici. Lo hanno arrestato l’altra sera i carabinieri per violenza sessuale e atti sessuali con un minore di anni 14, su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Bruno Perla; il provvedimento è stato richiesto dal pm Enrico Cieri, che ha coordinato le indagini dei militari della stazione Bertalia. Già a fine anni Novanta Lollini aveva patteggiato, con la vecchia disciplina del reato di violenza sessuale, un procedimento per una vicenda analoga e aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena. Nel suo curriculum compare però anche un altro patteggiamento, per detenzione di materiale pedopornografico. Questa volta rischia una condanna da sei a dodici anni.

ALL’ATTENZIONE degli investigatori ci sono ora anche il suo personal computer e i supporti informatici che i militari hanno sequestrato nell’abitazione dove vive con gli anziani genitori. L’esame del materiale potrebbe allungare ulteriormente la lista delle pendenze. Il fatto per cui Lollini è finito dietro le sbarre risale a pochi mesi fa. L’uomo è autista di una linea extraurbana, servita in appalto da una società privata, che collega Tolè a Bologna. Il tredicenne, che vive nella periferia cittadina in una famiglia seguita dai servizi sociali, era salito sul mezzo durante il tragitto del pullman; a fine corsa l’uomo lo avrebbe convinto a seguirlo con un invito apparentemente innocente: «Vieni che ti porto da McDonald’s». Una volta in auto, però, l’uomo si è diretto fuori città. Per convincere il ragazzino ad assecondare le sue attenzioni morbose gli avrebbe promesso anche del denaro, piegandolo con minacce più o meno esplicite e costrizioni psicologiche.

L’EPISODIO è venuto alla luce qualche settimana più tardi grazie all’intuito del fratello maggiore del tredicenne, che ha scoperto una telefonata da parte dell’adulto. Il quale, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe contattato più volte la vittima per ottenere nuovi incontri. Nel periodo successivo alla violenza il ragazzino avrebbe manifestato anche problemi crescenti dal punto di vista caratteriale, saltando con sempre maggiore frequenza le lezioni a scuola. La difficile situazione familiare del tredicenne e la sua origine straniera avrebbero indotto Lollini a pensare che fosse più semplice gestire la situazione ma, ascoltato alla presenza di un consulente, il ragazzino ha fornito una ricostruzione puntuale dei fatti. L’uomo è stato identificato in tempi rapidi e, nel giro di poche settimane, l’ordinanza di custodia ha chiuso il cerchio della accuse, portando Lollini dietro le sbarre.

 ENRICO BARBETTI

Il Resto del Carlino 19 aprile 2008