BIMBA TOLTA ALLA MAMMA: ISTANZA PER NOMINA NUOVO COLLEGIO E RICOLLOCAZIONE MINORE A CASA DELLA MADRE (TESTO)

Note:l'istanza era in origine indirizzata alla dottoressa Foschini, che però proprio oggi è andata in pensione.il giudice incaricato del caso è ora la dott.ssa Capranica.

Avv. Giuseppe Lipera Patrocinante in Corte Suprema di Cassazione 

Tribunale per i Minorenni ROMA proc. n. xxxx/10 V.G. – minore “principessina”

ISTANZA PER LA NOMINA DI UN NUOVO COLLEGIO CON RICHIESTA DI PROVVEDIMENTO URGENTE CHE DISPONGA CHE LA MINORE VENGA RICOLLOCATA PRESSO LA MADRE IN SUBORDINE ANTICIPAZIONE DI UDIENZA

Quali difensori della signora PUMA Federica, in atti generalizzata, si ESPONE Avesse detto il padre: “la voglio io la bambina!”, forse avremmo potuto consigliare a Federica di fare come la mamma della storia di re Salomone, che, anziché farlo dividere, in due rinunciò al figlio e Salomone lo diede a lei, la vera mamma o colei, quel che più conta, si comportò da vera mamma.

Nella vicenda di cui ci occupiamo però il papà, dott. N. M., non la chiede la bambina: il papà, sia avanti la Corte di Appello a Roma e sia in sede di controricorso avanti la Corte Suprema, difende a spada tratta quel provvedimento (14/12/2011) con cui il Tribunale per i Minorenni (pres.dott. C. Cavallo) ha disposto il collocamento di sua figlia in casa famiglia.

Si comporta da vero padre quell’uomo? Re Salomone dove sei? Chiunque capirebbe qual è l’animus che spinge M. N. ad agire così: lui odia e detesta Federica; egli ha un risentimento enorme nei confronti della giovane donna, sua ex compagna; il medico chirurgo, perché M. è medico, vorrebbe solo farla soffrire (alla PUMA), il suo sogno è vederla morire lentamente, come se fosse sotto tortura.

E’ chiaro che è’ una atroce vendetta la sua!

In realtà della bambina non gliene frega niente, addirittura ha dubbi se “principessina” sia sua figlia (v. dichiarazione verbalizzata in TM all’udienza del 18/maggio/2011: “Adr. Il M. dichiara che dubita di essere il padre biologico della bambina anche se gli vuole molto bene”); immaginate che amore può avere per la piccola “principessina”.

Un vero padre avrebbe reagito pensando alla sua bambina che soffre le pene dell’inferno; un vero padre avrebbe capito che al di là di ogni cosa sua figlia stava bene con la sua mamma. Ma invece no: al medico M. N. questo non interessa; così come non gli interessava nulla quando “principessina” era neonata e piangeva nella culla, anzi gli dava fastidio e voleva ad ogni costo che la mamma Federica non la prendesse in braccio per consolarla. Fu per questo motivo che M., stanco dei pianti e dei singhiozzi della neonata, il giorno 7 gennaio del 2005, alle 14 circa, scaccio via di casa Federica con la poppante “principessina”.

Poi si pentì (forse) e rivoleva la compagna; fu così che lui (M.) uomo forte e duro non poté digerire l’affronto che gli fece Federica, giovane 23 enne, che giustamente da allora non volle più saperne.

Ed eccoci arrivati ai giorni nostri.

Si è già chiesto, e in tal senso si reitera, la sostituzione del tutore provvisorio FULVI Giovanni nonché dell’assistente sociale Luisa Mosè e della psicologa Antonella Rossi, anche perché pende nei loro confronti procedimento penale a seguito di denuncia della signora PUMA Federica; parimenti si chiede la rimozione tout court del curatore speciale, Avv. M. Gabriella Zimpo, per la medesima ragione ed in oltre posto che non ha alcuna ragion d’essere la figura del curatore speciale vista la nomina del tutore. Il suo piano di vendetta si è adesso realizzato - grazie agli ingenui, creduloni e sprovveduti dei servizi sociali - e da tre mesi e più (M.) gode del suo sadismo maniacale. E i giudici … stanno a guardare? * ** Illustre Presidente Vicario, la piccola “principessina” non può più stare in “Casa Famiglia”, né vi è alcun motivo che vi stia (anzi non ci doveva mai andare, ma ormai … quel che è stato è stato).

Si eviti a questo punto di perpetuare e di aggravare i danni. Avremmo dovuto rivolgere questa ennesima istanza al Collegio presieduto dal Giudice dott. Angela Rivellese, lo sappiamo; ma veda Presidente, come a alla S.V. risulterà, il Collegio Rivellese-Capranica le nostre istanze le rigetta senza neppure leggerle, con qualche rigo vergato a penna, tanté che abbiamo segnalato il caso al Procuratore Generale presso la Corte Suprema di Cassazione (e perché ne abbiano conoscenza anche al Primo Presidente di questa Corte di Appello ed al Procuratore Generale).

Dopo la dott.ssa Carmela Cavallo, presidente titolare di questa A.G., giustamente o no certamente indignata (e sappiamo tutti perché) nei confronti di chi scrive, adesso lo saranno anche dott.ssa Angela Rivellesse e la dott.ssa Cristina Capranica. Certo è che le conseguenze di tutto questo non può pagarle una creatura inncente. Ciò detto veniamo al dunque, Presidente.

L’Italia intera ormai conosce questa storia e bisogna trovare la giusta soluzione, che è solo quella di ricollocare la bambina presso la mamma. Solo così gli Italiani finiranno di ridere o di piangere (a seconda da che punto di vista la si veda).

La bambina piange è sta male; la madre di dispera come la Maria ai piedi del Cristo in Croce. L’unico che sghignazza è il fariseo M..

Ok.

Tra poco più di una settimana però è Pasqua e la bambina, almeno entro tale giorno, deve poter fare ritorno a casa sua. Sono tutte castronerie quelle sin qui dette? No Presidente non lo sono ed è per questo che sommessamente domandiamo Illustre Presidente avochi a sé questo fascicolo “scottante” (tanto il 17 aprile prossimo né la dott.ssa RIVELLESE né la dott.ssa CAPRANICA vorranno più trattarlo, magari perché impegnate a rispondere alla Procura Generale della Corte Suprema di Cassazione che avrà già chiesto o chiederà chiarimenti sull’esposto presentato) o nomini un altro collegio, tertium non datur.

Si chiede quindi di emettere provvedimento favorevole inaudita altera parte (sulla base dell’ultimo parere già prodotto dello psichiatra dott. Andrea Mazzeo ovvero su quanto si rileva dalla stessa relazione del responsabile della Casa Fam. “Il Ciliegio” già da tempo in atti) ovvero dopo aver ordinato la immediata comparizione personale dei genitori della bambina, della bambina direttamente, dei nonni, per ivi provvedere istantaneamente. Con la certezza che almeno questa istanza venga letta, si spera e si auspica nel suo favorevole accoglimento perché assolutamente fondata in fatto, in diritto e nel buon senso.

Roma 29 marzo 2012.

Con ossequi Avv. Giuseppe Lipera

Avv. Raffaella Scutieri